I punti dello spirito: Shen

I punti dello spirito: Shen

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Con le famiglie dei punti antichi, siamo costantemente in contatto con il lato psichico dell’individuo. Questo non sorprende quando sappiamo che la medicina cinese ha le sue radici nello sciamanesimo. Dopo i punti demoni (Gui) e sciamani (Ling), ecco una terza famiglia che completa le altre due, perché nella mente orientale il principio ternario è uno dei più importanti per descrivere le interazioni tra Cielo e Terra.


Abbiamo visto che secondo l’antica concezione orientale (ma questo vale ai quattro angoli di questo mondo per tutte le  proto-medicine  [I]) le malattie erano scatenate dall’intrusione di spiriti maligni venuti a seminare disordine e agitazione nel corpo. Pertanto, i Gui erano responsabili di tutti i mali e questi demoni più o meno potenti dovevano essere scacciati attraverso recitazioni, cerimonie, preghiere e altri sacrifici. Per questo, alcuni uomini e donne sono diventati degli intermediari tra il mondo degli umani e quello degli spiriti al fine di ristabilire l’armonia tra i due. Sono gli sciamani rappresentati dai punti Ling. I demoni sono considerati spiriti maligni degli inferi, mentre gli sciamani sono esseri umani che lavorano sulla superficie del nostro mondo. Se quindi abbiamo rappresentanti della Terra e degli Uomini, era imperativo fare appello agli spiriti benefici per aiutare i guaritori nelle loro cure (questa medicina  è chiamata Zhù yóu 祝由). Questo è il ruolo dei punti Shen che  rappresentano il Cielo.

Uomini, spiriti e sciamani

Un po’ di etimologia

L’etimologia dell’ideogramma Shen è molto interessante. Come per ogni articolo, possiamo fare riferimento al libro di Philippe Laurent “L’esprit des points” per comprendere il significato profondo del carattere.


Evoluzione del carattere Shen in cinese

La prima parte dell’ideogramma è la chiave delle vicende religiose, una specie di treppiede per alzare il sacro fumo al Cielo. Nel Neolitico si trattava infatti di piatti di terracotta, ma nell’età del Bronzo diventano calderoni ricoperti di simboli utilizzati per servire piatti di lusso (raramente e solo per i potenti) e come oggetti rituali (più comunemente). Si chiamano 鼎 dǐng [II] e hanno avuto un profondo impatto sulla società cinese. La seconda parte dell’ideogramma si è evoluta più volte, ma il significato è rimasto più o meno lo stesso. Nella parte B c’è un fulmine e una nuvola temporalesca, una manifestazione del mondo superiore. Può anche essere visto come emanazione del calderone sacrificale, come uno spirito che sta passando. Nella forma AF, ci sono due mani che tengono una corda. All’inizio, faccia a faccia, li vediamo muoversi nella forma SW per essere capovolti. È il gioco delle forze del Cielo e della Terra che tira la corda che li unisce, cioè l’essere umano. La forma C stilizza la seconda parte e la forma corrente stilizza la chiave di lettura. Questo sviluppo non potrebbe essere più chiaro. Lo Spirito Shen è ciò che ci allunga tra Cielo e Terra, ma è soprattutto una manifestazione celeste (fulmine) che presiede. Comprendiamo quindi che abbiamo a che fare con il mondo degli spiriti celesti a cui gli sciamani si rivolgono per intercedere presso gli uomini che soffrono.

 

Gli 8 punti Shen

Ricordiamo qui, per qualsiasi scopo utile, che i punti sciamani sono solo 5, mentre i punti Gui definiti dal dottore Sun Si Miao (vedi articolo precedente) sono 13. Il combattimento sembra quindi impari. Ma secondo il taoismo, tutto deve essere sempre in equilibrio. Occorre quindi cercare di ristabilire l’equilibrio utilizzando i punti Shen. E poiché 13 Gui meno 5 Sciamani lasciano 8 posti liberi, abbiamo quindi logicamente 8 punti Shen. Nell’elenco seguente, dobbiamo comprendere l’uso dei nomi “divino” e “spirito” in modo intercambiabile, poiché provengono tutti dallo stesso carattere 神.

  1. VG11  神道 Shéndào: La Via dello Shen, o in giapponese la Via dei kami (spiriti celesti), che è l’esatto significato della parola Shintō.
  2. VG24  神庭 Shéntíng: la corte dello spirito
  3. VU44  神堂 Shéntáng: Il Palazzo della Provvidenza.
  4. R23     神封 Shénfēng: Consacrazione Divina o Sigillo Divino
  5. R25     神藏 Shéncáng: Rifugio della Divinità o Magazzino dello Spirito
  6. VB13   本神 Běnshén: la Radice dello Spirito
  7. C7       神門 Shenmen: Porta degli spiriti
  8. VC8     神闕 Shénquè: Porta della Vitalità o Palazzo dello Spirito

Punto bonus: VC15 鳩尾 è chiamato Jiūwěi, che significa “coda di piccione”, che a priori non ha nulla a che fare con l’argomento di questo articolo. Questo è il punto più potente che si può trovare per trattare il Cuore su Vaso Concezione, anche più del punto Mu del Cuore. Ma questo punto ha un altro nome che è 神府 Shén fǔ ovvero la “Dimora dello Spirito”. È il luogo in cui i Respiri, i diversi Qi, creano lo Spirito Shen. È così prezioso che il suo nome è stato nascosto sotto quello di un volatile (animale che appartiene al Cielo) per non attirare l’attenzione degli spiriti maligni. Questo punto non deve essere attaccato, altrimenti diventa in qualche modo l’ultima dimora dello Spirito. Divertiti a inserire i caratteri in Google Translate e ottieni la parola “tomba”, che conferma la necessità di tenere nascosto questo punto.

 

Effetti dei punti Shen

Passiamo un po’ di tempo a guardare quali sono gli  effetti terapeutici di questi punti Shen. Cosa stanno facendo esattamente?

  1. VG11: Elimina il calore dai Polmoni e dal Cuore, calma lo Shen e il Vento. Tratta la tristezza e l’ansia, la scarsa memoria, le palpitazioni legate allo spavento, il disorientamento, la timidezza, il mal di testa e l’esaurimento.
  2. VG24 : questo è un punto dove VG, Vescica Urinaria e Stomaco si intersecano, calma lo Shen e agisce sul cervello, eliminando notevolmente il Vento e il dolore. Questo è un ottimo punto analgesico. Nei casi che ci interessano, ci sono cefalee, disturbi maniaco-depressivi, palpitazioni e insonnia.
  3. VU44 : Libera il torace e regola il Qi, allevia il dolore e calma lo  Shen. Funziona su insonnia, ansia, depressione mentale, pensiero disorganizzato, perdita di memoria, costrizione del torace e dell’esofago.
  4. R23: Libera il torace, abbatte il Qi ribelle dei Polmoni e dello Stomaco e tonifica  i seni. Viene utilizzato per tutte le ostruzioni del torace, delle costole  con difficoltà respiratorie. Quindi aiuta contro asma, tosse, ascessi al seno, ma anche vomito e mancanza di piacere nel mangiare.
  5. R25: Stesse funzioni del 23R.
  6. VB13: Questo punto apre i seguenti tre Yang della testa: GI, PI e TR. Purifica il Calore e scaccia il Vento, risveglia lo Shen e calma le convulsioni. Si tratta di nuovo di  mal di testa, vertigini, epilessie e convulsioni, comportamenti maniacali e paura, per non parlare degli interventi su paralisi ed emiplegia.
  7. C7: Questo punto è un classico, ben noto per tonificare il Cuore e il Sangue calmare lo Shen ancorandolo nel Sangue del Cuore. Se è disperso, apre gli orifizi e quindi i sensi. Oltre ai trattamenti cardiaci, è ampiamente utilizzato per la psiche per combattere l’insonnia, l’ansia, la sovraeccitazione, i sogni sovrabbondanti, il parlare nel sonno, ma anche l’emotività, l’epilessia, i disturbi maniacali – depressione, demenza, desiderio anormale di ridere o risate folli, insulti incessanti, tristezza, paura e spavento.
  8. VC8: al centro dell’ombelico, non pungere e non premere direttamente questo punto. Ma è possibile agire su di esso con una pressione inclinata o usando la moxa. Riscalda la Yuan Qi, riporta lo Yang dei reni e dei genitali e regola le viscere e lo stomaco. Questo è un ottimo punto nei disturbi digestivi e nella lotta contro la diarrea estenuante, ma qui il suo obiettivo è riportare uno Yang solido nei meridiani in modo che la persona riacquisti la sua lucidità.

La lettura di questo elenco ci permette di comprendere gli effetti principali dei punti Shen.

  • calmano lo Shen e riportano la lucidità mentale
  • allontanano le ansie e le malattie ad esso associate
  • aprono il torace/respiro per ripristinare la calma
  • allontanano vento e calore e aiutano anche con il mal di testa

Combinazione con i punti Ling

Ciò che è passionnante  in questo studio di queste tre famiglie di punti (Gui, Ling e Shen) è che comprendiamo che i Ling devono stringere un’alleanza con gli Shen per completarsi a vicenda negli effetti benefici per la salute mentale del paziente [III], ma anche per ottenere il giusto numero di punti per combattere i demoni Gui. Detto così, si può pensare che  il caso fa bene le cose. Ma se leggi regolarmente questo blog, sai che il caso non ha nulla a che fare con questa storia, perché lo spirito degli antichi cinesi non lascia dubbi sulle loro intenzioni. Diamo un’occhiata ai punti Shen e Ling, ovvero 13 punti, in base alla loro organizzazione geografica sul corpo.

Sulla testa :

Dalla sommità verso i lati, dalla linea centrale agli altri meridiani, quindi dall’alto verso il basso abbiamo:

  • Shén tíng: un punto Shen, quindi uno spirito celeste
  • Chéng líng: un punto Ling, quindi uno sciamano
  • Běn shén: un punto Shen

In altre parole, lo sciamano è circondato da spiriti celesti che lo aiuteranno a combattere la malattia/lo spirito malvagio.

Sulla schiena:

Prima dall’alto verso il basso, poi dalla linea centrale verso l’esterno

  • Shen dao: punto Shen
  • Líng tái: un punto Ling
  • Shen táng: un punto Shen

Stessa logica di prima. Comprendiamo ora che lo sciamano si trova tra uno spirito tutelare che veglia in alto e un secondo che scende sotto di lui per combattere i demoni che sono sotto terra, cioè la malattia che è nel corpo. Ritroviamo qui la visione ternaria Cielo-Uomo-Terra tanto cara ai taoisti.

Sul torace:

Dall’alto  in basso

  • Shen cáng: un punto Shen
  • Líng xū: un punto Ling
  • Shen fēng: un punto Shen

A questo punto, diventa difficile parlare di coincidenza. Meglio ancora, questa disposizione ci dice molto sulla visione che gli sciamani hanno nella disposizione delle dimore degli spiriti. Infatti, nell’attuale sciamanesimo si parla ancora degli spiriti del basso (spesso totem animali) e degli spiriti dell’alto (soprattutto entità spirituali, più o meno potenti). Si noterà qui che tutti i punti appartengono allo stesso meridiano.

Sul braccio:

Dalla mano (che punta al cielo) al busto, quindi dall’alto verso il basso.

  • Shén mén: un punto Shen
  • Líng dào: un punto Ling
  • Qīng ling: un punto Ling

La regola cambia bruscamente con il braccio in cui tutti i punti si trovano sul meridiano del Cuore. Qui abbiamo prima uno spirito celeste seguito da due sciamani. Ci sono diverse ragioni per questo. Innanzitutto, dobbiamo ricordare che siamo sul meridiano dell’Imperatore. L’imperatore della Cina ha sempre avuto alla sua corte numerosi sciamani, indovini, astrologi, tutti taoisti nella maggior parte dei periodi del Medio Regno. E il punto più alto è quello che gli permette di comunicare con il Cielo, cioè la Porta dello Spirito.

La seconda ragione di questo cambiamento nell’organizzazione riguarda l’asse C-R. Abbiamo potuto  notare che solo gli 6 punti si trovano 3 sul Cuore e tre sui Reni, ovvero il livello Shao Yin. Questo asse è uno dei 6 livelli, il più basso in termini di potenziale energetico, ma anche il più prezioso. Se uno di questi due organi cessa di funzionare, c’è la morte immediata. Ecco perché questi due meridiani hanno gli ultimi 6 punti. Ma anche lì, e sempre per motivi di armonia ed equilibrio, era necessario bilanciare il numero dei punti Shen con i punti Ling, cioè 3 Ling e 3 Shen. Ecco la spiegazione di questo cambiamento.

L’equilibrio degli spiriti

Conclusioni temporanee

Non si può che stupirsi della saggezza e dell’attenzione ai dettagli degli antichi cinesi che non lasciavano nulla al caso. Nella loro visione della malattia c’è infatti una lotta tra le forze del Cielo e della Terra, una lotta il cui obiettivo non è tanto combattere quanto ripristinare il ruolo di ciascuno e riportare l’equilibrio. Qui non c’è lotta per la vita o per la morte. Non devi sradicare la malattia. È necessario restituire a ciascuno degli attori il proprio ruolo, senza esagerare, evitando così la trappola dualistica del bene e del male.

Oggi, grazie all’opera di Sun Si Miao, possiamo quindi risalire alle fonti sciamaniche della medicina cinese. Ancora meglio, possiamo vedere la preoccupazione degli antichi per malattie inspiegabili (come un attacco epilettico) -che solo più avanti  la scienza medica e la psicologia/psichiatria hanno potuto determinare- le altre patologie più semplici come il raffreddore o il mal di testa essendo  generalmente trattate con le erbe. Tutti questi punti costituiscono una buona base per i trattamenti psicologici, contraddicendo così la convinzione del mondo occidentale che la medicina cinese non sia interessata ai disturbi psichici.


Autore: Ivan BEL
TraduttoreNathalie Durand


I punti del sangue

I punti del sangue

Reading Time: 10 minutes

I disturbi legati al  Sangue secondo la medicina orientale sono innumerevoli: emicrania, anemia, disturbi mestruali, depressione, epistassi, feci sanguinolente e molti altri sono tutti legati ad uno squilibrio del Sangue. Ecco perché i punti ad esso correlati sono della massima importanza. Ma mentre tutti gli studenti e i praticanti di Shiatsu hanno familiarità con il punto “Mare del sangue” o Milza 10, di solito non è sufficiente per aiutare il Sangue a rimettersi in piedi. Presentiamo qui la famiglia dei punti Sangue per aiutarti nella tua pratica.


Nella medicina orientale impariamo molto presto il principio dello yin e dello yang, ma c’è una terza forma di energia che non sempre viene studiata approfonditamente nelle scuole di shiatsu: l’energia del sangue. Se gli squilibri del Qi sono ben affrontati, mancano purtroppo quelli del Sangue. Eppure, nel sistema a tre livelli “Terra-Uomo-Cielo”, il Sangue rappresenta lo strato intermedio, quello dell’Uomo fatto di carne e sangue appunto. Inoltre, nei classici cinesi si dice che Qi e Sangue sono due aspetti della stessa cosa. Il Qi comanda il Sangue e il Sangue nutre il Qi.

Il Sangue è formato principalmente dalla coppia Milza/Stomaco che  ingeriscono e trasformano ” i liquidi e i cereali”. Questo spiega perché il gran numero dei punti che troverete nell’articolo sono relativi alla Milza. Il Sangue circola nei “Mai” in un perpetuo ciclo circolare grazie all’azione del muscolo cardiaco, da qui la frase “il Cuore governa il Sangue”. Sappiamo anche che il Rene filtra l’aspetto acquoso del sangue, il Fegato “immagazzina il Sangue”. Infine, i polmoni rinvigoriscono il sangue ossigenando e liberandolo  dal CO2.

Polmoni, Fegato, Milza, Rene e Cuore, i 5 principali organi Yin, avranno quindi tutti un ruolo da svolgere prima o poi nella buona vitalità del Sangue.

Funzioni del sangue

Il sangue ha diverse funzioni che possono essere brevemente riassunte come segue:

1. Il sangue nutre. Controlla la buona circolazione di Yin/Yang. Quando tutto va bene dona vigore ai muscoli, ammorbidisce le articolazioni, nutre gli organi e i visceri (Zangfu脏腑).

2. Il sangue trasporta. Trasmette i soffi, gli umori, il Jing e penetra in tutti i luoghi dell’organismo che ne hanno bisogno.

3. Il sangue ancora gli Shen. Nella psicologia cinese si parla di spiriti viscerali per definire i diversi aspetti della psiche. Per essere equilibrati, i 5 Shen (Po, Hun, Shen, Zhi e Yi) devono essere ancorati nel Sangue della loro loggia (cioè i 5 organi Yin). Quindi, la psiche è pacificata.
4. In ginecologia il Sangue è ovviamente della massima importanza per il buon funzionamento delle mestruazioni e per il processo di formazione  del bambino durante i nove mesi di gravidanza.

Capiamo un po’ meglio che i tre principali squilibri, carenza, pienezza e stasi, hanno tutti un impatto significativo sul sangue.Avranno effetti diversi a seconda dell’organo o degli organi interessati. È quindi è essenziale approfondire questo argomento per non sbagliare la valutazione degli squilibri del corpo umano.

Ruolo chiave nella difesa del corpo

Nella dialettica della medicina orientale si dice che il corpo si difende grazie a quattro strati successivi che sono come tante barriere contro le aggressioni esterne. Conoscendo il loro ordine e le loro funzioni, è possibile determinare a quale livello si trova una patologia.

  1. Wei è lo strato difensivo più esterno. Circola nello spazio CouLi, tra la pelle ei muscoli.
  2. Qi è lo strato dei Respiri, che circolano ovunque e soprattutto nei Jingluo (canali o meridiani)
  3. Ying è lo strato nutriente, che si occupa di nutrire l’organismo
  4. Xue è quello del Sangue, lo strato più profondo.

Abbiamo quindi informazioni sulla profondità della zona colpita, sulla gravità della malattia e sul livello raggiunto dal patogeno. Ovviamente, più profondo è lo strato, più gravi saranno i sintomi. Così, un’aggressione al Sangue avrà sempre un profondo impatto sul corpo così come sullo spirito della persona. È quindi fondamentale saper agire sul Sangue per rimanere forti e sani.

Riepilogo dei punti

  • Polmone: P3, P5, P9, P10
  • Stomaco: ST29
  • Milza-Pancreas: M1, M6, M8, M10, M21
  • Cuore: C6
  • Vescica: VU15, VU17, VU40, VU43
  • Rene: R5, R8, R14
  • Maestro del cuore: MC4
  • Fegato: F1, F8
  • Vaso governatore: VG14
  • Vaso concezione: VC7

TIANFU (Magazzino Celeste) P3

Indicazioni: sangue dal naso, tosse con sangue, sputare sangue, respiro sibilante, dispnea, tosse, asma.

Abbinamenti classici:

Sangue dal naso: Tianfu P3 e Hegu GI4.

CHIZE (palude del gomito) P5

Indicazioni: sputare sangue, tosse con sangue, epistassi, vomito di sangue, dolore cardiaco, irrequietezza cardiaca.

Abbinamenti classici:

Tosse con sangue, in certi momenti sentire caldo a volte freddo: tonificare Chize P5 e disperdere Yuji P10

TAIYUAN (Abisso Supremo) P9

Indicazioni: tosse con sangue, sputare sangue, vomito con sangue, cuore irrequieto con dolore cardiaco e polso a scatti, costrizione toracica, delirio maniacale, sindrome senza polso.

Abbinamenti classici:

Dolore ai polmoni e al cuore: Taiyuan P9 e Yuji P10.

Discorso sconclusionato: Taiyuan P9, Yangxi GI5 e Kunlun VU60.

YUJI (ventre  del  pesce) P10

Indicazioni: tosse con sangue, vomito con sangue, sangue nelle urine, prurito genitale umido, impotenza con distensione addominale.

Abbinamenti classici:

Vomito di sangue Yuji P10, Quze MC 3 e Shenmen C7.

GUILAI (riporta il mestruo) ST29

Indicazioni: amenorrea, mestruazioni irregolari, stasi del sangue per freddo nell’utero.

YINBAI (bianco nascosto) M1

Indicazioni: sanguinamento uterino, menorragia, vomito di sangue, sangue dal naso, malattie da calore con epistassi, sangue nelle urine, sangue nelle feci.

Abbinamenti classici:

  • Selle sanguinose: Yinbai M1 e Zu Sanli ST36.
  • Dissenteria sanguinosa: Yinbai M1, Tianshu ST25, Neiting ST 44, Qihai VC 6, Zhaohai R6 e Neiguan MC6.
  • Vomito e epistassi: Yinbai M1, Pishu VU20, Ganshu VU18 e Shangwan VC13
  • Epistassi grave e incessante: Yinbai M1 e Weizhong VU40
  • Testa calda e sangue dal naso: Yinbai M1, Feiyang VU58, Jinggu VU64, Kunlun VU60 e Chengshan VU57.

SANYINJIAO (Incontro dei 3 yin) M6

Indicazioni: mestruazioni irregolari, sanguinamento uterino, sanguinamento uterino con vertigini, menorragia, amenorrea, dismenorrea, travaglio difficile durante il parto, mancata discesa delle perdite uterine post partum, post partum con vertigini, palpitazioni, visione offuscata, insonnia, eczema, orticaria.

Combinazioni classiche: sanguinamento uterino: Sanyinjiao M6, Yinjiao VC7 e Yangchi TR4

  • Sanguinamento uterino incessante: Sanyinjiao M6, Jiaoxin R8, Yingu R10 e Taichong F3.
  • Menorragia: Sanyinjiao M6, Tongli C5 e Xingjian F2.
  • Mestruazioni disordinate: Sanyinjiao M6, Zulinqi VB 41 e Zhongji VC3.

DIJI (Perno della terra) M8

Indicazioni : mestruazioni irregolari, dismenorrea, massa addominale nelle donne dovuta a qi e stasi sanguigna. Ferma i sanguinamenti di naso e utero

Abbinamenti classici:

Mestruazioni  irregolari: Diji M8 e Xuehai M10

XUEHAI (Mare del sangue) M10

Indicazioni: mestruazioni irregolari, dismenorrea, amenorrea, sanguinamento uterino, sanguinamento uterino coagulato, sanguinamento uterino improvviso, postpartum, carenza di Qi e sangue, orticaria, eczema, erisipela, herpes zoster, herpes caldo e doloroso, ulcerazione e prurito dello scroto, sindrome di Lin Zheng (urina rossastra o con coaguli violacei scuri, forte sensazione di bruciore, difficoltà a urinare, distensione con dolore all’uretra, nei casi gravi che coinvolgono l’ombelico, punta della lingua rossa, sottile rivestimento della lingua giallo, polso rapido e forte).

Abbinamenti classici:

mestruazioni irregolari; Xuehai M10 e punto VB 26 del Daimai(vaso cintura).

DABAO (busta grande) M21

Indicazioni: dolore in  tutto il corpo, debolezza dei quattro arti, flaccidità degli arti.

YINXI (punto di interstizio di yin) C6

Indicazioni: dolore insopportabile e lancinante al cuore, pienezza del torace, palpitazioni, paura e palpitazioni, attacco improvviso di dolore cardiaco, sangue dal naso, vomito di sangue.

Xinshu (Punto SHU del cuore) VU15

Indicazioni: dolore al cuore, costrizione toracica con irrequietezza, dolore toracico che si ritira, palpitazioni, polso irregolare, scarsa memoria, ansia, pianto per il dolore, insonnia, sogni eccessivi, distrazione simile alla stato di  trance, ritardo del linguaggio, tosse e sangue, vomito di sangue, sangue dal naso, sudorazione notturna.

Abbinamenti classici:

  • Piange per il dolore: Xinshu VU15, Shenmen C7, Jiexi ST 41 e Daling MC7.
  • malinconia, inquietudine e  distrazione: Xinshu VU15, Tianjing TR10 e Shendao VG11.
  • inquietudine e confusione mentale: Xinshu VU15, Tianjing TR10 e Juque VC14.
  • stupidità mentale e lentezza: Xinshu VU15, Shenmen C7, Shaoshang P11 e Yongquan R1.
  • cuore irrequieto: Xinshu VU15 e Juque VC14.
  • tosse con sangue: Xinshu VU15, Gansu VU18, Quepen ST12, Juque VC 14 e Jiuwei VC15.

GESHU (Punto Shu del diaframma) VU17

Indicazioni: tutte Malattie del sangue, dolore epigastrico, pienezza dell’addome e del fianco, dolore in tutto il corpo, dolore alla pelle, alla carne e alle ossa, dolore al cuore lancinante, dolore al cuore dopo aver mangiato, paludismo, sudorazione notturna, sudorazione spontanea, sindrome dell’osso vapore. Febbre senza sudorazione, avversione al raffreddore, disturbi maniaco-depressivi, tosse con sangue, vomito con sangue, sangue nelle feci, orticaria, sindrome bi in tutto il corpo.

WEIZHONG (centro della fessura) VU40

Indicazioni: dolore e rigidità della colonna lombare, pesantezza nella regione lombare e glutei, epistassi, ferita o ulcera dolorosa, erisipela.

Abbinamenti classici.

  • Epistassi gravi e incessante: Weizhong VU40 e Yinbai M1.
  • Foruncoli e antrace  sulla schiena: Weizhong VU40 e Jianjing VB 21 e  fare molta  Moxa.

GAOHUANGSHU (Centro vitale) VU43

Indicazioni: Raffredda il calore del sangue, arresta le emorragie, rimuove le stasi di sangue, nutre e armonizza il sangue (e lo Yin). Regola il diaframma, fa discendere il Qi in controcorrente. Sposta il Qi localmente e lungo il percorso dei canali.

Combinazioni classiche:

  • Con UB17, promuove e rafforza l’ematopoiesi

SHUIQUAN (Fontana d’acqua) R5

Indicazioni: amenorrea, mestruazioni irregolari, dismenorrea, mestruazioni ritardate con dolore epigastrico, prolasso uterino.

Abbinamenti classici:

  • Amenorrea con molto senso di oppressione e dolore nella regione epigastrica superiore: Shuiquan R5 e Zhaohai R6.
  • Mestruo irregolare: Shiquan R5 e Tianshu ST25.

JIAOXIN (regolatore delle mestruazioni) R8

Indicazioni: sanguinamento uterino, mestruazioni irregolari, dismenorrea, amenorrea, prolasso uterino.

Abbinamenti classici:

  • Sanguinamento uterino incessante: Jiaoxin R8, Yingu R10, Taichon F3 e Sanyinjiao M6.
  • Riduzione del sanguinamento uterino: Jiaoxin R8 e Heyang VU55.

SIMAN (Ingorgo quadruplo) R14

Indicazioni: distensione addominale, edema addominale, diarrea, costipazione, masse sotto l’ombelico, masse dolorose, dolore sotto l’ombelico, mestruazioni irregolari, sanguinamento uterino, stasi sanguigna nell’utero, dolore acuto dovuto alla stasi sanguigna.

XIMEN (Porta della riserva del qi) MC 4

Indicazioni: Dolore al petto, dolore al cuore, dolore al cuore con vomito, vomito di sangue, tosse con sangue, sangue dal naso, foruncolo e antrace, cuore irrequieto, insonnia, malinconia e paura, paura di persone che non conosciamo, la debolezza dello shen.

Abbinamenti classici:

  • Dolore al cuore: Ximen MC4, Quze MC3 e Daling MC7.
  • Dolore cardiaco con irrequietezza e pienezza: Ximen MC 4 e Jiquan C1.
  • Tosse con sangue: Ximen MC4 e Daling MC7.
  • Paura delle persone, insufficienza di shen: Ximen MC4 e Dazhong R4.

DADUN (Grande Regolatore) F1

Indicazioni: mestruazioni irregolari, sanguinamento uterino incessante, menorragia, metrorragia, sangue nelle urine, epistassi.

QUQUAN (Fontana a spirale) F8

Indicazioni: Masse addominali nelle donne dovute a stasi ematica, infertilità dovuta a stasi ematica, amenorrea, gonfiore addominale inferiore, dolore addominale e al fianco, dolore ombelicale.

DAZHUI (Grande vertebra) VG14

Indicazioni: sanguinamento dal naso.

Abbinamenti classici:

Sangue dal naso: Moxa su  Dazhui VG 14 e Yamen VG 15.

YINJIAO (Intersezione di Yin) VC7

indicazioni: Sanguinamento uterino, mestruazioni irregolari, amenorrea, leucorrea, infertilità, flusso incessante di lochia dopo il parto.


Fonti:

  • Some acupuncture points which treat disorders of Blood; Peter Deadman et Mazin Al-Khafaji, Journal of Chinese Medicine,
  • I fondamenti della medicina cinese; Giovanni Maciocia ; éditions Satas, 1994
  • Master Hua’s Classic of the Central Viscera: Excerpts from a Translation of Hua Tuo’s Zhong Zang Jing; Yang Shou-Zhong, Blue Poppy Press, 1993
  • Les maladies du Sang ; numéro spécial de la revue Tradition médicale chinoise par les Drs Colin, Guillaume, Kiener, éditions de l’Amicale des Jeunes Médecins Acupuncteurs.
  • Atlas des troubles du Qi et du sang en médecine chinoise ; Jingyi Zhao, Xuemei Li, éditions Satas, 2012

Vocabolario:

  • Amenorrea: assenza delle mestruazioni.
  • Dismenorrea: difficoltà nel flusso mestruale.
  • Lochia: perdita di sangue e detriti mucosi dopo il parto.
  • Leucorrea: secrezione non ematiche dai genitali femminili.
  • Menorragia: Mestruazioni anormalmente lunghe.
  • Antrace: detta anche “carbonchio” (dal greco άνθραξ, che significa “carbone”, dal colore nero delle lesioni cutanee che si sviluppano nelle vittime di questa infezione), è un’infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis.Si può sviluppare in tre forme: cutanea, respiratoria o gastrointestinale.
  • Prolasso uterino: discesa dell’utero.
  • Erisipela: infezione della pelle di origine batterica (ferite spesso mal curate).
  • Epistassi: sanguinamento dal naso

Traduttore: Nathalie Durand

Autore

Intervista: Yahiro Yuji sensei, fondatore del Meiso Shiatsu

Intervista: Yahiro Yuji sensei, fondatore del Meiso Shiatsu

Reading Time: 39 minutes

Tra i pionieri giapponesi che hanno portato lo Shiatsu in Europa, Yuji Yahiro sensei è uno dei grandi nomi che hanno influenzato l’intera penisola italiana. La sua carriera rivela una personalità atipica caratterizzata fin dalla giovane età da una forte spiritualità. È grazie a questa sete di spiritualità, che ha stretto legami con giganti come Taisen Deshimaru o Masahiro Oki. Ha accettato di confidarsi in questa magnifica intervista dove ci parla della sua vita, del suo Shiatsu e della sua infinita ricerca per diventare “un vero essere umano”.


Ivan Bel : Buongiorno Maestro e grazie per aver dedicato del tempo per rispondere a questa intervista. Prima di iniziare, vorrei sapere come sta? e come sta la tua famiglia?.

Yuji Yahiro : Cosa ne pensa guardandomi?…finché si è in vita bene!

 La mia forza vitale direi non male grazie mille. Abbiamo otto figli e la nostra famiglia si raduna insieme molto spesso e Stiamo tutti bene

Yahiro sensei è un uomo felice in mezzo alla sua grande famiglia (c) Yuji Yahiro

Di solito inizio la mia intervista con domande sulla vita delle persone, ma non posso fare a meno di chiederle subito qualcosa che mi incuriosisce tantissimo. Come mai nella sua scuola di Shiatsu c’è anche una scuola di MUNEDAIKO? È magnifico ! Fa una connessione tra questa arte del tamburo giapponese e lo Shiatsu?

Attualmente il nostro gruppo è registrato con il nome di “LIBERA UNIVERSITA’ OKIDO MIKKYO YOGA” Nel nostro luogo di studio abbiamo 4 settori: Okido Yoga, Meiso Shiatsu, Bionaturale Naturopatia, Arte Munedaiko (il suono universale del tamburo giapponese)

Il gruppo di MUNEDAIKO ha fondato indipendentemente la sua associazione i cui membri fondatori sono i miei tre figli maschi. E’ riconosciuto dall’Ambasciata giapponese come rappresentante di un’arte della cultura tradizionale. Prima di unificarsi e collaborare, ognuno dei figli ha fatto il suo percorso di ricerca.

Veniamo a Lei. Dove è nato? In che tipo di famiglia è cresciuto? So che la Sua eredità familiare è piuttosto importante. Ce ne vuole parlare?

Abe Dozan era il nonno da parte di madre ed era monaco (c) Yuji Yahiro

Il mio cognome è Yahiro. Questo cognome lo ritroviamo negli scritti più antichi giapponesi , a partire dal 8 °secolo. All’epoca, a Tokyo, 12 secoli fa, il palazzo dove si incontrava il governo, si chiamava Palazzo Yahiro. Quindi probabilmente i nostri avi facevano parte dell’apparato governativo. La famiglia è stata poi trasferita a Osaka, circa 600 km da Tokyo probabilmente mandati li, con la carica di  Ministro dell’estero. Ancora all’epoca in cui sono nato, Nara era la capitale per le relazioni estere e Tokyo era la capitale del Giappone.

Dopo, diventano Samurai. Nel 1868 finisce l’era dei Samurai, ma in campagna il regolamento rimase ancora per tanto tempo. Oggi il regolamento è sparito, quasi non c’è più. Mio padre era quindi metà samurai, metà contadino. Intorno al castello c’erano delle terre coltivate  e lui  gestiva i  contadini/operai e quando era necessario andava al castello. Era Maestro di arte marziali e anche mio padre era Maestro Marziale, come lavoro faceva il carabiniere e durante la guerra insegnava Ju Jitsu e la baionetta (Ndr : jūkendō – 銃剣道).

Alla fine della guerra, essendo stato mio padre un ufficiale, è stato molto difficile per lui trovare un lavoro. E’ morto a 48 anni. Il suo sogno era di girare il mondo. In pratica ho realizzato io il sogno di mio padre

Maestro, ci può parlare di sua Madre?

Il padre di mia nonna era un produttore di Sakè, del nord del Giappone, Lei avrebbe dovuto ereditare la fabbrica perché era la prima figlia e non aveva fratelli. Andando al tempio, che faceva all’epoca il servizio  di scuola, si innamorò di un monaco orfano. Da questa unione nasce mia madre La mia nonna lasciò la casa di suo padre. Non si sposarono. Mia nonna divenne lei stessa Monaca e visse da sola in un tempio abbandonato per tanti anni.Tuttavia morirà a casa di mio padre. Il mio nonno materno divenne un monaco anche famoso in Giappone.

Maestro quando è nato?

Sento un po ‘di fastidio a questa domanda!

C’è l’età fisica, l’età registrato al comune (età mondana) , l’età spirituale, abbiamo vari tipi di età. Se vuole sapere la mia ‘età mondana, sono nato  nel 1951, il 4 luglio. 

La sua età spirituale?

No lo so, è proprio lì il problema!! Ho sempre detto 21, appena adulto spiritualmente. Quando mia prima figlia ha raggiunto i 21 anni, ho aggiunto 1 anno, 22 almeno un anno in più di lei.  A 40 anni ho interrotto i compleanni, quando sono arrivato a 50 anni ho riaperto i compleanni e ringraziato il dono di vita. Pensando di avere sessant’anni sono andato nella giungla in India a fare un digiuno di 33 giorni. Quando sono tornato mi sono reso conto di avere sbagliato la mia età, pensavo di avere sessant’anni ma in realtà ne avevo ancora 58.In ogni caso al mio ritorno i miei figli mi hanno detto che ero ringiovanito.

stamattina ho misurato il mio peso in base all’età: avevo 60 anni!

quindi la mia età mondana 70, la mia età fisica  misurata con il peso 60, spiritualmente non lo so. 

Seriamente il mio grande interesse, è di diventare adulto spiritualmente prima di morire, diventare un essere umano.

Che tipo di bambino o adolescente era? Di lei si dice che era un po’ ribelle, è proprio vero?

Yuji Yahiro (secondo da destra), un bambino un po’ indisciplinato
(c) Yuji Yahiro

Nell’asilo dopo la guerra era pieno di bambini, così mio padre aveva fatto fatica a trovare un posto per me. Io già nei primi giorni dell’asilo facevo combattimento con tutti e dopo pochi giorni non sono più andato. Anche nei primi giorni di scuola elementare, mi scontravo spesso con gli altri bambini .Però fondamentalmente chi si ricorda di me dice che ero gentile. Intorno ai 9 anni ho sanguinato parecchio a causa di un incidente e questo ha cambiato notevolmente il mio carattere e sono diventato più silenzioso.

Quando aveva 13 anni praticava già Shiatsu e pranoterapia, e ha visto che era possibile aiutare le persone dove la medicina occidentale non arrivava. Può spiegarmi meglio questo?

All’età di dieci anni è morto mio padre davanti ai miei occhi. Questo è sicuramente stato determinante nel fare scattare al mio interno qualche cosa in più. All’età di dodici anni, alla fine delle scuole elementari sono stato nominato rappresentante di 1.800 studenti. Già a quel tempo sentivo poco utile lo studio scolastico, per me non era sufficiente, quindi cercavo nelle biblioteche o librerie altri testi ed infine anche la comunicazione con un monaco in un tempio. Un giorno mia sorella ha avuto un mal di testa che non passava neanche con i  farmaci. Mia madre la portò dal monaco nel tempio, così dopo che il monaco la trattò il dolore passò. Trascorso del tempo le venne un dolore addominale. Io ricordavo che il monaco aveva appoggiato le dita sulla fronte, così ho pensato di fare lo stesso mettendo le mie mani sull’addome. Mia sorella mi ha detto che percepiva una specie di corrente. Dopo questo, il mal di pancia le era passato. Questa è stata la mia prima esperienza di manipolazione. Mia madre era orgogliosa di questa mia dote naturale, lei stessa praticava in modo amatoriale la medicina naturale, così mi portava nelle case vicine, fino in ospedale, come offerta di servizio verso le persone che avevano dei disturbi.I miei Maestri sono stati le persone che avevano i problemi.

La ricerca di spiritualità è così forte in lei che all’età di 15 anni parte a piedi per attraversare il Giappone quale era la motivazione?

Ho fatto questo viaggio perché volevo la pace nel mondo

Ma per avere la pace nel mondo, camminare da solo è sufficiente?

Ognuno deve essere in pace. bisogna cominciare da Se. Ho partecipato a tanti congressi per la pace , ma non ho visto la pace nel cuore  della gente che partecipava

Il giovane Yahiro con sua nonna (c) Yuji Yahiro

Dato che ha vissuto nel sud, immagino che sia andato al nord? Quanto tempo ci ha messo? Da giovane adolescente, non è stato troppo difficile farlo da solo? Cosa è successo?

 A quell’epoca già tanti cominciavano a frequentare l’università, quindi il preside della mia scuola ha chiamato me e mia madre per parlare. Mi consigliava di concludere il percorso scolastico e fare il viaggio successivamente. Io ho risposto:” Domani, la mia vita non è garantita, quello che voglio fare adesso è meglio che io lo faccia adesso.” Mia madre mi ha sostenuto nella mia scelta dicendo: ”Mio figlio ormai è adulto, io rispetto la sua scelta”.

 Il giorno della partenza mia nonna e mia madre si sono inchinate per salutarmi.

Il mio cammino in Giappone è durato circa un anno. ho girato tutto il Giappone.

Ha attraversato tanta natura, foreste, come faceva per dormire, mangiare?

Quando non c’era cibo non mangiavo voleva dire che c’era più tempo per camminare, se puoi bere dell’acqua la vita non muore facilmente. A volte qualcuno mi offriva del cibo, anche un pranzo. non molto spesso naturalmente. Molto spesso ho dormito per strada, qualche volta mi invitavano in casa, qualche volta dormivo negli ostelli per la Gioventù.

Una volta camminavo, era molto buio, mi sono addormentato e la mattina dopo ho visto che ero in un cimitero. Se l’avesse saputo non mi sarei addormentato.

Che cosa è successo dopo questa camminata?

  E’ stata una buona esperienza, vissuta in mezzo a tanta avventura, con il sostegno di tante persone sconosciute e con tante critiche e rimproveri da parte degli adulti. Il mio cammino ha suscitato l’interesse anche di tanti studenti universitari che avrebbero voluto fare la stessa esperienza e che mi hanno invitato a raccontare come stavo vivendo in questo viaggio. E’ stato faticoso ma mi è servito tanto. Sono diventato più sicuro.

Yahiro sensei (a destra) con il maestro di arti marziali Minoru Mochizuki [1] a sinistra (c) Yuji Yahiro

Ha frequentato un monastero shintoista dove è stato iniziato a diverse arti. Quali ?

Quando ero bambino ,la mia famiglia frequentava un tempio fondato da Kukai [2], un famoso monaco giapponese,nel 700′. Ho seguito un monaco . Fondamentalmente la vita di questo monaco è stata un grande esempio per me. Dalla morte di mio padre è nato per me un grande interesse sul significato della vita. 

Non mi hanno iniziato o insegnato le tecniche, si può dire che le ho rubate. Il mondo Mikkyo è non insegnamento. Chi vuole veramente imparare lo fa senza insegnamento. E’ molto più difficile ma si dice che “se senti una cosa ne capisci 100 in più”  . Non ho ricevuto un insegnamento ma ho imparato e alla fine il monaco mi ha dato un diploma che certifica le mie competenze in Moxibustione e Medicine alternative, avevo 17 anni.

Quindi per lo Shiatsu non ha fatto gli studi classici andando a Tokyo alla scuola di Namikoshi o quella di Masunaga, è corretto? 

Non ho seguito nessuna scuola . Non non ho mai partecipato in quanto studente, ho avuto delle relazioni con queste persone  ma non come studente.

Apparentemente il viaggio in Giappone non era abbastanza per lei perché lascia il Giappone e viaggia per il mondo, iniziando dall’Australia e poi dal sud-est asiatico. Può parlarmi di quel periodo della sua vita?parte subito dopo la camminata?

Non subito dopo perché i trasporti giapponesi non potevano circolare liberamente in tutto il mondo . In Australia c’era anche  l’aparteid e non era facile entrare.

Quando sono partito dal Giappone con il mio passaporto si poteva andare a Hong Kong, Malaysia, Thailandia, Singapore. [3]

Perché ha voluto andare in Australia ?

Dopo la morte di mio padre, ho studiato varie stimolazione e ho pensato che se ci doveva essere una terza guerra mondiale, l’Australia si sarebbe salvata.

Ci può raccontare cosa ha fatto in australia, dove ha vissuto?

Quando sono partito dal Giappone in tasca avevo solo 87 dollari. Quando sono andato a cambiare i soldi in Banca il cassiere mi ha chiesto:” Questi pochi spiccioli sono un aggiunta ad un cambio precedente?” Io ho risposto:” Questo è tutto quello che ho” Lui mi ha chiesto:” Qual è la durata prevista del tuo viaggio?” La mia risposta:” Minimo un anno, se è possibile per sempre.” Non ero così preoccupato per la mancanza di cibo, perché grazie alla mia esperienza precedente sapevo che l’uomo non muore così facilmente. Questo cassiere mi ha guardato con occhi luminosi e si è alzato per darmi la mano per complimentarsi con me. Non posso raccontare qui tutto quello che è successo, ma un giorno lo racconterò. 

Ho girato tutta l’Australia. Sono andato prima a Melbourne e poi a Sydney. A Melbourne ho lavorato per una filiale  della Honda che vendeva pezzi di ricambio. Poi sono andato  a lavorare in un ristorante giapponese, lavavo i piatta, poi facevo anche il cameriere e infine il cuoco, e le pulizie…lavoravo 20 ore al giorno.Poi ho lavorato in un famoso albergo molto lussuoso

In Australia ha cominciato a fare Shiatsu, ha funzionato bene?

Si, praticavo in una clinica dietro l’albergo dove lavoravo. Avevamo fatto un annuncio sul giornale ma siccome nessuno conosceva il nome shiatsu lo abbiamo chiamato massaggio dei punti nervosi: Nervous points Massage. 15 ore di shiatsu al giorno !!

Incontro con Madre Teresa a Calcutta, la cui personalità fece una forte impressione sul giovane Yahiro (c) Yuji Yahiro

Mi fa pensare ad altri maestri che sono arrivati come Kawada in Belgio, Ohashi in America, paesi dove nessuno conosceva lo Shiastu e quindi bisognava diffonderlo.

In effetti si era così.

Mi ricordo di avere incontrato Sasaki San, in India nel 1971 o 1972. Era in India per una missione relativa all’agricoltura. L’ho trattato e dopo è tornato in Giappone, ha fatto la scuola di Namikoshi e poi  quella di Masunaga e poi è venuto in Europa.

Quando era in Australia, ha cominciato a formare delle persone?

No, ho solo lavorato, non facevo formazione.

Ho fatto tante esperienze e alla fine ho aperto una società di import ed export. Per breve tempo ho fatto una vita comoda, però poi ho deciso di lasciare tutto ai colleghi. Questi colleghi comunque hanno continuato a pagare gli utili per 15 anni nella speranza che io tornassi. Quando sono entrato in Australia era il periodo dell’apparteid e solo 500 visitatori giapponesi potevano visitare il paese ogni anno. [4] Quando ho aperto questa società avevo poco più di 20 anni e tanti si meravigliavano della mia giovane età. Dopo breve tempo, comunque, ho lasciato la vita comoda e sono ripartito.

Dopo, volevo andare in Sud America, ho pagato il biglietto In Australia ma sono stato truffato, il biglietto non è mai arrivato. Quindi ho cambiato destinazione e sono andato in Thailandia. Ho aperto un’azienda di import/export di varie cose, seta, pelletterie. Sono rimasta in Thailandia quasi 3 anni.

Approfitta del suo soggiorno in Thailandia per avvicinarsi alla Medicina Thai?

In verità prima di andare in Australia, ero già passato in Thailandia e li avevo insegnato a 50 massaggiatori Thailandesi interessati allo Shiatsu. Ho anche incontrato un vecchio giapponese che practicava anche lui il massaggio giapponesi Anma ai Thailandesi. All’epoca il massaggio thai classico, serio che si fa oggi  nei templi non era sviluppato. Il massaggio era maggiormente quello erotico per i turisti. E proprio in questo periodo che  i Thailandesi si sono interessati al massaggio serio.

Come sei arrivato in Italia?

Prima sono andato a Singapore e poi via Londra sono entrato in Europa. E poi in Italia. Dato che ero in viaggio, non avevo intenzione di stabilirmi lì.

Yahiro sensei nel 1974, l’anno del suo arrivo in Italia. (c) Yuji Yahiro

Quale era l’obiettivo di questi  viaggi?

il viaggio, scoprire, senza scopo particolare se non quello di esplorare.

Finalmente arriva in Italia nel 1973. Come e perché ha scelto questo paese europeo piuttosto che un altro?

Avevo trovato posto come terapista in una clinica privata in Svizzera però avrei dovuto aspettare alcuni mesi prima di cominciare. Nel frattempo ho deciso di fare un viaggio in India insieme a mio fratello che voleva ritornare dopo in Giappone. Qui è avvenuto un incidente con la nostra macchina che ci ha fatto ritardare poi il rientro in Svizzera. Avrei dovuto aspettare ancora di più per poter lavorare in questa clinica così nell’attesa ho deciso di andare in Italia- E lì per caso incontrò il maestro Deshimaru e non sono più tornato in Svizzera!

Come fa ad incontrare il M° Taisen Deshimaru Roshi che era già un grande Maestro Zen di fama mondiale? Come l’hai conosciuto in Italia?

Deshimaru era a Milano solo per 7 giorni e io lo incontrai proprio il settimo giorno, si può dire un dono della natura. Stava tenendo una settimana di sesshin di Zen al Centro di Judo Busen del Maestro Barioli [5] Qui sono nati tanti grandi maestri di judo italiani. In questa occasione ho fatto un trattamento al M° Taisen Deshimaru, come esame. Dopo averlo ricevuto lui ha confermato le mie capacità e mi ha introdotto al Maestro Barioli. Grazie al Maestro Deshimaru ho cominciato a praticare lo shiatsu al Busen a Milano.

Nel febbraio 1974 ha iniziato ad accettare i pazienti e nel 1975 ha iniziato, su richiesta, ad insegnare al Centro Busen di Milano.

Centro Bu Sen significa  “scuola di specializzazione sulle arti marziali”. Prima di essere accettato ho sostenuto un esame trattando tutti i maestri di arti marziali che frequentavano il Centro. Quando tutti hanno confermato di essere d’accordo di accettarmi, è avvenuto un incidente ad un Judoka, durante un allenamento. Gli era fuoriuscita l’articolazione del gomito in modo abbastanza grave. Il Maestro Barioli ha detto:” normalmente sono in grado di sistemare vari incidenti, ma questo mi sembra troppo grave. Tu, con lo shiatsu riesci a sistemarlo?” Io riuscì a sistemarlo e fu così che cominciò lo Shiatsu in Italia.

Yahiro sensei che esegue lo Shiatsu (c) Yuji Yahiro.

Quali ricordi ha del maestro Taisen Deshimaru Roshi?

Tante cose! c’era un grande rispetto reciproco, tanti ricordi…non saprei quale raccontare..

Lei ha frequentato il tempio della Gendronnière in Francia, creato da Deshimaru?

Si certo, lui mi ha invitato. Con lui mi ero allenato nella pratica dello Zen e lui stesso pure aveva partecipato alle mie lezioni di shiatsu. Ho anche ricevuto dal Maestro Deshimaru il nome di monaco zen: Reizen Taijin. 

Il maestro Deshimaru era interessato allo shiatsu e alle terapie manuali? 

Nel momento finale della sua vita mi trovavo in Spagna, lavoravo come docente di shiatsu e agopuntura all’Accademia Tao di Barcellona e Madrid. In quel momento ricevetti un telegramma dal monaco Guareschi, considerato il rappresentante dello Zen in Italia.Ho preso l’aereo per  Parigi e per una settimana mi sono dedicato completamente a lui. Gli  ho fatto dei trattamenti nel suo centro di Parigi, facevo Moxa, agopuntura e shiatsu e preparavo tutti i suoi pasti . Per ringraziamento, Deshimaru mi regalò un libro con questa dedica messa per iscritto. ” Ho ricevuto un trattamento dal miglior agopuntore della Francia, ma tu, Yahiro, sei l’unico che ha potuto togliere i miei sintomi. Grazie mille per la meravigliosa tecnica di medicina orientale.” Quando, ero in Francia, in mezzo a questo libro ho trovato una lettera scritta dal Maestro Masunaga al Maestro Deshimaru in occasione del primo  incontro internazionale di shiatsu tenutosi in Francia un anno prima. In questa lettera c’era scritto:” In questo incontro internazionale non c’è la presenza di Yahiro che si trova in Italia, é giovane ma in gamba, per favore sostenete questo ragazzo.” Invece io avevo già conosciuto il M° Deshimaru ed è stato proprio grazie a lui che sono potuto rimanere in Italia. Il Maestro Deshimaru nell’ultima settimana di vita mi ha proposto di farmi conoscere in tutto il mondo e di utilizzare il suo castello alla Gendronnière, per scrivere un libro. 

Quindi ha  praticato la moxibustione, l’agopuntura e anche la nutrizione. Per quanto riguarda la nutrizione,è stato influenzato dalla macrobiotica di Georges Oshawa [6] dal suo pensiero sull’Unico Principio? E’ stato iniziato?

Non sono stato iniziato. Io mi ero già interessato all’alimentazione.  A Milano, grazie al successo dei trattamenti shiatsu, arrivavano tante persone. In un certo periodo venivano a farsi trattare molte persone con sintomi simili. Ho chiesto loro che cosa stessero  facendo per guarire. Mi risposero che seguivano la Macrobiotica. In quell’epoca non conoscevo la Macrobiotica, così quando venni a conoscenza che il fondatore era giapponese cercai di capire il perché nonostante seguissero questa filosofia, tanti stavano male. Quindi grazie a questa situazione ho cominciato a studiare quella filosofia mettendola  in pratica per capire su me stesso gli effetti. Così ho capito che molti che la seguivano ne prendevano solo la parte più comoda, cioè non la comprendevano in modo profondo. 

Lei dice che spesso le persone si impegnano al livello superficiale nella macrobiotica prendendo solo la parte più comoda, che cos’è la profondità della macrobiotica?

Tutto il resto, mancano tanti aspetti. La grande parte delle  persone studia solo l’aspetto facile, comodo della macrobiotica. Ho notato uno studio parziale, non vogliono faticare. Bisogna studiare in modo più ampio, senza fissazioni.

Un’altra personalità con cui ha avuto una relazione profonda è stata Shizuto Masunaga sensei. Come lo ha incontrato? Alla maggior parte degli insegnanti di Shiatsu piace ricordare che erano suoi studenti, ma Lei era già formato allo Shiatsu. quindi quali erano i vostri rapporti? Quella di maestro ad allievo o meglio di due ricercatori che si scambiano idee e informazioni tra loro? come è cominciata la relazione scritta con Masunaga?

Io facevo tantissimi trattamenti a Milano e continuamente aumentavano i casi pesanti, così cercavo i migliori maestri in vari campi per chiedere consiglio. Così ho trovato il Maestro Masunaga. Abbiamo avuto centinaia di comunicazioni tramite lettera. Parlavamo più di filosofia che di tecnica,  Masunaga era laureato in psicologia , più che terapeuta era un filosofo, secondo me. Masunaga mi rispondeva con lunghe lettere toccando in modo profondo gli argomenti. Da lui ho imparato l’atteggiamento di serietà, onestà e sincerità. Non era una corrispondenza privata erano argomenti di studio  e lui attaccava le mie lettere alla bacheca della sua scuola perché tutti potessero leggerle. 

Sarebbe interessante pubblicare queste lettere!

Purtroppo, avevo custodite le lettere in una casetta che ha subito un inondazione. Non ho controllato lo stato esatto di conservazione. adesso le ho messe nel solaio, se volete pubblicarle sono a disposizione.

Man mano che il successo aumenta e ha sempre più studenti. Tuttavia, decide di lasciare Milano per la campagna italiana. Lì ha creato il Reishi Kai. Qual è il significato di questo termine?

Durante il mio soggiorno a Milano avevo un pensiero. Ero pieno di pazienti e per una parte pensavo che se fossi andato avanti così avrei potuto raggiungere anche una fama mondiale, da un’altra parte avevo dubbio sul continuare la mia vita in questo modo. La vita è così preziosa, pensavo, non ci sarà un altro modo per darle più valore?. Il mio interesse è la ricerca della verità e diventare un vero essere umano. Nell’ultimo periodo ero perfino stato invitato da un primario chirurgo di uno dei più grandi ospedali di Milano, il professore e dottore Bisiani e dottore Mocchi a lavorare all’interno del loro ospedale. In verità, mi stavo preparando per chiudere tutto e andare nel deserto o nella giungla e rimanere là per sempre. Però, Dio è buono, proprio nel momento finale ho incontrato la mia attuale moglie e così mi sono sposato e siamo andati a vivere nella sua casa di campagna.. Ho fondato l’Associazione Reishikai che significa   “Sostegno dell’anima universale”. Facendo questo mi sono convinto di avere trovato un ambiente in cui potermi concentrare nella ricerca senza andare nella giungla. Così mangiando erbe selvatiche, praticando meditazione e zazen, volevo lasciare l’argomento della terapia, ma continuamente arrivavano persone con i problemi e accettavo anche senza pagamento chi veniva, questo però successivamente mi ha portato un grande problema; in realtà così non mi sono potuto isolare.

Da sinistra a destra, i Maestri Maurizio Fabbri, Yahiro Yuji, Onoda Shigeru, Sasaki Kazunori, durante gli incontri internazionali di Shiatsu a Castelbrando, a nord di Treviso (c) Yuji Yahiro

Nel Suo centro c’è anche un luogo di culto. Di cosa si tratta ?

 Non c’è proprio un luogo. Nel mondo ci sono due tipi di educazione, una è la porta dell’insegnamento, l’altra è la porta del non insegnamento.Nell’educazione dell’insegnamento, le domande e le risposte sono già preparate, nell’educazione del non insegnamento c’è la domanda ma la risposta ognuno la deve trovare con il suo sudore, come nello Yoga e lo Zen autentico.

Il compito nell’educazione dell’insegnamento è la salvezza. La salvezza si realizza tramite Dio, lo strumento è la preghiera e l’ispirazione. Per questo è necessario il cuore puro. Preghiera non significa chiedere a Dio di fare qualcosa per sé ma chiedere cosa io posso fare. Il massimo esempio è quello di Gesù sulla croce che pregava:” Signore perdona loro perché non sanno quello che fanno” ora il posto di Dio nell’educazione dell’insegnamento è stato preso dalla scienza con l’intelligenza artificiale.

Il karma, base dell’entità personale, è costituito dalla memoria (DNA), eredità, abitudine. Attualmente il settore della chimica e fisica moderna è notevolmente avanzato. Così vediamo che l’intelligenza artificiale comincia a manipolare la nostra memoria e la scienza chimica contemporaneamente comincia a manipolare il DNA. Il credere a Dio viene sostituito al credere all’intelligenza artificiale. Ma questo non è del tutto negativo, magari per chi pensa poco o sente poco può essere un sostegno, in ogni caso non è assolutamente garantita una crescita dal punto di vista dell’evoluzione umana.

Yahiro sensei che prega (c) Yuji Yahiro

Nel 1981, incontra un’altra personalità che sarà importante per lei: Masahiro Oki sensei, un grande maestro di yoga. Siccome non conosco affatto questa persona, tranne che ha fondato la sua propria scuola Okido yoga e che ha scritto un libro sulla terapia Zen nello Yoga, potrebbe per favore dirmi chi era?

Nel 1981 avevano organizzato una conferenza per la pace in Svizzera. Dal Giappone avevano invitato il M° Oki e il M° Fukuoka, maestro di fama mondiale nell’ambito dell’agricoltura naturale. Così mi hanno invitato alla Conferenza in Svizzera come traduttore del M° Fukuoka e tramite questo ho conosciuto il M° Oki. E’ stata la prima volta che nella mia vita ho incontrato due grandi personaggi e ho risuonato internamente. Quello che mi ha colpito di più è stato il M° Oki. E’ stata la prima volta nella mia vita che ho visto un vero esempio di essere umano. Così ho deciso di seguire il suo “non insegnamento”. In questo momento, prima di dimenticarmene, sto scrivendo tutti gli avvenimenti del mio incontro con lui. Se lei è interessato le potrò inviare lo scritto. Ora qui riporto solo alcuni episodi. Lui ha succhiato il pus dei lebbrosi per manifestare il suo amore e poi anche lui si è infettato. Incontrava anche l’Imperatore e il primo ministro come consigliere, ma vietava di pubblicizzare questi eventi per non usarli in modo mondano. Non voleva essere considerato un santo professionista, però voleva essere un uomo puro. È stato candidato al premio Nobel, ma lo ha rifiutato.

A sinistra, Yahiro sensei, poi il Maestro Barioli e al centro il Maestro Oki (c) Yuji Yahiro

Okido Yoga fondamentalmente è mikkyo. Nel vero mikkyo non c’è eredità. Finisce con una sola generazione. Così pure il mio impegno finirà con me.

M° Oki ha vissuto qui il suo ultimo momento di vita,  e io gli sono stato sempre vicino. Mi ha lasciato alcune ultime parole prima di scomparire: 

❖ “Io voglio lasciare tutta la mia conoscenza a te, ma non posso.”  

❖ “In verità, non ho capito veramente. Questo è quello che ho capito veramente”.“

❖ “Costruire, anche se piccolo, un gruppo puro” .

❖ “Di me, non capirà nessuno”

Dopo la scomparsa di M° Oki qui nel Dojo c’è stata una riunione, i membri della sede centrale in Giappone mi hanno chiesto di accettare la proposta che questo luogo diventasse sede centrale per l’Europa. Contemporaneamente anche chi collaborava in Italia senza forma organizzativa mi propone di fare diventare questo luogo sede centrale anche per l’Italia. Io ho respinto entrambe le proposte. Il motivo del mio rifiuto era che non volevo entrare nel modo di organizzazione mondano, però ho dato un consiglio. Per l’Italia creare senza la mia partecipazione una Federazione con sede a Milano, creare una Scuola con sede a Venezia e una Casa Editrice con sede a Roma. Tutto questo per non creare fazioni, ma nonostante il mio intento le fazioni si sono create ugualmente. Sentendo forte la pressione del peso della mia responsabilità, ho deciso in quel momento di partire per il deserto, per fare digiuno e meditazione. Dopo due settimane di digiuno con solo acqua sono entrato in una settimana di digiuno senza neanche l’acqua. Sono crollato in mezzo al deserto e ho rischiato la mia vita. Sono stato salvato da un beduino che passava di là. Il mio pensiero era che se fossi ritornato vivo sarebbe stata la dichiarazione che per il resto della mia vita avrei avuto una missione da realizzare.

Maître Oki et Yahiro senseï (c) Yuji Yahiro

Nel 2000 ho cominciato un progetto per correggere la mondanità nel gruppo stesso dell’Okido. Non ci sono riuscito. Dicendomi che ero utopista tanti hanno lasciato, chi è rimasto è ripartito. 

Nel 1982, lei ha pubblicato il suo primo libro intitolato “Keiraku Shiatsu”. Perché questo titolo? Perché non chiamarlo Meiso Shiatsu come il nome del suo stile?

Keiraku Shiatsu in realtà non era un libro. In ogni incontro fotocopiavo del materiale scritto come base per i principianti, così un editore per farmi risparmiare il costo delle fotocopie mi ha proposto di farne una stampa. In realtà stavo ancora ricercando e non si era maturata in me la volontà di stampare un vero testo di studio. Ora quello che sto scrivendo con il nome di Meiso Shiatsu è una parte del frutto più profondo della mia ricerca. L’ho scritto per manifestare ringraziamento verso lo stimolo ricevuto dallo shiatsu per la mia ricerca della verità. Sono 10 anni che lo  sto scrivendo. Sarà un libro molto completo e molto approfondito. Praticamente un trattato. La bozza è già pronta ma lo stiamo facendo con il responsabile dell’accademia Meiso Shiatsu che non è un professionista dell’edizione, ma che comprende appieno i contenuti.  Presto verrà stampato

Grande notizia, ma può dirci qualcosa su Meiso Shiatsu, dal punto di vista della tecnica, come lo ha sviluppato, cosa ci ha messo dentro?

Quando chi aveva imparato da me lo shiatsu ha cominciato a diffonderlo, una di queste organizzazioni ha ricevuto da me l’idea del nome: Shiatsu Do. In seguito la loro attività si è indirizzata troppo verso l’organizzazione, così io ho ideato il nome del mio gruppo: Meiso Shiatsu.

Fondamentalmente, Meiso Shiatsu è insegnamento non visibile, MIKKYO, cioè la chiave è sentire e poi ci vuole la razionalità. Si tratta di mettere in atto  un principio:  consapevolezza, respiro, azione. Non è un metodo, è un principio che si può utilizzare in tutti i campi.

Nello zen si dice che ci sono 3 principi/segreti: corpo ,bocca, coscienza.

In qualsiasi studio ci sono tre processi di approfondimento: JUTSU, HO, DO

  • Il primo è JUTSU, la tecnica. Chi approfondisce lo studio della tecnica, in giapponese è chiamato “tatsujin”
  • Il secondo è HO, la legge di natura. Chi ha approfondito è chiamato ”meijin”
  • Il terzo percorso di approfondimento è Do, ricerca della verità nella vita quotidiana 

Per raggiungere questo livello è necessaria la meditazione.

Rispetto a qualsiasi argomento di studio, se si è interessati a scoprire la verità bisogna praticare Meiso.

Con il maestro Oki, sua moglie e i suoi tre figli. Yahiro sensei è sulla destra (c) Yuji Yahiro

Nel Meiso Shiatsu fate la diagnosi orientale? Esiste un Kata?

Certo e anzi  chi sa fare una diagnosi è molto bravo ed avanzato!

 Il kata esiste è Kenkyo [7] è la base dell’ insegnamento, è utile. E’ Jutsu. Puoi approfondire  la meccanica ma non puoi ampliare la comprensione e la  coscienza se non sviluppi la conoscenza di Ho, delle leggi della natura. 

Il kata fa parte della parte tecnica, dell’ allenamento fisico.Tuttavia  senza l’ascolto delle leggi della natura diventa solo meccanico. Si può approfondire la tecnica ma senza la comprensione delle leggi della natura non si raggiunge la verità.

Kenkyo, per esempio lo yoga è molto sviluppato nel mondo ma è l’aspetto Kenkyo che è conosciuto non lo yoga originale che è Mikkyo.

L’argomento di Kenkyo è la salvezza. L’uomo soffre fisicamente e mentalmente e ricerca la salvezza attraverso la preghiere, adesso attraverso la scienza. 

Il compito di Mikkyo è il satori cioè comprendere la verità. Io sto cercando.  Attraverso lo shiatsu cerco la salvezza dalle malattie, dai disturbi. Però devo attraversare la malattia, per scoprire la verità e non solo cacciare via  i disturbi. Molte volte, quando guarisco sono contento ma non ho imparato niente. Devo imparare dalla malattia che cos’è la vita. Tante persone quando si ammalano, pagano per guarire per essere liberate dai loro sintomi ma non cambiano niente alla loro vita, vanno avanti egoisticamente. Ho curato una signora malata di tumore all’intestino che soggiornava nel Dojo con il marito e le loro quattro figlie. Così li ho accettati fino alla guarigione senza alcun pagamento. Dopo che la guarigione fu confermata anche medicalmente, avrebbero voluto soggiornare ancora, ma senza alcun interesse nello studio. Mi consideravano fanaticamente come un santo, così non li ho potuti più accettare e li ho mandati via. Poi invece di ringraziare mi hanno calunniato.

 ho lasciato il mondo della terapia. Le persone apprezzano troppo poco la vita, c’è troppo materialismo. Io volevo che lo shiatsu fosse più rispettato e fosse una via per onorare di più  la vita.

In Svizzera durante l’incontro internazionale della pace, con il maestro Fukuoka al centro, nel 1981
(c) Yuji Yahiro

Non sarebbe il ruolo del terapeuta di portare le persone alla consapevolezza?

Spesso il terapista stesso è poco consapevole!!

E quindi secondo lei come può fare il terapeuta a sviluppare la sua coscienza?

Con la consapevolezza. Attraverso l’educazione di sè stessi alla consapevolezza.

Ho incontrato migliaia di persone ma nessuno mette la consapevolezza nello Shiatsu. Molti sono interessati alla tecnica esterna, ma pochi hanno fame di ricerca interna.

il mondo Mikkyo è studiare per imparare. Il mondo Kenkyo è studiare per insegnare. Io non insegno, io studio. Studiare per imparare e poi offrire non è sbagliato. Ma è molto difficile. Insegnare richiede molta energie e dopo non c’è tempo per approfondire.

Comunque stiamo facendo dei video del nostro kata che funzionano bene!! anche fatto da amatori funziona!!

Non sono riuscito a trovare nessuna informazione su di lei dopo il 1988. Ora siamo nel 2022, cosa ha fatto negli ultimi 34 anni?

Durante tutti questi anni ho fatto esperienza di servizio in vari paesi come il Marocco, il Kosovo, in Pakistan e Afghanistan, nel Myanmar, in Cambogia, in India. Un paio di volte sono stato invitato dall’Università Astronautica di Kiev in Ucraina.

In India ho incontrato più volte i capi spirituali del jainismo e il Preside dell’Università Jainista. Sono stato invitato tante volte dal Presidente di una delle case editrici più diffuse in India, il Rajastan Patrika, per una conferenza sulla pace. Tre volte ho incontrato l’ex primo Ministro indiano. Alcuni “Racconti sulla vita” che le ho inviato sono stati pubblicati su questo giornale in tutta l’India. Questo Presidente delle edizioni avrebbe voluto farmi conoscere in tutta l’India ma io ho rifiutato anche questa proposta. Due anni fa lui avrebbe voluto pubblicare la mia foto dopo 49 giorni di digiuno, ho rifiutato anche questo.

Yahiro sensei in India con il guru Acharya Tulsi [8], uno dei leader del giainismo, nel 1995 (c) Yuji Yahiro

Dato che lei è un specialista in religione shintoista ,vorrei cogliere l’occasione ponendo una domanda filosofica. Nella religione shintoista si dice “Ichi rei Shi Kon”, tradotto “uno spirito, quattro anime”, Può spiegare il significato di questa frase particolarmente citata da O Sensei Ueshiba, il fondatore dell’Aikido?

Della frase: ”Ichi Rei Shi Kon” non si trova l’esatta traduzione in italiano.” Un anima, quattro caratteri” . Il primo è la felicità, il secondo è il coraggio, il terzo è la perspicacia, il quarto è la pace. Il M° Deguchi Onisaburo era il Maestro del M° Ueshiba. Ho conosciuto il nipote del M° Deguchi [9], uno dei più famosi monaci in Giappone. Quando lui ha saputo che io e mia moglie ci eravamo sposati senza cerimonia religiosa lui ci ha proposto di celebrare il nostro matrimonio 10 anni dopo secondo il rito shintoista. In quell’occasione mi ha fatto indossare eccezionalmente l’abito di suo nonno, il Maestro Deguchi.

Yahiro sensei alla cerimonia di matrimonio secondo il rito shintoista con sua moglie Lorena, 1991.
(c) Yuji Yahiro

Maestro Yahiro ha un messaggio per gli operatori shiatsu? (Yahiro sensei ha poi preso un lungo momento di riflessione in cui si poteva sentire che stava cercando le parole giuste per trasmettere al meglio ciò che voleva dire).

Vorrei parlare dell’incontro e del dialogo con la vita e del giubilo universale.

Quando avevo l’età di 10 anni ho fatto un sogno ricco di colori. All’interno di questo sogno vengo a sapere della morte di mio padre. Parto per il giro del mondo a cercare l’erba medicinale per l’immortalità. Finalmente arrivo davanti ad una catena di montagne maestosa, come fosse l’Himalaya. Questa imponente montagna era di colore nero, priva di neve. Sulla cima di questa montagna divina, c’era un fiore bianco, puro e brillante, ma solo per poco io non riesco a coglierlo. Guardo il mondo sotto di me: solo un profondo precipizio. Così ho la certezza della morte di mio padre e scendo dalla montagna piangendo. Dopo questa esperienza vissuta nel sogno ho deciso di dedicare la mia vita per cercare questo fiore bianco e sono arrivato fino ad ora. Uno di questi fiori è il mondo dello shiatsu.  Quel fiore bianco luminoso è il simbolo della vita.

Dialogare con questa vita è preghiera. Unirsi con la vita (Dio) è meditazione e giubilo universale. Ora ,è in questo modo che comprendo. L’entità di vita che si manifesta come persona è costruita attraverso il corpo, il cuore l’anima, la vita sociale e l’ambiente del pianeta e dell’universo. L’ambiente del pianeta e la società da sempre sono enormemente cambiati, sia attraverso le catastrofi naturali, sia attraverso eventi innaturali come le guerre create dalla mano dell’uomo. L’educazione moderna è basata sulla ricerca scientifica, in particolare la fisica e la chimica si sono estremamente sviluppate e diffuse.Stiamo assistendo ad un grande cambiamento del concetto e della conoscenza riguardo al modo di intendere l’ambiente e la vita, dominato dal controllo della digitalizzazione.

Secondo una teoria della scienza fisica moderna quando vengono emessi nell’atmosfera dei neutrini questi si dividono tra loro in neutrino elettronico (materia) e anti  neutrino elettronico ( antimateria) che poi si scontrano e scompaiono. Però in realtà alcuni rimangono. Questo secondo gli scienziati è un’ipotesi dell’esistenza della materia e della non materia. Le dimensioni di questi neutrini, se paragoniamo l’atomo al pianeta terra  corrispondono al foro di un ago. Le particelle del prana sono ancora più piccole del neutrino e sono presenti invisibilmente e in grande abbondanza in tutto l’universo.

Il significato del karma è la memoria, l’eredità e l’abitudine. Quando la vita si manifesta attraverso una persona, riflette l’influenza e nello stesso tempo risuona con l’ambiente e la società e così si esprime il carattere personale. La tecnologia dell’intelligenza artificiale e quella della modificazione genetica sono entrate nel territorio umano del Karma, l’essenza basilare dell’uomo, la memoria e l’eredità. Secondo Meiso shiatsu il mondo della coscienza lo si può dividere in 32 livelli. Questo fa nascere l’odio e il conflitto e fa nascere anche il corpo naturale, cioè la salute e il cuore naturale, cioè la felicità. Così nasce alla fine anche il mondo della libertà e della pace. Però questa condizione non si crea automaticamente, ma solo attraverso l’educazione. 

L’importanza del lavoro Ki (c) Yuji Yahiro

La chiave si trova nei tre principi di Meiso shiatsu. Il percorso per la vera salute, la vera felicità, la vera libertà e vera pace.

Esistono due tipi di educazione: 

  • l’educazione dell’insegnamento che è stata creata per la specie umana che conduce una vita sociale
  • l’educazione del non insegnamento  che è l’educazione al satorì creata per scoprire la verità.

La società comune non fa conoscere la verità. La verità deve essere ricercata in modo scientifico, filosofico e religioso. Per realizzare questo la ricerca scientifica deve essere globale, non parziale, la filosofia deve essere pratica e non solo osservazione e la religione non deve essere ideologia ma vissuta  attraverso un modo di vita di “una persona  una religione”. I tre principi dello shiatsu sono gli stessi principi dell’educazione al non  insegnamento. Io ho molta ammirazione e provo grande rispetto verso il medico che ha scoperto  questi tre principi.

I tre principi dello shiatsu sono:

1-La pressione perpendicolare è la pressione di respiro.

Tanti hanno compreso erroneamente che lo shiatsu sia pressione con le dita, ma se così fosse non solo le dita si rovinerebbero ma pure il corpo. Invece la corretta pressione è la pressione del respiro portata attraverso la mano. La chiave è che lo shiatsutore abbia un respiro più lungo di quello del paziente. Chi ha praticato ad un livello superiore attraverso l’apnea, matura il Ki e può realizzare un effetto maggiore. Quando ci si è bene allenati si può realizzare anche la terapia in distanza. Quando la pressione è perpendicolare la si può indirizzare verso il centro del proprio obiettivo.

2- La pressione costante è la pressione di tanden (forza di addome e lombari)

La pressione costante nasce attraverso la forza dell’addome e delle lombari. La pressione della mano o delle dita se non è inferiore alla forza del tanden non penetra verso l’obiettivo interno. Una delle caratteristiche dello shiatsu è la stimolazione del sistema nervoso parasimpatico. Questo si realizza tramite la forza del tanden.

3- La concentrazione (pressione di sostegno secondo il metodo Masunaga) è la pressione della preghiera (dialogo con la vita) e la meditazione (unione con la vita).

Questa pressione è la pressione del cuore umano. Con consapevolezza avere un cuore capace di rispettare gli altri, capace di  perdonare gli altri e ringraziare. Un cuore capace di tirare fuori il valore. Per manifestarlo cosa si può fare? Questa è la pressione della preghiera. Con questo dialogo, infine, unificarsi con la vita viene detto meditazione. E’ la pressione dell’inno alla vita, cioè la pressione del giubilo universale. Noi siamo tutti figli dell’universo, cioè figli di Dio. Ringraziare la vita, cercare di immaginare com’è meglio vivere perché la vita possa essere contenta. Domandarsi: “La vita, tramite questo cuore puro, che tipo di manifestazione tramite il corpo vuole che io faccia?” Di metodi di salute ne esistono tanti, però fondamentalmente esistono tre modi di guarigione:

  1. Guarigione forzata
  2. Guarigione naturale
  3. Guarigione senza intervento

Guarigione forzata significa che non esiste alcun interesse nel cambiare le proprie abitudini, nel correggere il corpo o modificare il proprio pensiero, né il modo di vita.Solo si vuole cambiare quello che non va. Guarigione naturale significa correggere l’equilibrio fisico, correggere l’equilibrio dello stato d’animo e in questo modo riprendere la salute. Guarigione senza intervento significa trovare il proposito della vita e cercare di vivere in un modo che faccia contenta la vita. Di qui, se necessario, anche si può  intervenire. Spero che possiate mettere in pratica un corretto modo di studio dello shiatsu.

In mezzo a questo caos del mondo fate una vita che abbia valore.

Ritorno in India. Fare una vita di valore. (c) Yuji Yahiro

Un enorme grazie Maestro per questo meraviglioso messaggio e grazie mille per aver dedicato tutto questo tempo a condividere il tuo messaggio con noi.


Autori: Ivan Bel

Traduttore: Nathalie Durand


Appunti

  • [1] Minoru Mochizuki (望月 稔; 1907-2003) è stato un grande maestro di arti marziali del suo tempo. Era un allievo diretto del fondatore del Judo (Jigoro Kano) e del fondatore dell’Aikido (Morihei Ueshiba). Durante la sua carriera, è stato 10° dan in aikido, 9° dan in jujutsu, 8° dan in iaido, judo e kobudo e infine 5° dan in kendo, karate e jo-jutsu. Per saperne di più su di lui, leggete “La storia dei pionieri giapponesi degli anni 50”.
  • [2] Il monaco Kūkai (空海; 774 – 835), meglio conosciuto come Kōbō-Daishi (弘法大師), è il santo fondatore della scuola di buddismo Shingon; è anche una figura di spicco nella storia giapponese: il suo spirito universale ha fortemente influenzato la cultura e la civiltà giapponese. Non era solo un grande uomo religioso, ma anche un eminente uomo di lettere, filosofo, poeta e calligrafo.
  • [3] Dopo la guerra il Giappone era sotto la stretta occupazione degli Stati Uniti. Tra le varie misure legate all’occupazione c’era la restrizione dei viaggi all’estero per tutti i giapponesi.
  • [4] Nel 1901, uno dei primi atti dell’Australia come nazione fu quello di introdurre la cosiddetta politica dell’Australia Bianca per escludere i non europei dal paese. Come parte di questa politica, gli schiavi melanesiani e le loro famiglie furono rimpatriati con la forza, recidendo i secolari legami familiari e commerciali tra gli aborigeni australiani e l’Indonesia. Fu solo nel 1965 che gli australiani cominciarono a reagire contro questa politica, che si estendeva a tutti i non bianchi.
  • [5] Cesare Barioli (1935 – 2012) è stato un maestro di Judo italiano e pioniere degli anni 50. Appassionato di Judo, trovò gli scritti di Jigoro Kano e li tradusse in italiano.
  • [6] Per saperne di più su Georges Oshawa, fondatore della macrobiotica, leggi l’articolo “La storia dei pionieri giapponesi degli anni 50”.
  • [7] Kenkyo (謙虚) significa “umiltà” o “essere umile”.
  • [8] Acharya Tulsi (1914 – 1997) è stato riconosciuto come Ganadhipati, cioè il Superiore di tutti i monaci-ascensori indiani della nostra era, un titolo mai conferito fino ad ora. Ha lavorato duramente affinché tutti conoscessero le scritture del giainismo e applicassero i suoi valori.
  • [9] Onisaburō Deguchi (出口 王仁三郎; 1871-1948) è stato un religioso giapponese considerato il secondo leader spirituale del movimento Ōmoto. Era una figura spirituale di spicco nel Giappone prebellico.

Libri di Yahiro sensei

  • Keiraku shiatsu: Red edizioni, 1982
  • Meiso shiatsu. Terapia e educazione per la salute e l’evoluzione umana: Cometa, 1994
  • Okido – per apprezzare il valore della vita: Edizioni Mediterranee, 2012
Intervista a Mike Mandl 2022

Intervista a Mike Mandl 2022

Reading Time: 18 minutes

Mike Mandl è una delle personalità più importanti nel mondo dello Shiatsu europeo. Insegna e pratica lo Shiatsu da molti anni a Vienna, in Austria, ed è anche il presidente del più grande evento al mondo della nostra professione, il Congresso Europeo di Shiatsu. In questa intervista ci parla della sua carriera e soprattutto della sua visione dello Shiatsu. Per lui, non c’è separazione tra i diversi approcci della nostra disciplina, tra i lati Yin e Yang della pratica. Un’intervista affascinante che prova ad formulare questo concetto.


Ivan BEL: Caro Mike Mandl, grazie per aver accettato questa intervista. Cominciamo dall’inizio. Da dove vieni? Quando sei nato?

Mike Mandl: Oh, proprio dall’inizio, ahah !

Sì, voglio sapere tutto sul tuo percorso di Shiatsu.

Vivo a Vienna, in Austria. Sono nato nel 1969. Volete sapere del mio percorso di Shiatsu? D’accordo. Tutto è iniziato quando ero molto giovane, prima dei 18 anni. Sono stato molto ispirato dagli scritti di Masanobu Fukuoka. Era uno dei padri della permacultura. Appena finita la scuola, sono andato in campagna in una comunità agricola e ho iniziato la pratica della permacultura. È stato un bel periodo. Ma se leggi i libri di Masanobu, parla anche di questo “one touch man”, un olandese che aveva studiato con lui e cha aveva creato una fattoria di permacultura in Olanda. Il suo nome è Tomas Nelissen. Era una piccola comunità post-hippie, c’erano tanti partecipanti. Un giorno, un ospite stava facendo uno strano tipo di massaggio. Gli chiesi: “Cosa stai facendo?” e lui rispose: “Oh, sto studiando Shiatsu con questo Maestro, Tomas Nelissen”. Una luce si è accesa subito nella mia testa: Shiatsu, devo impararlo!

Masanobu Fukuoka, uno dei padri fondatori dello permacultura, è l’autore del famoso “La rivoluzione del filo di paglia”

La decisione è stata presa all’istante. Ho lasciato la fattoria subito dopo questo incontro, mi sono trasferito a Vienna e la prima cosa che ho fatto è stata quella di recarmi alla scuola di Tomas Nelissen chiedendo: “Posso frequentare il vostro corso? Sono andato direttamente dalla stazione alla scuola di Tomas con nient’altro che una borsa sulle spalle. Ricordo molto bene questo, perché la seconda cosa che chiesi fu: “C’è un posto per dormire?”. E la terza fu: “Dove posso lavorare? Perché ho bisogno di soldi.” Questo è tutto! Ho iniziato così 30 anni fa. Non è stata una decisione presa razionalmente. Quando ho sentito quella persona parlare dello Shiatsu e di Tomasa Nelissen, una voce dentro di me ha detto: “Devi farlo”. Non avevo mai ricevuto Shiatsu prima, è stata una cosa improvvisa. Una specie di chiamata.

Quando hai iniziato a lavorare con lo Shiatsu?

Fu allora, durante il mio terzo anno di studi, quando ho iniziato a lavorare con Tomas come assistente. Una volta finito gli studi, ho iniziato a insegnare nella stessa scuola, anche se ero piuttosto giovane. Siamo rimasti insieme per 25 anni, e mi piaceva molto, perché vivevo la mia spiritualità in quel modo tradizionale, imparando con un Maestro. Quando trovi un Maestro hai bisogno di seguirlo fino a quando non ti senti sicuro delle tue pratiche e solo allora puoi iniziare a sviluppare il tuo approccio personale. Alla fine, ho rilevato la scuola di Tomas. La scuola aveva aperto nel 1989, io ho iniziato nel 1992 e da allora sono sempre stato lì.

Tomas Nelissen

Non mi hai detto molto delle tue origini. Sei nato a Vienna?

No, vengo dall’Alta Austria, da Steyr, famosa per i suoi stabilimenti di motori e di armi. È una delle dieci città più grandi dell’Austria, ma in realtà ha solo 50.000 abitanti. È vicino alle montagne. Mio nonno viveva  in una baita in montagna. Sono un ragazzo di campagna. I miei nonni e i miei genitori erano tutti medici, quindi c’era una grande tradizione medica in famiglia, e toccava a me proseguire questa tradizione. Sentivo molta pressione su di me sul fatto che avrei dovuto studiare medicina. Ma per via di quella pressione, ho scelto di non farlo, come poi è stato. Questo per spiegarvi che sono cresciuto in un ambiente e in una cultura di Medicina. Ne sono stato molto influenzato, soprattutto dal padre di mio padre che era uno dei più famosi chirurghi del paese. Sai, i chirurghi sono visti come degli dei in medicina, ma ero convinto che in realtà sono alla fine della catena nel loro prendersi cura di una persona. Si chiede loro di operare quando la situazione è già molto grave, quando tutto il resto è fallito, a meno che non si abbia una ferita o un incidente. Ho pensato che fosse meglio non ammalarsi, rimanere in salute e prevenire le malattie. Forse è stato perché ho visto mio nonno essere alla fine di questa catena che decisi che volevo invece esserne all’inizio. Era il mio modo di completare una sorta di cerchio e alla fine ho scelto una tecnica orientale che potesse aiutare le persone a rimanere in buone condizioni di salute. Quindi, secondo me, noi e i medici stiamo facendo la stessa cosa, ma in modo completamente opposto. Mio nonno ha chiaramente avuto una grande influenza su di me.

Pensi che questa cultura medica abbia influenzato il tuo modo di praticare lo Shiatsu?

Ha avuto un impatto sulla mia volontà di sviluppare un luogo di cura, di comunicare con il settore sanitario, di entrare negli ospedali di Vienna, quindi sì, ha avuto un’influenza. Credo di aver voluto dimostrare che lo Shiatsu può chiaramente far parte del sistema sanitario, ma dopo i miei 40 anni sono cambiato e oggi per me questo non è più la sola priorità, anche se ormai lavoriamo da molti anni in molti ospedali.

Mike Mandl, trattamento del collo

Cosa pensi del modo in cui lo Shiatsu viene praticato oggi? Alcuni insistono nel fare una diagnosi orientale specifica mentre altri raccomandano di lasciare che sia la sensazione a guidare le mani senza bisogno di diagnosticare nulla.

Questa è una grossa questione nello Shiatsu. Perché questo? Secondo me chi si pone questa questione non ha ancora ben compreso lo Yin e lo Yang. E se non capite lo Yin e lo Yang significa che non capite pienamente lo Shiatsu. Perché c’è sia un approccio Yin che un approccio Yang allo Shiatsu. L’approccio Yang si basa sulla diagnosi con un grande riferimento ai sintomi portati, con una chiara struttura del trattamento. Considerare che bisogna fare questa o quell’azione per avere un effetto specifico sul corpo/mente della persona. E poi c’è l’aspetto Yin dello Shiatsu, che ha più a che fare con l’intuizione, il sentire e il non fare assolutamente nulla ma lasciare che il Qi emerga e si muova autonomamente. Entrambi gli aspetti sono presenti nello Shiatsu. Penso che le persone che dicono che si debba fare o in un modo o nell’altro stiano separando lo Yin dallo Yang. E privilegiando una parte, l’altra ti sfugge sempre. Tutti coloro che dicono che occorre eseguire una diagnosi e un trattamento strutturato sbagliano, così come tutti coloro che dicono che bisogna lasciare che il flusso del Qi agisca da solo, perché si rivolgono solo allo Yin o allo Yang. Secondo me, occorre scegliere tra Yin e Yang a seconda del giorno, del ricevente, delle circostanze e anche nell’ambito del tuo trattamento, devi cambiare costantemente il tuo approccio. Ti faccio un esempio: se lavori con i bambini in ospedale, è meglio avere un approccio Yin. Ma se stai lavorando su un atleta con problemi alla spalla, è meglio avere un approccio Yang. Quindi, per me, questa è una falsa domanda frequente su cosa sia lo Shiatsu. Un buon praticante di Shiatsu dovrebbe essere in grado di conoscere entrambi gli approcci e di scegliere in qualsiasi momento quali strumenti usare al momento giusto. Ecco perché ci vuole molto tempo per studiare profondamente lo Shiatsu.

Questa è una risposta molto interessante, grazie.

Lasciatemi aggiungere qualcosa. So che sei un artista marziale e che sei anche molto curioso, che scrivi molto sullo Shiatsu e ti ringrazio per questo. Quindi capisci quanto tempo ci vuole per diventare bravi in qualcosa. Fai karate, vero? Quindi immaginate uno studente di karate che apre il suo dojo dopo tre anni di pratica. Sarebbe ridicolo e qualcuno finirebbe per dargli un calcio neutralizzante perché in fondo è solo una cintura gialla o arancione. Ed è per questo che nessuno nel Karate osa farlo. Ma nel mondo dello Shiatsu, no.

L’intera squadra della scuola Hara Shiatsu, con Mike Mandl al centro e Tomas Nelissen vestito di scuro.

Questo tipo di situazione accade! Per quanto mi riguarda, ho iniziato con la permacultura e il senso di interconnessione tra la natura e la vita umana. Poi lo Shiatsu, poi la MTC, e ora il Taoismo, che ha una lunga e profonda tradizione. Tu sei una persona tra il cielo e la terra e, come sai, ci sono tre livelli di medicina. Medicina per la Terra significa che si trattano i sintomi. Poi c’è la medicina per l’uomo, che è quella di promuovere una salute più forte e una migliore circolazione del Qi. E infine, la medicina per il cielo, che è un lavoro più emotivo e spirituale. E un buon operatore deve sapere cosa scegliere per ogni persona ad ogni trattamento. Alcune persone si concentrano troppo su uno di questi tre aspetti, come la medicina celeste con lo sviluppo personale, l’equilibrio emotivo, ma come si fa a farlo con un terribile mal di schiena? La prima cosa da fare è affrontare il dolore, quindi bisogna sapere come trattare i sintomi. Non si può sperare di aiutare a livello spirituale se la persona soffre molto. Poi si lavora sulla struttura, perché se si vuole crescere, c’è bisogno di molta energia. Dopo di che si può lavorare sul livello spirituale.

Sono totalmente d’accordo con te. Ma dimmi, oltre a Tomas Nelissen, sei stato influenzato da altri insegnanti?

Ho incontrato quasi tutti gli insegnanti che sono apparsi sulla scena dello Shiatsu negli ultimi 30 anni. Io lo chiamo “il salto del maestro”, cioè si va da un maestro, poi da un altro e così via. E’ stato utile per trovare ispirazioni, ma poi ho preferito approfondire lo stile che avevo intrapreso. In effetti, non volevo mescolare niente con quello che praticavo, finché non l’avessi ben conosciuto. La mia opinione personale su questo è che si tende a voler creare il proprio stile troppo presto. Questo vale anche per un grande come Masunaga. Sono stato a molti workshop organizzati dalla scuola di Masunaga e ho incontrato molti insegnanti di Zen Shiatsu, ma dal mio punto di vista  le estensioni dei meridiani non sono sufficientemente accurate. Sono certo che egli ha sentito subito qualcosa di interessante, ma ne ha fatto subito una teoria prima che fosse troppo tardi. Vi faccio un esempio. L’estensione del meridiano dello Stomaco è all’esterno del braccio e arriva all’anulare. Viene poi spiegato che lo Stomaco regola il nutrimento, e il braccio si attiva per farlo. Ma qui c’è un problema. Vediamo ovunque che quando un meridiano è attivato, attiva la catena muscolare che lo accompagna. Se questa estensione del meridiano fosse attivata, allora il braccio dovrebbe miuoversi allontanandosi dalla nostra bocca, non verso la nostra bocca. In breve, questo non mi sembra convincente. Ecco perché penso che abbia trovato qualcosa, ma ha teorizzato troppo presto. Sai quando spieghi un nuovo sistema, beh, puoi farci un business con quello, giusto? Mi spiace che possa sembrare rude detto così. Ma ora la gente tira fuori teorie dopo solo 10 anni di lavoro, non è serio.

A Chengdu, in Cina, con gli studenti del professor Hu.

Ma per tornare alla tua domanda, sì, ho avuto un grande insegnante di medicina cinese. Ho viaggiato in Cina e ho incontrato una vecchia signora a Chengdu, la professoressa Hu. Ora ha 80 anni. Quando l’ho incontrata per la prima volta nel 2017, aveva circa 75 anni. Quindi aveva quasi 60 anni di esperienza di medicina cinese in un ospedale in Cina. Questo significa vedere tra i 50 e i 70 pazienti al giorno, ogni giorno della tua vita. E nei fine settimana andava in una clinica gratuita in campagna a curare le persone bisognose Sono più di un milione di visite. Questo è quello che io chiamo una persona esperta. Se lo paragoniamo ai nostri obiettivi nello Shiatsu, noi siamo lontanissimi. È anche un’insegnante taoista. Quindi anche in clinica o in ospedale, con i suoi aghi, ha un approccio molto spirituale. Usa sempre i punti fantasma, i punti psichici, il tutto con grande tranquillità. Ha fatto così tante diagnosi che con un semplice sguardo riconosce subito chi è malato. È uno dei migliori medici della Cina, ma in realtà questo non lo sbandiera. Fa solo i suoi trattamenti giorno dopo giorno. Come potete immaginare, lei mi dà grande ispirazione ed è per questo che mi sono avvicinato molto di più al taoismo ora, perché penso che sia molto importante avere una solida base per il tuo sviluppo interiore. Se parliamo dello Shiatsu, le sue radici culturali sono più nello Shintoismo. È meraviglioso essere in grado di offrire trattamenti, ma se vuoi davvero approfondire la tua comprensione su ciò che stai facendo, ad un certo punto devi farti coinvolgere da quelle pratiche spirituali che supportano la tecnica.

Cosa pensi dello Shiatsu europeo di oggi?

Sono sorpreso dai molti workshop che vengono organizzati mescolando qualcosa con lo Shiatsu. Yoga e Shiatsu. Nutrizione e Shiatsu. Osteopatia e Shiatsu. Lingua e Shiatsu. Perché sempre qualcosa e lo Shiatsu? Se si studia seriamente lo Shiatsu, si può trovare tutto questo già incluso, anche l’osteopatia o altre terapie che si possono sperimentare dopo un alto livello di pratica. Per me, questo significa che le persone non trovano tutte le risposte nello Shiatsu, quindi cercano altrove. Questo è un peccato! Fai Shiatsu e studialo per almeno 20 anni e troverai tutto ciò di cui hai bisogno. Non fare Shiatsu e qualcos’altro, questa tecnica è già abbastanza ricca e completa.

Dal Congresso Europeo di Shiatsu (ESC) di Vienna del 2017, sei stato promosso a presidente di questa organizzazione. Di anno in anno, questo evento è cresciuto in dimensioni. Puoi dirmi di più?

Bene, all’inizio questo congresso si è tenuto in Svizzera, in montagna, a Kiental. Allora era più che altro un ritiro, sapete. Così decidemmo di spostarlo in una grande città, e fu Vienna, dove c’è una grande comunità di Shiatsu. E se ti fai conoscere, puoi avere un impatto sul mondo dello Shiatsu, ma anche sui media e con il pubblico. Se vai in una città, puoi farla rivivere con lo Shiatsu. Ed è quello che abbiamo fatto! Avevamo circa 600 praticanti, il che è stato piuttosto intenso da gestire, ma ha avuto un impatto enorme per noi. E’ stato veramente bello. Questo ESC è una specie di progetto “open-source”, quindi la domanda era di decidere come sarebbe stato il successivo? Il successivo è stato ad Amsterdam nel 2020, e il 7° ESC nel 2023 sarà di nuovo a Kiental. Dopo di che, speriamo che possa essere a Parigi. Penso che il congresso sia un evento molto importante per la comunità Shiatsu. Quando si fa lo Shiatsu, di solito lo si fa da soli. Allora si diventa una specie di guru. Di tanto in tanto è molto salutare entrare in contatto con il mondo dello Shiatsu, per godere della sensazione di “noi” invece che di “io”. Penso che il congresso dovrebbe anche fare grandi domande. Le grandi domande creano grandi risposte. Il titolo del nostro congresso era “Shiatsu e terapia”. È divertente che Masunaga stesso abbia chiamato lo Shiatsu il “re della medicina”, per via del suo approccio olistico. Ma ci stiamo allontanando dalla medicina per concentrarci su una confortevole area basata sulla scoperta di sè, il che non è cosa negativa ma non affrontando un aspetto importante dello Shiatsu. Come organizzatore hai un sacco di lavoro da fare. Avevamo più di 70 volontari, abbiamo dovuto affittare stanze grandi e costose. Ma d’altra parte, puoi proporre il soggetto di discussione e portare le tue idee. Ero sul palco per l’evento principale con una febbre di 38,5° ahahah. È stato estenuante, ma ne è valsa la pena.

Alla Conferenza Shiatsu 2017 a Vienna, con Wilfried Rappenecker

Tu sei anche coinvolto in un grande progetto per portare lo Shiatsu agli assistenti negli ospedali. Come è cominciato?

In realtà, ero in contatto con Diego Sanchez in Uruguay, perché sapevo che lavorava molto con il personale ospedaliero. Curava le persone in terapia intensiva e ho pensato che fosse un’ottima cosa. Durante il lockdown in Austria, gli operatori Shiatsu non erano autorizzati a praticare, e ho pensato che fosse insensato, che anche noi dovessimo lavorare. Da questa crisi è nata una grande polarizzazione nella società. C’era questa ‘scienza della fiducia’ e se non ci credevi, eri una specie di teorico della cospirazione esoterica. Quindi era o bianco o nero. E molti aspetti della medicina alternativa erano visti sotto una luce negativa. Anche lo Shiatsu, il che è molto triste. Così ho detto: “Dobbiamo fare qualcosa e mostrare alla gente che siamo in grado di fare anche noi un buon lavoro”. Come sapete, questa pandemia ha un impatto sul corpo ma anche sulle emozioni e la psiche. Lo Shiatsu è un ottimo strumento per aiutare le persone, specialmente il personale delle terapie intensive che è alle prese ogni giorno con i pazienti Covid. Al telegiornale parlano sempre di quanti letti sono ancora disponibili. Ma non ci sono solo i letti a disposizione, c’è anche il problema del personale disponibile. Molti di loro hanno lasciato il lavoro perché alla fine non ce la facevano. Così abbiamo iniziato a curare queste persone, infermieri, medici, personale del pronto soccorso, e questo fu una cosa bella, per loro e per noi. È un punto d’incontro tra la medicina occidentale e quella orientale. Lo Shiatsu dimostra che può sostenere lo sforzo collettivo di lotta contro la pandemia e in particolare sostenere il personale ospedaliero. La felice sorpresa è che è stato molto facile da fare. Il primo ospedale che abbiamo contattato era molto felice che potessimo iniziare da subito. Ci hanno chiesto “di cosa avete bisogno?” e poi “per favore venite, venite”! E il tutto ha preso piede a macchia d’olio. Un’altra clinica ce lo chiese, poi un’altra a Vienna, poi in tutta l’Austria. E ora ho più richieste di quante la nostra comunità Shiatsu possa gestire. Nelle aree più remote non abbiamo abbastanza operatori per aiutare queste cliniche. Ma almeno dimostriamo che possiamo lavorare insieme e il feedback ricevuto è stato più che positivo. Vi faccio l’esempio di un’infermiera che lavorava incessantemente e aveva una lombaggine. Diceva che voleva andarsene. L’abbiamo aiutata così tanto che alla fine non ha mai smesso di lavorare e ora è in grado di fare tutti i turni che sono richiesti in ospedale per aiutare le persone. Quindi un grande successo.

Formazione in agopuntura in Cina

Suppongo che tu abbia sentito che questa esperienza è stata organizzata in altri paesi, come l’Ungheria, dove c’e’ stato un grande successo. Speriamo che altre organizzazioni di Shiatsu facciano lo stesso in altri paesi. Possiamo tornare alla tua pratica Shiatsu? Dal tuo punto di vista, la spiritualità aiuta la tua pratica quotidiana?

Cos’è la spiritualità? Ci sono molte definizioni di spiritualità. Per me, la spiritualità significa che si lavora con la mente. E intendo davvero lavorare. Mi piace l’approccio tradizionale. Le arti orientali possono essere una via, ma bisogna seguire un percorso. Devi investire su di te. Bisogna fare molto se si vuole raggiungere lo stato del non-fare. Tendiamo ad assorbire la parte romantica delle arti orientali, ma evitiamo l’impegno e lo sforzo che richiedono perchè agiscano veramente. Nella nostra caotica società moderna, la spiritualità sembra solo un qualcosa di piacevole, che tutto quello che si deve fare è arrendersi, lasciarsi andare. Come se non ci fosse una via. Che non devi fare nulla. In realtà, questa è una stupidaggine. Scusa. Ma conquistare se stessi è la missione più delicata e difficile che puoi scegliere nella tua vita. Per questo motivo, dobbiamo fare tutto il possibile. Non basta solo fare un po’ di spiritualità. Nello Shiatsu bisogna essere presenti per gli altri. Tu li servi. Tu li aiuti. Nel lungo termine, questo è possibile solo se si affina la mente e si vede la sofferenza degli altri esseri, anche se questa sofferenza significa che sono bloccati solo dal loro ego e dalla loro inconsapevolezza.

Per concludere questa intervista, quale messaggio vorresti dare ai professionisti?

Abbiate coraggio. Cercate di divenire esperti di ciò che state facendo.

Grazie mille Mike per il tempo che hai passato con me, e spero che ci incontreremo di nuovo molto presto al

Grazie e a presto.

Copyright: foto di copertina: Blogsport.cc 2021


Autore

Ivan Bel

Traduttore

Michele Terenzoni
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    10 Errori tipici di chi inizia a praticare Shiatsu

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    Una volta che hai il tuo diploma di Shiatsu, sei tutto fuoco e fiamme. E via verso l’avventura! Ci si augura di fare il maggior numero possibile di trattamenti e di avere successo. Tuttavia, se non vuoi sbattere il naso contro il muro proprio quando inizi la tua attività, dovresti prenderti del tempo per pensare ed evitare gli errori più tipici. Ecco una breve lista, non esaustiva, che è sempre bene conoscere. Questo articolo è dedicato ai praticanti che vogliono iniziare a lavorare professionalmente.


    1. Non stipulare un’assicurazione di responsabilità civile professionale

    Quando lavori come operatore Shiatsu, che ti piaccia o no, sei responsabile di ciò che accade durante la tua pratica. Dalla porta d’ingresso al tatami, tutto quello che nell’eventualità possa accadere al tuo cliente è responsabilità tua. Lo stesso vale per gli effetti indesiderati post-trattamento. Ricordati che anche se lo Shiatsu è generalmente una tecnica senza rischi, qualsiasi dolore o fastidio che si verifichi dopo una sessione sarà responsabilità tua. Un errore tecnico durante il trattamento può anche costarti molto, ma anche semplicemente un incidente, come per esempio scivolare sulle scale. È quindi essenziale stipulare un’assicurazione di responsabilità civile professionale, se possibile analoga a quelle per il settore paramedico. Ci sono molte compagnie di assicurazione che offrono questo servizio, quindi non c’è bisogno di fare qui alcuna pubblicità. Ma assicurati di controllare il foro competente e soprattutto la copertura offerta dalla compagnia di assicurazione.

    Lavorare senza assicurazione di responsabilità civile professionale o non possedere uno status giuridico è come andare a dormire dentro ad una  lavatrice. È a tuo rischio e pericolo.

    2. Non possedere uno status giuridico

    Finché sei uno studente, puoi permetterti di offrire lo Shiatsu a tutti, di solito per la gioia di amici e familiari. Ma quando si diventa professionisti, tutto cambia. Chiedere soldi per un trattamento significa che si crea una struttura che contempli uno status giuridico. Fare le cose di fretta non è certo una buona idea. Occorre invece confrontare le diverse possibilità: società, associazione, lavoratore autonomo, tante soluzioni sono possibili. Per scegliere, bisogna porsi alcune domande fondamentali:

    Il più delle volte è utile iniziare “in piccolo”, quindi prima di creare la tua struttura che offre lo Shiatsu, ci sono alcuni passi da fare e domande da porsi:

    • Ho intenzione di praticare lo Shiatsu come complementare oltre alla mia attività principale?
    • Se sì, posso avere un’attività lavorativa secondaria? (Questo è permesso dal mio datore di lavoro? = controllare il proprio status corrente/contratto di lavoro)
    • Occorreranno degli investimenti? (sì, no o pochi = tramite impresa, associazione, o come lavoratore autonomo)
    • Occorre fare un “business plan”? = sì, anche se non richiedi un finanziamento, anche se non crei una società è sempre consigliabile fare una previsione di spese/entrate per vedere se può il progetto può funzionare, se hai bisogno di un piccolo finanziamento o ti è sufficiente attingere ai tuoi risparmi
    • Ho bisogno di un contabile? = sì, magari anche solo per una consulenza una tantum per aiutarti a “inquadrare” il tuo business

    3. Non investire sul luogo in cui si opera lo Shiatsu

    Il tuo posto di lavoro è il riflesso della tua personalità, ma anche della qualità che offri ai tuoi clienti. Se ti eserciti su un lettino in un angolo della cucina, magari con un cane che corre intorno, non potrà certo funzionare! L’atmosfera del luogo, una decorazione sobria ma che sia di buon gusto, uno stile naturale, tutto questo contribuirà a far sì che i tuoi clienti vogliano tornare. Dovresti anche avere una porta nelle vicinanze che dia accesso ad un lavandino, o meglio ancora, ad un bagno. L’igiene è importante, sia del luogo che del corpo. Non si deve risparmiare sulla pulizia. Negli studi più professionali, c’è anche una sala d’attesa dove si possono lasciare gli oggetti personali o leggere in attesa che finisca l’appuntamento precedente. Tutto questo rappresenta un investimento iniziale, ma la percezione del luogo da parte dei tuoi clienti contribuirà notevolmente al tuo successo.

    Il tuo luogo di lavoro riflette la tua personalità e la tua passione per lo Shiatsu.

    4. Non dichiarare le tue tariffe

    Sul tuo sito web, al telefono, via e-mail o nella tua sala d’attesa, dovresti sempre comunicare chiaramente le tue tariffe. Non esporle può in certi casi rappresentare persino un reato perseguibile per legge. Se usi i social network o un sito web, anche quello può essere un luogo per esporli. Ricordati che lo Shiatsu è un servizio alla persona, un’ operazione commerciale oltre che un trattamento e una pratica manuale. Proprio come un negoziante o un medico, non bisogna lasciare spazio ad interpretazioni in merito.

    5. Non provare diverse superfici di lavoro (futon, tatami, sedie, lettini)

    Nelle scuole, lo Shiatsu viene solitamente insegnato sul futon o su un lettino. Ma questo non significa che questo sia il supporto più adatto. Ci sono molti tipi diversi di supporti o lettini. Pensa allo Shiatsu! Dovrai trovarne uno robusto e con la giusta larghezza, dato che dovrai salirci sopra con il ricevente per eseguire tecniche e pratiche diverse. Sul pavimento si può scegliere tra un futon di cotone, un tatami di paglia pieghevole o un materasso di poliestere pieghevole. Per il futon o il tappetino, considera anche di coprire il tuo pavimento con un altro strato. Esistono poi dei tatami di paglia fissi che formano uno strato sul pavimento e non sono molto costosi. Un investimento in questi tappetini ti darà una bella finitura e durerà per anni.

    Lavora sul futon, sul tatami o sul lettino… l’importante è il tuo comfort nel lavoro.

    6. Non possedere una lista con riferimenti di professionisti della salute

    Nessuno è onnisciente o possiede risposte per ogni cosa per cui è sempre bene avere il supporto di altri professionisti della salute. Si raccomanda quindi di creare una piccola rubrica in merito a necessità terapeutiche che non sono direttamente affrontabili con lo Shiatsu, o per farsi aiutare da un fisioterapista, un osteopata o uno psicologo. Questo non significa abbandonare il ricevente, ma spesso suggerigli di farsi aiutare temporaneamente ad un’altra persona per un periodo, per poi continuare più avanti. Per esempio, nel caso di un problema lombare, può essere utile una o due sedute con un osteopata o un chiropratico per sbloccare le vertebre. Una volta fatto questo, si torna allo Shiatsu. È anche una buona idea avere un medico di riferimento. Con uno psicologo, lavorare sulla psiche nello stesso momento in cui si lavora sul corpo può contribuire al percorso del trattamento. È quindi tanto raccomandabile stabilire contatti con tutta una serie di professionisti della salute. L’immagine di serietà e responsabilità che ne deriva lavorerà a tuo favore.

    7. Sovraccaricarsi di lavoro non appena c’è richiesta

    Quando si ha successo, si cerca di prendere tutti quelli che si rivolgono allo studio. Ma attenzione al superlavoro. Come tutti gli esseri umani, l’operatore Shiatsu ha i suoi limiti. Bisogna quindi sapere come non prendere troppe persone ogni giorno, non sovraccaricare le ore di lavoro la sera e preservare il tempo per se stessi, per le proprie attività di svago, la propria famiglia e gli amici. Ma soprattutto, bisogna prendersi il tempo di riposare per rigenerarsi, godersi le ferie e i fine settimana. In caso contrario rischierai di esaurirti e si sarà costretti a smettere di praticare la tua passione, il che sarebbe un peccato sia per se stessi che per i tuoi clienti.

    Il superlavoro porta allo stress, lo stress porta alla stanchezza, la stanchezza porta all’esaurimento.

    8. Non far lavorare il tuo corpo e la tua mente

    Una volta terminata la formazione, ci può essere la tendenza a rallentare il lavoro di mantenimento del corpo in buona forma fisica. Se gli insegnanti di Shiatsu dedicano costantemente tempo in ogni occasione per riscaldarsi, decontrarre, rafforzare e lavorare il corpo, c’è una buona ragione. Il corpo del praticante è il suo strumento di lavoro. Deve quindi essere costantemente mantenuto, curato e messo in movimento per mantenerlo in buona forma e per far fronte alle lunghe settimane di lavoro. Il corpo ha bisogno fondamentalmente di tre tipi di esercizio: rafforzamento, decontrazione/rilassamento e sforzo fisico che fa sudare e fa scaricare le tossine. A questo mix di esercizi, si raccomanda di lavorare sulla mente per rimanere calmi, a terra, emotivamente equilibrati. Per questo, la meditazione è di gran lunga il miglior strumento per “purificare lo spirito”  rilassarlo e contemporanemente rafforzarlo.

    9. Non comunicare più con i compagni di studio e con gli insegnanti

    Hai terminato la tua scuola, hai lasciato il tuo insegnante e i tuoi compagni e ti ritrovi solo con i tuoi clienti. La professione di operatore Shiatsu può diventare in un attimo una professione esercitata da una persona sola. A lungo andare questo non fa bene al tuo spirito. Siamo primariamente animali sociali. Anche se si ricevono molti clienti tutti i giorni, non è lo stesso se si riesce a mantenere un legame con la tua comunità Shiatsu. Per questo ci sono molti gruppi sui social network, ma la cosa migliore è tenersi in contatto con le persone che hanno studiato con te. E il legame con l’insegnante è un piccolo tesoro da conservare, per fare domande, per sciogliere i dubbi. Perché se la scuola ti fa salire sul primo gradino della via dello Shiatsu, ci sono ancora tutti gli altri gradini da salire e sono numerosi. Continuare ad avere una guida durante gli anni evita di perdersi, di dubitare o semplicemente di annoiarsi.

    Continuare a formarsi per arricchire le proprie mani è la chiave del successo.

    10. Non proseguire la formazione

    Questo è probabilmente il peggior errore da fare. Quando si percorre un cammino, lo studio non si ferma mai. Si possono leggere molti libri, ma non c’è alternativa al contatto, alla scoperta o al confronto che ti offre un corso o un seminario. Almeno due volte all’anno bisogna tornare ad essere uno studente che non sa nulla in materia e vuole riscoprire la gioia di essere guidato. La formazione continua è un obbligo nella maggior parte delle scuole di Shiatsu. Anche gli insegnanti più avanzati non esitano a confrontarsi con i colleghi per imparare cose nuove o un altro modo di affrontare un argomento noto. C’è sempre qualcosa da imparare. Inoltre, la formazione continua permette di non focalizzarsi  sui percorsi conosciuti e di confrontarsi con altri modi di fare le cose. Lo Shiatsu è ricco di una moltitudine di stili, tutti con qualcosa di interessante da imparare. Questo ti permette di uscire dalla tua zona di “comfort” ed evitare di pensare di sapere tutto per poi magari finire di criticare gli altri. Al contrario, la formazione continua arricchisce e rende umili allo stesso tempo. Nessuno possiede tutta la verità e lo Shiatsu rimane un universo enorme pieno di potenzialità.

    Buon inizio di pratica!


    Autori

    Ivan Bel

    Traduttore

    Michele Terenzoni
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      Harada Shinsei (1939-2006): fondatore del Jigen Ryū Shiatsu

      Harada Shinsei (1939-2006): fondatore del Jigen Ryū Shiatsu

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      Tra i grandi maestri giapponesi che hanno diffuso lo Shiatsu, fa parte di  quelli meno conosciuti dai praticanti, perché era soprattutto e prima di tutto un maestro di arti marziali. Studiando molti stili di combattimento, divenne allievo di Okuyama Ryuho sensei (fondatore di Koho Shiatsu). Si tratta di  Harada Shinsei, fondatore sia della scuola marziale che dello Shiatsu Jigen ryū.


      HARADA Shinsei nasce il 28 dicembre 1939 a Nagano (長野市) nell’omonima prefettura, nell’isola di Honshū. All’età di otto anni, la famiglia si trasferì ad Osaka, dove fu accolto all’età di 11 anni alla scuola di Shi Tennō-ji (四天王寺), il più antico tempio buddista del Giappone[1], e in seguito prese il nome di sacerdote “Kojun”.

      Dal 1954 al 1961 circa, ha praticato Judo Kodokan presso la palestra Uenomiya sotto la direzione di WATANABE sensei, poi Daïto Ryū Aikijujutsu e Takuma Ryū sotto la direzione di TAKASHIRO sensei. Dal 1963 circa fino all’inizio degli anni ’70, ha studiato Hakko Ryū Jujutsu e Koho Igaku Shiatsu, prima sotto GOTO shihan, poi direttamente sotto il 

      fondatore OKUYAMA Ryuho, e ha ricevuto la licenza più alta di questa scuola. Oltre alle sue attività riguardanti i sistemi di combattimento ravvicinato, HARADA Sensei praticò anche Muso Jikiden Eishin Ryu Iaijutsu (spada) e successivamente Heki Ryu Kyudo (arco) sotto la guida di ENDO shihan.

      Harada Shinsei, dimostrazione di Kyudo durante il « Nihon no Matsuri », Japanese Festival de Gand. (c) Marianne Andries

      In seguito fondò e insegnò il Jigen Ryū, un sistema basato su tutte queste esperienze, che fu chiamato dapprima in Europa “Daiwa Ryū” (大和流), ma che fu anche ribattezzato “Jigen Ryū” (慈眼流, lett.: Scuola della Visione della  Compassione) ufficialmente nel 1991. Nota bene: gli intenditori delle scuole giapponesi non devono sbagliare, la parola Jigen Ryū è l’omonimo della vecchia e venerabile scuola Jigen Ryū ma i cui caratteri sono scritti 示現流 (letteralmente Scuola della realtà rivelata) e che fu fondata da Tōgō Chūi alla fine del XVI secolo.

      Harada Kojun durante una lezione di Shodo – calligrafia – nello studio di Frans Copers a Gand – Belgio. (c) Marianne Andries

      Dal 1981 al 1984, per ordine di Shitennoji, il sensei HARADA ha vissuto e insegnato in Austria, poi ha vissuto tra Belgio, Inghilterra, Giappone e Austria, prima di tornare in Giappone nel 1991. Ha creato un tradizionale Kyudo dojo vicino a Suffolk in Inghilterra. Gli insegnò parlando un misto di giapponese, inglese e tedesco, ma la maggior parte del suo insegnamento avveniva attraverso il corpo. Tornava spesso in Austria per insegnare ai suoi studenti, e altre volte gli studenti venivano in Giappone per continuare a studiare lì. Tra questi, Frans Copers, fondatore della Federazione Shiatsu Belga,  ex presidente della Federazione Europea Shiatsu, ed erede della scuola Jigen-ryū per il Belgio. 

      Ecco la sua testimonianza su HARADA sensei.

      “Ho conosciuto HARADA Kojun shinsei (= reverendo) alla fine degli anni ’80, qualche anno dopo il mio primo viaggio in Giappone, dove ho soggiornato per 8 mesi per studiare Shiatsu (Iokai Center), allenarmi in Aikido e imparare di più sulla Macrobiotica (Sei Shoku)  la medicina e le usanze giapponesi.

      Infatti, un giorno passeggiando per la città, ho visto un giapponese completamente vestito con abiti tradizionali, hakama, haori, tabi, tatami zori…. e non ho potuto fare a meno di rivolgermi a lui nel mio povero giapponese. Per fortuna lui parlava anche tedesco e un po’ di inglese.

      Harada Shinsei si rivelò essere un prete buddista del tempio buddista di Shitenno-ji. Era anche un esperto di arti marziali (Jiu Jitsu, Iai Jitsu, Tameshi giri e Kyudo), medicina giapponese (Shiatsu, agopuntura, moxa), Shodo (calligrafia) e Chado (cerimonia del tè). Inoltre, era anche un ottimo cuoco!

      Chado – cerimonia del tè – a Londra con Harada sensei e Sep Overlaet, Maestro di  Kyudo (tiro all’arco) al tempio di  Shitennoji. (c) Marianne Andries

      Era il maestro principale del ramo europeo del tempio che, oltre alla pratica spirituale e alla meditazione, gestiva anche un ospedale e una scuola, proprio come facevano qui i monasteri cattolici nel Medioevo. Il tempio aveva una grande proprietà in Inghilterra, vicino a Londra (Suffolk), dove c’erano aule, dormitori, un tempio buddista per il culto e un dojo Kyudo (tiro con l’arco).

      Avevano anche una grande casa, o meglio un piccolo castello, vicino a Vienna (Austria) e un’altra vicino a Gand (Belgio), città dove vivevo e dove vivo tutt’ora, dove portavano i loro studenti delle scuole superiori perché potessero entrare in contatto e per studiare la cultura e lo stile di vita occidentale.

      Harada sensei a sinistra, Nakayama san al centro e Frans Copers a destra durante la preparazione dei pasti giapponesi, nella cucina di Shitenoji a Gand – ​​​​Belgio. (c) Marianne Andries

      Per tre anni ho studiato intensamente con lui, abbiamo meditato insieme, praticato arti marziali e soprattutto studiato shiatsu e ovviamente medicina orientale. L’ho assistito nei suoi workshop e ho organizzato alcuni eventi giapponesi con lo staff di Shitenno-ji, come Deguchi Shinsei, il presidente della filiale europea. Questi eventi hanno avuto molto successo all’epoca. (Nihon no Yube o risveglio giapponese e Nihon no Matsuri o festivale giapponese).

      Prima di tornare in Giappone, mi ha nominato insegnante presso la scuola di shiatsu Jigen Ryu Kappo.Dopo il suo ritorno in Giappone, non l’ho più sentito, ma fa ancora parte di me e della mia vita e vivrà per sempre nel mio cuore! 

      Allineamento delle  lombare di Harada Sensei. (c) Marianne Andries

      L’essenza del Metodo Shiatsu Jigen Ryu in pochi punti.

      • Trattiamo i meridiani, non i punti.
      • Diagnosi del polso e rilevamento del meridiano più Kyo.
      • Trattamento dei meridiani di “equilibrio” Fegato, Cistifellea, Triplice riscaldatore e Ministro del cuore. Con la tecnica che io chiamo kanguro: l’intero meridiano viene trattato ritmicamente con un intervallo di pochi cuns tra ogni pressione.
      • Trattamento del meridiano Kyo con la tecnica Puntura. Tocchiamo il punto delicatamente, premiamo fino al limite della tensione/dolore, aspettiamo un momento e diamo una pressione improvvisa e forte con un rilascio improvviso.
      • La tecnica Kanguro è considerata più leggera della tecnica Puntura
      Dimostrazione di Shiatsu seduto da  Harada senseï. (c) Marianne Andries

      Da notare che i meridiani hanno anche un’altra qualità come ad esempio il trattamento della  Vescica serve a tonificare tutto il corpo e il trattamento del meridiano Stomaco ha un effetto di rilassamento.

      Ci sono altre tecniche per trattare i problemi locali, facciamo moxa, agopuntura e utilizziamo le zone Hirata. Queste aree potrebbero essere paragonate ai dermatomi della medicina occidentale. »

      Dimostrazione di Iaïdo da Harada Shinsei. (c) Marianne Andries

      Nel 2003 gli è stato diagnosticato un cancro che è stato ben curato. Solo nell’ottobre/novembre 2005 il Sensei Harada ha tenuto il suo ultimo seminario di Jigen Ryū Jujutsu a Vienna e ha celebrato i “100 anni di Jiu Jitsu in Austria”. Tornato in Giappone, a seguito di una grave malattia,  il 9 ottobre 2006, Harada Sensei ha posto fine alla sua esistenza terrena, come si dice nella tradizione buddista. Lascia un’eredità che i suoi studenti e assistenti portano avanti.

      Autore: Ivan BEL

      Traduttore: Nathalie Durand


      Note :

      [*] Immagine di copertina : « Dimostrazione di Shiatsu al  “‘Nihon no Matsuri’, Festival giapponese  a  Gand »

      [1] Il tempio Shi Tennō-ji fu costruito nel 593 dal principe Shōtoku. Lo dedicò  alle quattro divinità guardiane degli orizzonti, gli  shitennō.

      Dolore al collo e rigidità delle cervicali nello Shiatsu

      Dolore al collo e rigidità delle cervicali nello Shiatsu

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      Nello Shiatsu, le persone che lamentano dolore e rigidità al collo sono innumerevoli ed è un trattamento che studiamo abbastanza presto nel nostro percorso di shiatsushi. Ma la realtà è più ampia di quella che generalmente si discute a scuola, perché il collo è molto complesso e le cause del dolore possono essere molto diverse. Prendiamoci il tempo per imparare un po’ di più per evitare incidenti e sapere cosa fare.


      Quando si studia l’anatomia, si può solo meravigliarsi della complessità di alcune aree del corpo. Se un braccio non è molto complicato da osservare e capire, il collo (dall’arabo nukha’) è invece un gioiello di complessità. E c’è una buona ragione: il collo sostiene  la testa (in media 5 kg), la fa muovere in un gran numero di direzioni possibili (in inclinazione, rotazione e lateralizzazione) e non è sorretto da un’altra parte del corpo ( mentre la colonna lombo-dorsale è racchiusa in un tronco abbastanza largo). Pertanto, deve essere resistente alla pressione, avere un gran numero di muscoli e gestirsi da solo senza fare affidamento sull’aiuto di altre parti del corpo.

      Un po’ di anatomia

      Se dettagliamo un po’ l’anatomia della nuca (e non del collo), vediamo che tutto è organizzato in modo da articolare le vertebre cervicali.

      Il rachide cervicale è formato da 7 vertebre, la prima e la seconda delle quali hanno il proprio nome: l’atlante e l’asse o epistrofeo. Atlas è un riferimento al titano greco che porta il mondo, poiché questa vertebra porta il globo della testa. Un compito molto pesante. Questi due hanno una struttura particolare, mentre gli altri 5 cervicali sono più simili, più vicini a quelli che sono poi le vertebre toraciche (o dorsale) e le lombare. Ecco il modo classico per descrivere l’anatomia locale:

      • Il corpo della spina dorsale rappresenta la parte ventrale: è spessa, solida
      • L’arco vertebrale rappresenta la parte dorsale: circonda il forame
      • Il foro vertebrale costituisce il cuore: è la cavità all’interno delle ossa dove passa il midollo spinale. Viene anche chiamato forame di coniugazione.

      Ovviamente, tra ciascuna di queste ossa ci sono le cartilagini. Ogni vertebra è collegata alle sue vicine da un insieme di legamenti, una parola che significa “che connette”.

      È qui che entrano in gioco i muscoli che servono a mobilitare e solidificare l’edificio. E ce ne sono molti. Parliamo di un piano muscolare profondo, poi un 2° piano, un 3° ed un piano superficiale. Più si entra in profondità, più i muscoli sono vicini alle ossa e più sono corti. Più si va in superficie, più lunghi sono i muscoli e si aggrappano alla base del cranio e fino alla schiena, come il trapezio o lo splenio.

      Le cause del dolore

      Trovare un elenco esauriente di tutte le cause del dolore al collo e della rigidità sembra un compito quasi infinito. Tuttavia, possiamo provare a riassumere con un po’ di buon senso.

      1. Evento traumatico: questo è il caso più evidente. Un incidente d’auto (colpo di frusta), un colpo al collo, una caduta sulla testa e otteniamo uno shock fisico abbastanza forte da creare un allungamento improvviso, una distorsione o anche uno spostamento osseo. Questo tipo di origine dovrebbe metterti in allerta, perché non è bene manipolare una persona che si trova in questo stato. Se è recente, devi avere il riflesso di fare riferimento a un medico per una radiografia. Immagina che ci sia una frattura cervicale, lo stretching o anche le pressioni Shiatsu possono avere gravi conseguenze. Se la casella del medico è spuntata e il trauma è vecchio, conosciuto e seguito, spetterà più all’osteopata agire in compagnia dello Shiatsushi per lavorare i muscoli e scaricare le tensioni, far circolare energia, ecc. Si consiglia di apprendere i test in grado di rilevare un problema serio (vedi sotto).
      2. Evento patologico: ci sono malattie che colpiscono il midollo, le ossa o il sistema nervoso. In ogni caso, devi avere una diagnosi medica per sapere di cosa si tratta. Ad esempio, l’artrosi cervicale è una malattia causata dall’usura della cartilagine. L’ernia del disco è un’uscita della cartilagine dal suo asse centrale. Il torcicollo cronico è dovuto a strappi o deformazioni nei legamenti o nei muscoli. E non stiamo nemmeno parlando di meningite. Insomma, tutto questo non è la stessa cosa e richiede molta cautela nelle mobilitazioni che impariamo nelle scuole di Shiatsu.
      3. Stato Infiammatorio: artrite reumatoide, spondiloartrite, nevralgia cervico-brachiale, disturbi infiammatori possono anche essere causa di dolore al collo. Penso in particolare alla nevralgia nervosa di Arnold, che merita un articolo a sé, perché è abbastanza comune da essere studiata in dettaglio. In tutti questi casi, oltre al follow-up medico, lo Shiatsu è di grande aiuto ripristinando lo spazio tra i cervicali e calmando il dolore. In questo caso  niente di meglio che  l’uso dei meridiani e dei punti locali e distali, perché più l’energia circolerà liberamente così come i liquidi, più l’infiammazione si attenuerà.
      4. Tensione nervosa: in molte persone lo stress si accumula nelle spalle e nel collo fino a creare una tensione tale da immobilizzare parzialmente o totalmente la testa. In questo caso, non c’è bisogno di fare un disegno: Shiatsu, sì, mille volte sì.
      5. Posturale: una cattiva postura che si ripete ogni giorno è uno dei modi migliori per avere dolore al collo. Con infinite ore d’ufficio davanti a uno schermo, la testa tirata in avanti, o il troppo uso dello smartphone che spezza il collo quasi ad angolo retto verso il basso, l’informatica non ci aiuta proprio.
      6. Attività fisica: alcuni sport come il sollevamento pesi mettono a dura prova collo e nuca. Stessa cosa le trazioni alla sbarra. Ma anche il lavoro fisico come nel settore edile, che spesso richiede il sollevamento di materiali pesanti, avrà un impatto sul collo. È necessario massaggiare bene i muscoli e allungare.
      7. Caso raro: indossare il casco. Ricordo che nell’esercito durante le manovre ci si lamentava spesso di avere dolori alla sommità del cranio e al collo. Indossare un casco che pesava diversi chili tutto il giorno creava una piccola compressione che diventa dolorosa alla fine della giornata. Poi ho dimenticato. Ma anni dopo, quando ero diventato un praticante Shiatsu, ho ricevuto un professionista militare che si lamentava di mal di testa. In effetti, spuntava sempre dopo aver fatto esercizi con il casco.
      8. Psico-emotivo: il trauma psicologico può creare anche una tensione insopportabile al collo. Ricordo una giovane donna che ebbe attacchi di tetania cervicale che la fecero urlare. Per tutta la sua infanzia, suo padre afferrava per il collo e le schiacciava  la faccia sui libri di scuola quando non capiva le sue lezioni mentre le urlava contro. Era fuggita da suo padre e dal suo paese, ma il dolore persisteva. Ancora una volta, lo Shiatsu è stato sovrano e gli ha permesso di uscire dalla sua rigidità e dal suo dolore. L’uso dei punti Finestra del Cielo è molto efficace in questo tipo di casi.
      9. Climatico: eccoci in quelli che la medicina orientale chiama “fattori climatici esterni”. Il più noto è il vento, che irrigidisce il collo, soprattutto se abbinato al freddo. Da qui l’interesse di indossare una sciarpa o di avere un cappuccio durante l’autunno (una delle stagioni ventose) e l’inverno (stagione fredda). Ma il vento-umidità non è molto meglio.
      Collo tirato in avanti (a sinistra), tipico dell’uso dello schermo del computer tutto il giorno.

      Come ho detto, questo elenco non è esaustivo, ma ha il merito di dipingere un quadro relativamente chiaro delle cause della rigidità e del dolore al collo.

      Eziologia nella Medicina Estrema Asiatica

      Piuttosto che parlare di Medicina Tradizionale Cinese, o Medicina Tradizionale Orientale (da dove inizia l’Oriente?), è più corretto parlare di MEA per Medicina Estrema Asiatica, perché se la Cina è stata la culla di questa medicina, è un buon millennio che Vietnam, Giappone e Corea hanno assorbito e poi rielaborato questa medicina. Inoltre, il termine “orientale” è usato sempre meno per designare l’Asia, perché si riferisce all’orientalismo del XIX secolo e al suo colonialismo.

      Se gli approcci e le tecniche possono variare un po’, d’altra parte il background e le teorie rimangono le stesse. Cosa dice la MEA sulla rigidità e il dolore del collo?

      1. Come detto prima, sono innanzitutto i fattori climatici ad aggredire il Qi difensivo. Il collo, essendo spesso scoperto, offre un parco giochi dove il vento può penetrare facilmente. Chi non ha mai avuto un torcicollo dopo essere stato fuori in una giornata ventosa, piovosa e/o fredda? È un grande classico. Se agisci molto velocemente, massaggiando, riscaldando il collo e l’interno del corpo con una bevanda calda, o semplicemente facendo un bagno molto caldo, passerà facilmente. Se invece lo lasciamo così com’è, pensando che domani andrà meglio e bene… anzi, il giorno dopo non andrà meglio, al contrario. Questo è il modo migliore per avere nella migliore delle ipotesi un collo rigido e nel peggiore  febbre e brividi.
      1. Nel contesto opposto, troppo Calore danneggia i Fluidi Corporei. I muscoli si seccano così come i tendini e i legamenti. Conclusione, il collo si irrigidisce, ma questo sintomo sarà abbastanza generale in tutto il corpo. Quindi, anche il vento- calore non va bene.
      1. Il vuoto di Qi e la stasi del sangue, bloccheranno i muscoli del collo. È un classico, perché non appena il Qi si ferma, il Sangue ristagna. Non appena ristagna, compaiono dolori muscolari.
      1. Deficit del Yang di rene. Questo è meno ovvio, almeno non necessariamente ci pensiamo. Tutti i meridiani Yang sono presenti sulla testa e il più grande di essi è il Tai Yang. Il Tai Yang è la coppia PI-Vescica Urinaria, ma la Vescica è anche legata ai Reni (relazione Biaoli). Quindi, se il Rene Yang non sale fino in fondo, non ci sarà abbastanza movimento e potenza per la Vescica che passa attraverso il collo per fare il suo lavoro. Questo sarà avvertito da un dolore più o meno sordo che può arrivare fino alla rigidità.
      1. Caso raro: vento-tossico per ferita/taglio. Philippe Sionneau[i] segnala questo caso a cui non pensiamo mai. E per una buona ragione. Questa è la definizione cinese del tetano. Si tratta quindi di un’emergenza medica che non è di competenza dello Shiatsu. Di solito siamo vaccinati contro questa malattia fin dall’infanzia. Ma se fai Shiatsu in Africa o in Asia meridionale, è del tutto possibile che ti imbatti in questo caso. Per distinguerlo, ecco l’elenco dei sintomi: rigidità e ipertono del collo a seguito di un taglio. Mascelle tese. Febbre e brividi (questo dovrebbe avvisarti). Mal di testa, disforia, agitazione. Ma soprattutto rictus facciale che ricorda un sorriso contorto e convulsioni degli arti. Il polso è in corda e stretto. Un solo riflesso: l’ospedale.

      I test da conoscere per evitare incidenti

      Data la complessità del collo, è meglio assicurarsi di non ferire la persona che viene a trovarti. Per questo è importante conoscere i test discriminatori che consentono di verificare se esiste un rischio a manipolare e trattare il collo. Ce ne sono quattro in tutto che sono molto semplici. Ma se non li hai appresi con un insegnante, ti consigliamo di non farlo senza un po’ di formazione preliminare.

      1. Test per una frattura cervicale. Il paziente è seduto, la testa e la schiena dritte e la parte superiore della testa viene premuta con entrambe le mani. Se c’è dolore alla pressione, il paziente viene inviato per una radiografia di controllo
      2. Prova per colpo di frusta. Sempre nella stessa posizione, metti le mani dietro su entrambi i lati della base della testa e allunga la testa verso l’alto. Se c’è dolore, c’è un colpo di frusta. È importante non continuare a tirare e immobilizzare il collo.
      3. Test per la compressione dei nervi o danni al plesso cervico-brachiale (test di Adson). Il paziente è seduto. Viene chiesto loro di estendere un braccio orizzontalmente di lato e poi portare l’orecchio verso la spalla opposta al braccio teso. Chiedi di ruotare per guardare il palmo del braccio teso. Alza la mano tesa. Se appare dolore nel palmo della mano, c’è uno spasmo del plesso cervico-brachiale. Fallo su entrambi i lati. La presenza di dolore è una controindicazione alla mobilizzazione cervicale.
      4. Test dell’arteria cervicale (test di Addison Wright). Il paziente è seduto. Chiedigli di girare la testa il più possibile di lato, poi fallo guardare in alto e indietro. Aspetta qualche secondo. Se nella visione compaiono mosche (punti neri) o se la vista è offuscata o compaiono vertigini, allora c’è un problema con le arterie cervicali. Non manipolare il collo e indirizzare il paziente a un medico che potrà prescrivere un Doppler.
      Test d’Adson

      Trattamento shiatsu per il collo

      Secondo le scuole di Shiatsu, i trattamenti sono diversi. Zen Shiatsu si concentrerà sulla pressione dei punti meridiani, Shiatsu Namikoshi sui punti muscolari. Ovunque ci sono alcune tecniche di massaggio e mobilizzazioni delicate in tutte le direzioni con allungamenti continui. La scuola Ohashi è l’unica che propone di aggiungere un braccio di leva usando il tenugui per ottenere un effetto più forte. La scuola Shiatsu e Fascia di Gabriella Poli insiste sulla mobilitazione delle fasce, che è più sottile. Tutti sono buoni indizi, ma da usare con saggezza e con piena coscienza. Da qui l’interesse degli elenchi sopra riportati, perché permettono di fare un’utile valutazione dalla quale escluderemo direttamente tutti i casi che ricadono nell’ambito medico o osteopatico/chiropratico. In altri casi ci porremo la domanda sulla nostra capacità di curare da soli o in coppia con un osteopata, un fisioterapista o un agopuntore. Infine, nei casi in cui lo Shiatsu può agire, è importante saper differenziare le cause per curare correttamente gli squilibri. Perché affidarsi esclusivamente all’energia del Cielo e della Terra può essere un po’ riduttivo. Essere un professionista Shiatsu[ii] consiste nel capirne le cause, nel saper risolvere i casi e nell’assumere le proprie scelte.

      Buona pratica !


      Autore: Ivan BEL, con la gentile partecipazione di Caroline Bourguignon per i Test  (Scuola Occitane di Shiatsu Tradizionale)

      Traduttore: Nathalie Durand


      Appunti:

      [i] “Malattie e sintomi nella medicina cinese”, volume 4. Philippe Sionneau, editore di Guy Trédaniel, 2005.

      [ii] Personalmente posso solo consigliarti di evitare corsi brevi inferiori ai 3 anni o inferiori a 500 ore, soprattutto quelli che pretendono di darti un diploma dopo un fine settimana. Opta sempre per i corsi più impegnativi, più lunghi e più ricchi di contenuti. 😊

      Intervista Bernardo Corvi: il cuore immenso dello Shiatsu

      Intervista Bernardo Corvi: il cuore immenso dello Shiatsu

      Reading Time: 23 minutes

      Nel mondo dello Shiatsu ci sono persone davvero affascinanti. Questo è il caso di Bernard Corvi, che vi presentiamo in questa intervista. Praticante di Shiatsu, poi insegnante, scrittore sull’argomento e infine imprenditore. Viaggiatore instancabile, gran lavoratore, mette soprattutto tutta la sua conoscenza dello Shiatsu al servizio dei più deboli. Giudichiamo: prigionieri, prostitute, truffatori, monaci buddisti, preti… si prende cura di tutti senza fare alcuna distinzione. Per lui, ogni essere umano merita di essere aiutato.


      Ivan Bel: Ciao Bernardo Corvi. Sono molto felice di intervistarti perché sei una persona straordinaria. Imprenditore, hai sviluppato il marchio Tatamiportable.com, ma non è questo che mi interessa oggi. Vorrei che parlassimo delle tante cose che hai raggiunto e della dimensione sociale che ti anima attraverso lo Shiatsu. Potresti iniziare dicendomi chi sei, da dove vieni e come lo Shiatsu è entrato nella tua vita?

      Bernardo Corvi: Ciao, Ivan, grazie per l’opportunità che mi offri. Mi chiamo Bernardo Corvi, abito in Italia, in un piccolo paesino rurale che si chiama Lesignano de’ Bagni, in provincia di Parma. Ho incontrato lo Shiatsu potrei dire per caso agli inizi degli anni ‘80 del secolo scorso ma fino alla fine degli anni ‘90 ho praticato solo sporadicamente, da autodidatta, qualche pressione. Verso la metà degli anni ‘90  ho perfezionato la mia formazione con una delle scuole più rappresentative dello Shiatsu in Europa: Accademia Italiana Shiatsu Do. Ho, fin da subito, intuito le enormi potenzialità psicologiche, sociali e umane che la sua pratica offriva come opportunità. Mi ha appassionato fin dai primi istanti di pratica. La pratica mi ha fatto scoprire occasioni e possibilità di relazioni umane intense e profonde. 

      So che storicamente parlando, il primo Paese europeo in cui è arrivato lo Shiatsu è stato l’Italia. Potresti dirmi chi è stato il primo italiano a portare lo Shiatsu nel tuo Paese? Lo conoscevi?

      La prima persona a portare lo Shiatsu in Italia è stato Rodolfo Palombini [i], addirittura il primo europeo a portare questa tecnica fuori dai confini giapponesi. Era il 1964, quando al seguito delle squadre italiane alle olimpiadi di Tokyo, frequentò il corso di formazione della Nippon Shiatsu College di Namikoshi. Nel 1981 fondò a Roma la Scuola Italiana di Shiatsu oggi diretta dal figlio, Fulvio [ii].

      Figure di riferimento per lo Shiatsu in Italia sono il maestro Yuji Yahiro, che dal febbraio 1974 inizia a praticare e a diffondere lo studio dello Shiatsu nel Centro ‘Bu sen’ di Milano. Proprio in quel centro nel 1975 inizia lo Studio anche una delle figure fondamentali per lo Shiatsu in Italia: Mario Vatrini [iii]. Vero ricercatore, ebbe intuizioni geniali, dando contributi preziosi e offrì apporti rivoluzionari alla pratica dello Shiatsu in Italia.

      Pratica Shiatsu a San Cristobal de las Casas – Chiapas, Messico

      Ho conosciuto il maestro Yuji Yahiro e frequentato un seminario con lui e partecipato ad un seminario nel 2004 dove erano presenti tra gli altri il figlio di Rudy Palombini, Fluvio e Mario Vatrini.

      Oggi lo Shiatsu è abbastanza diffuso in Italia che ha, probabilmente, uno dei migliori livelli in Europa. Qual è ora la situazione dello Shiatsu italiano? È riconosciuto dallo Stato?

      In Italia Lo Shiatsu è una attività libera, all’operatore Shiatsu non si richiede nessun titolo di studio, nessuna iscrizione ad albi, collegi, associazioni. Non esistono vincoli che possano impedire l’accesso alla professione, chiunque può svolgere tale attività. Solo che decide di fare della pratica dello Shiatsu la sua attività lavorativa dovrà attenersi alle normative riguardanti gli obblighi fiscali, contributivi, rispetto della privacy ecc. Adempimenti non richiesti per chi intende praticare la disciplina per hobby, cultura personale, volontariato senza percepire alcun compenso.

      In Italia è stata emanata una legge, la 4/2013 che costituisce la normativa di riferimento in materia di ‘professioni non organizzate in ordini o collegi’, o anche ‘professioni associative’ e prevede la possibilità di formare associazioni di natura privatistica per le professioni senza albo. La legge viene emanata nel rispetto dei principi dell’Unione Europea in materia di concorrenza e libertà di circolazione.

      Le associazioni professionali di Shiatsu in Italia più importanti sono tre: Apos, Cos, Fisieo alle quali sono richiesti determinati requisiti per poter essere riconosciute dal MISE, ministero dello sviluppo economico. Come descritto prima, pur non essendo obbligatoria per la professione l’iscrizione ad una associazione, rappresentano la figura dell’operatore professionale di Shiatsu nei confronti dello stato, ne garantiscono la qualità della formazione e la trasparenza allo scopo di certificare all’utente finale la certezza di maggior qualità professionale.

      Torniamo a te. Lo Shiatsu è stato per te una tale rivelazione, che hai deciso presto di proporlo oltre i confini italiani, in particolare tenendo corsi in Messico, Cuba e all’Università di Brasilia, la capitale del Brasile. Raccontami questa esperienza, per favore.

      Man mano che mi addentravo nella pratica, scoprivo che aumentava parallelamente anche la qualità della mia vita. Mi sentivo e mi sento tuttora appagato ed emozionato ogni volta che appoggio le mani e pratico Shiatsu insieme alle persone. Ogni contatto è una esperienza nuova, intensa, piena di relazione che, spesso, trascende gli stati della coscienza.

      Ho scoperto che grazie alle pratiche di volontariato lo Shiatsu poteva entrare in tutti quei luoghi in cui difficilmente le porte di aprono, parlo specialmente degli ambiti della grave sofferenza sociale. Gestendo la formazione di parte della mia regione, per la scuola di cui facevo parte, ho avuto la possibilità di organizzare, anche grazie ai miei allievi, diverse esperienze di volontariato come ad esempio le pratiche nelle strutture psichiatriche in cui già ero presente, la nostra presenza nelle tendopoli che ospitavano le vittime del terremoto in Emilia nel 2020, le esperienze in carcere.

      Bernardo in posa davanti alla bandiera cubana

      Un fatto preciso però mi ha portato in Brasile. Collaboravo in maniera molto attiva ai progetti di una associazione che, purtroppo oggi è stata chiusa: Shiatsu Do volontariato Onlus. A sua volta questa associazione sosteneva progetti in Brasile attraverso il progetto Fly (Felipe de Lyon) diretto da Donna Vittoria Garofalo, scomparsa pochi anni fa, conosciuta proprio da Mario Vatrini nei sui viaggi relativi allo studio delle condizioni di trance nell’Umbanda [iv]. Il progetto si prefiggeva di offrire un’istruzione scolastica e un pasto caldo giornaliero a bambini in una cittadina situata ad un paio di ore di auto da Brasilia: Palanltina de Goyas. All’epoca stavo lavorando alla stesura del mio primo scritto, un libro di poesie, ispirate dal movimento interiore nato dalla mia pratica. Un fatto terribile, la morte in condizioni drammatiche di Valentina a diciotto anni, figlia della mia collaboratrice e collega più stretta, mi ha portato a chiedermi come fare per poter continuare la grandiosa opera di questa ragazza e della madre nel decidere di donare i suoi organi per salvare la vita di altre persone. Ho trovato un editore sensibile al progetto ed abbiamo stampato le copie del libro, donando tutti gli incassi al progetto in Brasile. Questo avrebbe aperto le porte del mio ricchissimo viaggio là, approfittando di una formazione di Shiatsu iniziata da una istruttrice brasiliana della nostra scuola in cui fungevo da supervisore in qualità di istruttore “anziano” della scuola e che ci ha portato a tenere anche alcuni incontri con studenti della facoltà di fisioterapia nell’università di Brasilia.

      Foto di gruppo dopo il seminario pratico con gli studenti di fisioterapia della Faculdade de Educação dell’Università di Brasilia

      Tutti i miei successivi libri, che raccontavano di diversi aspetti della mia pratica, hanno seguito la missione dedicata a Valentina e, ancora una volta, tutti gli incassi sono sempre stati devoluti per sostenere diversi progetti di volontariato in Italia e all’estero. La supervisione sulla formazione di qualcuno di questi progetti mi ha portato a San Cristobal de las Casa, in Chiapas, e a La Habana, Cuba. Racconto le nostre esperienze scritte da me e da un mio collega residente a Cuba in un ulteriore libro.

      Incredibile! Un’altra importante iniziativa da parte tua è stata quella di aprire il primo corso di Shiatsu al mondo in un ambiente residenziale per persone con disturbi mentali che hanno commesso crimini. È fantastico, si potrebbe avere paura di queste persone, ma a quanto pare non è stato il caso. Come ti sei comportato con l’amministrazione del centro e con queste persone? Quali sono stati i risultati?

      Il progetto per l’effettuazione di un corso di Shiatsu presso la struttura Rems di Casale di Mezzani (Parma) nasce dalla volontà dell’Azienda Sanitaria Locale di Parma, di inserire nei propri programmi educativi rivolti agli ospiti della struttura anche questa pratica Shiatsu la cui efficacia era già stata sperimentata nel corso di oltre quindici anni di trattamenti riconosciuti dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche. L’organizzazione nella struttura di Casale di Mezzani, iniziata nel mese di Settembre 2015 (anno di apertura di questa struttura) è rinnovata anche per gli anni successivi prevedeva di fatto trattamenti per tutti gli ospiti della struttura, nessuno escluso.

      Pratiche presso “La Casa del Tibet” a Votigno di Canossa (Reggio Emilia – Italia), un centro culturale nato sotto la diretta benedizione di S.S. il XIV Dalai Lama

      La legge 81 del 2014 ha istituito in Italia una struttura sanitaria che non ha eguali nel resto del mondo. Il percorso è iniziato oltre 40 anni fa, con la famosa Legge 180 del 1978 che ha decretato la chiusura dei manicomi. Con questa legge è finita un’epoca, quella del trattamento penale del folle. Per la Costituzione Italiana chi è stato giudicato incapace di intendere e di volere nel momento nell’atto di compiere un fatto che costituisce reato, non è perseguibile penalmente. Fino al momento della entrata in vigore della legge i pazienti psichiatrici autori di reato venivano reclusi in una struttura denominata OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) che di fatto erano i manicomi criminali. Erano luoghi dove paradossalmente chi aveva commesso un reato causato dalla sua patologia si trovava a scontare una pena maggiore di chi aveva commesso lo stesso reato non avendo nessuna patologia. Le Rems non sono strutture giudiziarie ma strutture sanitarie in cui le persone vengono indirizzate dal magistrato competente e rispondono a specifici requisiti. La mission principale di queste strutture, che rispondono ad una psichiatria di comunità, è basata sul principio della “recovery” e il progetto principale è l’attuazione di un progetto terapeutico individualizzato teso a riscoprire e promuovere le capacità peculiari di ciascun individuo. Lo scopo principale della struttura, oltre a garantire la certezza delle cure a chi ne ha bisogno (sancito dalla costituzione) è quello del suo reinserimento nella società contribuendo ad abbattere quella pericolosità sociale che il gesto commesso ha portato con sé.

      Il corso, come si poteva presumere è stato un corso sperimentale aperto ad operatori e ospiti della struttura e ha portato a risultati eccezionali, che riporterò nel mio prossimo libro: “Un particolare stato dell’essere, aspetti psicologici, sociali e umani della pratica dello Shiatsu in ambito sociale”, sia per quanto riguarda gli ospiti che gli operatori coinvolti nel progetto ma anche per la responsabile della struttura. Un corso avveniristico che ha toccato nel profondo le nostre motivazioni, le nostre paure e le nostre ansie e ha dato in cambio emozioni intense, ha fatto superare barriere e pregiudizi facendo scoprire la persona invece del suo reato.

      È stata questa esperienza che ti ha spinto a fornire cure in ambiente carcerario, presso il carcere “La Pulce” in Emilia Romagna?

      No, in realtà è proprio il contrario, è grazie alle esperienze di volontariato sia nel carcere , prima al carcere minorile femminile del Beccaria a Milano poi a quello di Reggio Emilia e al mio lavoro di trattamenti Shiatsu, svolto per tanti anni in ambito psichiatrico, che ho avuto le competenze per essere coinvolto in un progetto così grandioso come quello della Rems; l’effettuazione dei trattamenti prima e del corso successivamente. I progetti in carcere nascono grazie alla capacità di una mia collega di Milano per quanto riguarda il minorile femminile e per la volontà di un mio allievo, impiegato nel comune di Reggio Emilia, che mi ha espresso l’intenzione di portare i nostri trattamenti in carcere. In quel momento mi sono attivato e grazie alla collaborazione tra noi, io con le mie competenze, lui con le sue conoscenze e grazie all’interesse dell’assessore alle politiche sociali del comune abbiamo stilato un progetto assieme al direttore del carcere. Anche il grande aspetto umano di queste esperienze verrà riportato nel mio prossimo libro. 

      Bernardo Corvi presenta uno dei suoi libri “Non sei solo…”.

      Si può dire che le esperienze vanno tutte nella direzione dell’apertura del cuore. Ed è stato allora che nel maggio 2012 si è verificato il terribile terremoto a Mirandola, sempre in Emilia Romagna. Ricordo che ci furono morti, molti feriti e soprattutto molti edifici distrutti. Cosa fai allora quando vieni a sapere di questa situazione?

      Ancora una volta è la collaborazione che porta a poter pensare a progetti di sostegno così grandi. Il ruolo di formatore è una missione che può offrire ampi orizzonti sia agli allievi, dando la possibilità di far vivere loro esperienze molto intense in un certo senso anche profondamente spirituali, sia per il percorso di crescita dell’insegnante stesso. E’ molto bello mettersi a disposizione dei sogni degli allievi se sai di avere le competenze necessarie per poterli realizzare assieme. Ecco il ruolo dell’insegnante, quello cioè di individuare ciò che risiede nell’anima dei propri compagni di viaggio, verificarne la coerenza e la fattibilità e permettere di poter far nascere le esperienze dettate dal Cuore, come giustamente tu sottolinei. In questo modo una disciplina diventa una esperienza di vita. Organizzare la nostra presenza nelle tendopoli di Mirandola è stato un lavoro faticoso che ha messo in gioco oltre alla mia resistenza fisica anche le motivazioni morali e spirituali. Abbiamo portato sostegno alle persone che avevano perso tutto ma che si sono ritrovate, anche solo per pochi momenti in una bolla di pace e serenità. Abbiamo praticato nelle tende messe a disposizione della protezione civile, grazie al patrocinio del comune di Mirandola, dove, pur con i condizionatori d’aria le temperature raramente scendevano sotto i 50 gradi. Sono stati coinvolti oltre 70 operatori provenienti da tutta Italia di tutte le scuole. Il progetto ha portato alla stesura del libro “gli angeli delle Shiatsu” ormai esaurito.

      Shiatsu a Ciccio, una persona di 90 anni in Italia.

      Immagino che attraversare un’emergenza debba essere stato sia umanamente difficile, ma allo stesso tempo un momento fantastico per vedere cosa può fare lo Shiatsu per le popolazioni in difficoltà. Dal punto di vista professionale, cosa ti ha portato questa nuova esperienza? Hai cambiato il tuo Shiatsu?

      Hai ragione, la pratica dello Shiatsu nell’ambito della sofferenza, sia che siano popolazioni sia che siano persone singole in difficoltà fa comprendere la vera importanza della disciplina che in questo modo si trasforma in arte. Senz’altro lo Shiatsu è una tecnica che utilizza pressioni portate con il palmo della mani, i pollici, avambracci, gomiti e apporta un beneficio a tensioni muscolari, disagi di vario tipo stimolando la forza vitale intrinseca di ogni persona ma da anni in Italia si sta portando avanti un discorso di Shiatsu non terapeutico, ma uno Shiatsu di valori. Lo Shiatsu funziona proprio perché si instaura un rapporto intrinseco tra le due persone coinvolte in un trattamento permettendo una migliore condizione secondo potenzialità, tempi e modalità peculiari di ogni persona. Risponde senz’altro a verità, però, che lo Shiatsu è una disciplina evolutiva. La miglior qualità della vita che questa pratica genera, oltre alla risposta agli stimoli che le pressioni determinano, è profondamente in relazione al fatto che tutte e due le persone sono protagoniste, in un processo che risponde ad un senso di reciprocità; rapporto che porta ad esprimere la parte migliore di una coppia e dove esiste un rapporto di qualità è aperto il cammino verso un profondo stato di cambiamento che porta ad un livello di consapevolezza superiore. Possiamo allora definire, senza ombra di dubbio, lo Shiatsu un incontro, un momento in cui nasce spontaneo e delicato un colloquio, che si esprime attraverso un codice non verbale. Un linguaggio attento, educato ma che, soprattutto, ascolta. Un modo di esprimersi che, libero da grossolanità e superficialità, arriva a volte a sfiorare strati profondi della coscienza. Sono sempre stato d’accordo con il mio amico Francisco Contino, responsabile dei progetti a Cuba [v] quando definisce che lo Shiatsu non è un massaggio, ma un messaggio.Il modo di fare Shiatsu cambia pressione dopo pressione, esperienza dopo esperienza, relazione dopo relazione. Se è vero che esiste uno Shiatsu per il benessere è vero che esiste anche uno Shiatsu per il sollievo. Il benessere è a portata di mano per molti ma il sollievo, invece, potrebbe essere una condizione molto difficile da raggiungere per altre, da sempre impegnate in un difficile percorso di disagio che possa essere fisico, sociale, umano. Ecco dunque uno Shiatsu che ascolta, non che ricerca, che si adegua, non che vuole imporre cambiamento, che percepisce il senso del proprio tocco.

      Attraverso la tua vita di praticante Shiatsu vediamo quanto la dimensione sociale e umanitaria sia molto presente in te e devo dire che lo trovo magnifico. Oggi fai seminari specifici su “Shiatsu in un contesto di grave disagio sociale”. Mi puoi dire in poche righe di cosa si tratta?

      Sembrerà strano ma i seminari che organizzo al di fuori dell’ambito della formazione vertono principalmente non sull’insegnamento di nuove tecniche, cosa in cui, peraltro moltissimi colleghi sono ben più competenti di me,  piuttosto sulla crescita personale attraverso la pratica dello Shiatsu. ti riporto il commento di una operatrice di Roma che mi sembra essere il più rappresentativo. Diceva: ”Ho seguito molti seminari e molti maestri molto bravi ma questo seminario è l’unico che mi ha ricondotta a me stessa”.   

      Non esiste un modo di praticare Shiatsu in ambito di grave disagio sociale che non sia quello che già facciamo tutti i giorni. Nei miei seminari, dunque, non propongo strategie nuove o addirittura “miracolose”. L’essenza sta nel ricondurci a noi stessi. Dunque un percorso verso l’ aumento della propria consapevolezza che permetta di utilizzare la tecnica già posseduta per riconoscerci lì, insieme all’altro, accomunati da un desiderio di condividere emozioni, stati d’animo, sofferenze, ma anche momenti di sollievo. Un processo alla riscoperta di ciò che già sappiamo fare, quindi, ma con una attenzione maggiore per riconoscere la morbidezza nelle nostre mani che permette di accogliere, comunicare con l’altro. Un processo che ci ricordi sempre di non imporre ma ascoltare. Di non volere, ma di volare insieme all’altro, riconoscendolo come parte complementare di noi. E’ necessaria, dunque, una crescita interiore che ci permetta di percepire, in ogni momento della relazione, che il momento più importante di un trattamento Shiatsu è quello che stai vivendo in quell’esatto momento. Attenzione al respiro, all’allentamento delle tensioni muscolari, a sentire quel peso che si appoggia sul corpo dell’altra persona e ne entra in profondità. Profondità nei tessuti, nelle fasce, ma anche profondità di sentimento, di relazione.

      Il tutto passa anche attraverso la proposta di meditazioni e, a seconda del contesto, recitazione di Mantra. 

      Lezione di shiatsu nella sede del gruppo “Integracion Armonica” all’Avana

      A che punto della tua vita ti sei detto che oltre allo Shiatsu avresti realizzato anche dei tatami da massaggio e li avresti venduti?

      Da oltre quindici anni produco questi tatami trasportabili [vi]. Li produco tutti uno per uno, in un piccolo laboratorio che ho sotto casa. Ho iniziato perché avevo notato l’esigenza sia degli allievi che quella degli operatori professionali, cioè quella di avere una postazione di lavoro che si potesse trasportare comodamente, leggera, comoda e molto morbida per le ginocchia. Ho testato tanti materiali finchè ho trovato quelli che uso attualmente che sono di qualità tecnica altissima. Grazie al fatto che io stesso praticavo tutti  sopra questi tatami tutti i giorni ho potuto progettare misure specifiche, e testare le qualità necessarie per avere un prodotto al top di gamma. Da oltre quindici anni ne produco almeno 250 all’anno e li spedisco oltre che in tutta Italia anche in gran parte dell’ Europa. Sono presenti miei tatami anche a Cuba, in Messico, in Martinica, Brasile e altre parti del mondo. Sono riuscito a realizzare questi tatami perché di mestiere facevo il calzolaio, avevo dimestichezza nel cucire a macchina e ho tutt’ora diverse macchine da cucire. Sapere che anche attraverso l’utilizzo dei miei tatami ho dato la possibilità di praticare comodamente a migliaia di persone mi riempie di gioia e mi fa sentire anche in parte protagonista riguardo la diffusione della pratica dello Shiatsu nel mondo. E’ una bella sensazione.   

      Quando ho lanciato la piattaforma MSH, sei stato uno dei primi a contattarmi spontaneamente per offrirmi donazioni della tua attrezzatura. Grazie mille per la tua generosità! Vorrei concludere questa intervista con un tuo messaggio, indirizzato direttamente alla comunità Shiatsu che ti leggerà in francese e in inglese. (Sentiti libero di parlare di quello che vuoi)

      Sono io che ringrazio te. Quando ho visto il lavoro che facevate mi sono sentito partecipe e so che posso aiutare delle persone che mettono il Cuore in quello che fanno a rendere la loro pratica più agevole, più comoda. Sembrerà strano ma quando sento che posso aiutare delle persone a svolgere il loro lavoro meglio mi sento felice. Ho sperimentato quanto sia faticoso praticare Shiatsu in condizioni estreme e in questo modo mi sembra che anche una piccola parte di me sia all’interno di quel trattamento che voi dispensate alle persone nei vostri progetti. 

      Bernardo che scrive

      Posso concludere con alcune frasi tratte dal mio prossimo libro: 

      Nella mia vita ho praticato assieme a monaci buddisti, parroci, laici. Ho fatto trattamenti a uomini che avevano tolto la vita a propri simili, a truffatori, ladri, imbroglioni, prostitute. Ho fatto trattamenti Shiatsu a persone illuminate ma anche persone normali, quelle di tutti i giorni. Eppure… ogni volta che ho appoggiato le mani su ognuno non ho mai percepito nessuna differenza nella loro vitalità, nel loro spirito profondo, quella “cosa”, cioè, che permea l’anima ancestrale delle persone e che le rende, comunque, costituite della stessa essenza che compone ogni essere vivente.

      Ad ogni persona batte il cuore che ha in petto, ad ogni persona scorrono sangue e Qi, concetto fondamentale per la cultura cinese, all’interno del corpo. Ogni persona prova sentimenti. Tutti, nessuno escluso, nutrono amore per qualcuno.

      La razza umana ha un bisogno immenso di amore per affrontare il proprio cammino verso una illuminazione, superare l’odio. Sentimenti nobili ma semplici che molte volte si esprimono attraverso azioni gentili. “La mia religione è una sola: gentilezza” ha insegnato S.S. il XIV Dalai Lama. Gesta ricche di intenzione e di attenzione, che generano riconoscenza, gratitudine. Riconoscenza è atto di amore.

      Grazie mille per la tua testimonianza, è una fortuna incontrare una persona come te.

      Con piacere


      Autore : Ivan Bel

      Aiuto: Stefano Realis e Nathalie Durand


      I libri catalogati di Roberto Corvi:

      • Altri amici, un piccolo diario di esperienze Shiatsu in psichiatria e in prigione ; (éd. Académie italienne Shiatsu Do),
      • Gli angeli dello Shiatsu ; éd. DB communication, 2013
      • Incontrare il Tao a La Havana e altrove ; éd. DB communication
      • Non sei solo… La pratica dello Shiatsu in ambito sociale ; éd. Mowie & Web

      Note:

      • [i] Rodolfo Palombini (Rudy 1930 – 1994) ha introdotto lo Shiatsu in Italia. Fondatore della Scuola Italiana di Shiatsu – S.I.S. (1979), esperto in massoterapia, ha ottenuto nel 1964 il primo diploma europeo di Shiatsu-terapista presso la Nippon Shiatsu School (oggi Japan Shiatsu College) allora diretta dal Maestro Tokujiro Namikoshi. R. Palombini ha approfondito i suoi studi sullo Shiatsu Namikoshi introducendolo nella terapia riabilitativa e nella traumatologia sportiva. L’esperienza acquisita negli anni, gli anni di appunti, prove e ricerche hanno portato alla naturale evoluzione dello Shiatsu Namikoshi nel metodo Palombini, un’attenta codificazione di un sistema adattato alle esigenze del mondo occidentale.
      • [ii] Nel 1994, il figlio di Rudy, Fulvio Palombini (nato nel 1955), reumatologo e professore di fisioterapia all’Università di Roma “La Sapienza”, prese in mano la scuola. Fulvio Palombini, fedele alla sua formazione di medico, nel rispetto della sua attività professionale, la riabilitazione motoria, lavora affinché il mondo scientifico rivolga il suo sguardo verso lo Shiatsu di Namikoshi, per valutarne l’efficacia attraverso la sperimentazione.
      • [iii] Mario Vatrini è morto nel 2007. Esiste solo un libro in circolazione, scritto nel 1998, intitolato “Strategie di Shiatsu”. Bernardo mi dice: “Ho una versione pubblicata da Curcu e Genovese editore 2004. Nella breve didascalia sul retro della copertina si legge semplicemente: “Mario Vatrini, allievo diretto dei Maestri Yahiro e Masunaga, pratica lo Shiatsu dal 1975 e si è diplomato allo stile Iokai di Tokyo nel 1977. Ha una scuola di Shiatsu “Majinai”. È noto per la sua competenza.
      • [iv] Nel 1992-93 Mario Vatrini trascorse alcuni mesi in Brasile per sperimentare personalmente le condizioni di trance degli Umbanda, culti sincretici nati dal contatto tra religioni tradizionali africane e cristianesimo, vicini ai Cadomblé originari di Rio de Janeiro. Questo soggiorno lo ha portato a conoscere e approfondire il rapporto di amicizia e collaborazione con Donna Vittoria Garofalo, figlia di immigrati italiani e fondatrice del progetto Fly (Felipe de Lyon) con sede a Planaltina de Goyas, che si propone di fornire istruzione e un pasto caldo ai bambini del posto.
      • [v] Per saperne di più su questa missione a Cuba, leggi questo articolo in italiano. Di Francisco Contino, ecco cosa dice di lui Bernardo Corvi: “Ho scritto il libro “Incontro con il Tao…” con Francisco. Nella sua presentazione del libro, dice: “FRANCESCO CONTINO. Quando, per qualche motivo, ha dovuto scrivere il suo curriculum vitae, Francisco si è reso conto che durante tutta la sua vita è arrivato tardi alle decisioni importanti; la classica persona che capisce ciò che gli interessa veramente solo dopo aver sprecato anni a fare ciò che non gli interessa veramente. Si potrebbe dire che soffriva di uno sfasamento cronico del tempo. Questo si può dire dei suoi studi universitari, del suo lavoro come impiegato e poi come insegnante, e così via con tutte le altre tappe importanti della sua vita. Un tratto che si è ripetuto per i suoi due più grandi amori, lo Shiatsu Do e soprattutto sua figlia Annabella. Il lato positivo era che frequentare persone più intelligenti e giovani lo faceva sentire più giovane della sua età: il lato negativo era che soffriva di un senso di disagio per essere così in ritardo nel prendere piede. Un giorno, ovviamente in ritardo e ovviamente a Cuba, si è imbattuto nelle 4 leggi della spiritualità di SAI BABA, in particolare la terza: QUEL MOMENTO CHE INIZIA È IL MOMENTO GIUSTO. Così ora, quando deve compilare il suo curriculum vitae, scrive semplicemente: Francisco ha saputo prendere tutte le decisioni importanti della sua vita al momento giusto.
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      Touching the Invisible

      Touching the Invisible

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      Avete già sentito parlare ampiamente del libro “Touching the invisible – Exploring the Way of Shiatsu” di Chris McAlister, Jan Nevelius e Jeremy Halpin. Ci sono stati molti post e alcuni articoli su Internet. Anche se l’ho ricevuto già da diverso tempo, mi impongo sempre di non parlare mai di un libro prima di averne letta ogni riga, da qui il mio ritardo nel pubblicarlo. Comunque, questo non ha tolto nulla al piacere, e devo dire che questo libro mi è piaciuto molto, sia per il suo contenuto che per la qualità dei suoi contenuti. Perché questo non è un libro classico, ma il risultato di molte interviste in cui i tre autori si confidano e discutono di ogni tipo di aspetto dello Shiatsu. Come si può notare, non si tratta di un libro di tecnica. Ed è questo il bello!


      Pubblicato in inglese, questo libro ci parla dello Shiatsu da un punto di vista filosofico, etico, emozionale, professionale e teorico. È questa miscela che è davvero la cosa interessante. Non ci limitiamo a un solo aspetto, come nel caso dei libri di tecnica. Qui vengono trattati la maggior parte dei principali argomenti. Non si tratta di un corso in cui viene spiegato cos’è lo Shiatsu, ma piuttosto come viene affrontato dai tre autori, con le loro parole. Naturalmente allo scopo di facilitarne la comprensione ci sono riferimenti e capitoli specifici, ma non si tratta comunque di un testo per un corso. D’altro canto è di enorme supporto poter nutrire le nostre riflessioni sullo Shiatsu.

      Certamente alcuni argomenti sono tematiche classiche ben note per chi pratica Shiatsu. Cos’è il Qi, lo Yin/Yang, il Kyo/Jitsu, i 5 elementi, l’Hara. Ma gli autori ci spingono oltre, interrogandosi sul ruolo dell’operatore e su quello del ricevente, su cosa significhi trattare nello Shiatsu. Mi sono piaciuti in particolare gli ultimi capitoli sul presente e sul futuro di quest’arte terapeutica manuale. O quali sono le fasi e le condizioni per un trattamento efficace. Questo libro non parla di tecnica, ma – come avrete capito – di concetti, principi, condizioni. Facciamo un esempio. Qual è la differenza tra curare e guarire? Traduco la risposta di Jan:

      “Dipende dalla nostra definizione di curare e guarire. Nella medicina occidentale si parla di “guarire” per indicare la scomparsa dei sintomi: un’emicrania è guarita quando non la si sente più.  Tuttavia, questo non significa che sia stata curata a un livello più profondo e, con ogni probabilità, la causa dell’emicrania non è stata trattata”.

      E Jeremy aggiunge: “Lo Shiatsu ha una visione diversa della cura e della guarigione rispetto alla medicina occidentale. L’eliminazione o la riduzione di un sintomo tramite farmaci è spesso considerata una guarigione dalla medicina convenzionale. Il fatto che un nostro ricevente dica “sto bene finché prendo le pillole” non si definisce come guarigione nello Shiatsu e può altrettanto facilmente portare alla creazione di altri problemi”.

      Siamo assolutamente d’accordo!

      Ma pensare che il dibattito di questo capitolo sulla natura della cura della persona ruoti attorno a questa domanda significherebbe sottovalutare il livello di questo libro. Tutto è dettagliato in modo approfondito e i paragrafi parlano da soli a questo proposito:

      • Quali sono gli aspetti interni ed esterni della guarigione
      • Risvegliare le energie di guarigione
      • Il ruolo dell’intuizione nella cura
      • Consapevolezza e cura
      • Curare e guarire
      • I segni della guarigione
      • Il tempo e il processo di guarigione
      • La gamma di risultati nel processo di guarigione
      • Pregiudizi sulla guarigione
      • Gli stadi del processo di guarigione
      • Un apprendimento continuo

      Il minimo che si possa commentare è che la discussione sia approfondita e che non lasci troppe aree inesplorate. E lo stesso vale per ciascun capitolo. Di conseguenza, i tre autori di questo libro ci invitano a intraprendere un viaggio, a porci domande e percorsi di riflessione.

      Ho solo una critica da fare a questo libro: le sue dimensioni. È troppo grande per essere portato con sè facilmente, il che è un peccato. Un libro di riflessioni è generalmente un libro che si mette in borsa e si consulta di tanto in tanto, magari durante una passeggiata. Un po’ come i libri dei pensieri dei filosofi. Quindi si presta per leggerlo a casa, in silenzio, magari accanto ad un caminetto, su una buona poltrona, il che non guasta.

      Non ho ancora presentato gli autori, che non sono certo degli esordienti nel mondo dello Shiatsu, ma degli esperti insegnanti e praticanti.

      Chris McAlister è l’attuale presidente della European Shiatsu Federation (ESF) e della European Federation of Complementary Medicine (EFCAM), ma è anche un insegnante, un praticante, un grande conoscitore delle arti orientali, soprattutto marziali, e anche di spiritualità. Originario dell’Inghilterra, oggi vive in Svezia.

      Jeremy Halpin è australiano. Specialista di Shiatsu da 35 anni, insegnante e operatore, è stato ricercatore di medicina alternativa (CAM) tra il 2000 e il 2008 e docente di corsi di medicina complementare per medici e studenti di medicina presso il l’Istituto Karolinska di Stoccolma.

      Mi ha colpito particolarmente Jan Nevelius, che non conoscevo, che pratica lo Shiatsu da 40 anni ed è anche 7° dan di Aikido. Insegna anche Reiki e Qigong.

      In conclusione, non possiamo che essere felici dell’esistenza di questo libro, perché propone riflessioni per ogni livello. Il principiante, lo studente, il praticante e l’insegnante troveranno tutti qualcosa per arricchirsi di contenuti. Non possiamo che essere felici che questi tre moschettieri dello Shiatsu si siano riuniti per aprire il dibattito e contribuire alla comprensione della nostra arte. Consiglio quindi di mettere questo libro a fianco di “Cinquième Saison” come libri unici di riflessione sullo Shiatsu… fino al prossimo.


      Per saperne di più :


      Autore

      Ivan Bel

      Traduttore

      Michele Terenzoni
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        Vocabolario di Shiatsu in giapponese

        Vocabolario di Shiatsu in giapponese

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        Possiamo dire che lo Shiatsu è al centro di un paradigma che può sconcertare i neofiti così come i nostri riceventi: medicina cinese e pratica giapponese formano insieme questa terapia manuale. Ma ecco che, con i termini cinesi molto comunemente utilizzati per designare i meridiani o i punti,  nel mondo occidentale si tende a dimenticare che lo Shiatsu è di origine giapponese. È quindi bene imparare o almeno prendere dimestichezza con i termini giapponesi per designare le azioni o i concetti nella nostra arte così come assorbire maggiormente questo “sapore giapponese” di cui tutte le particolarità sono tutte da scoprire. Perciò due amanti della lingua giapponese hanno deciso di unire le loro conoscenze per offrirvi un piccolo glossario non esaustivo che vi permetterà di comprendere meglio il mondo dell’Estremo Oriente, i maestri giapponesi e di utilizzare il vocabolario appropriato per comunicare con loro.


        Peculiarità dei sinogrammi e della lingua giapponese

        Dobbiamo tenere presente questo fatto importante: i sinogrammi (cioè i caratteri cinesi) hanno tutti diversi modi di essere letti a seconda del contesto, il che consentirà loro di evolversi in una gamma di significati diversi. La lingua giapponese ha infatti molti meno fonemi (suoni diversi) rispetto al francese (22 contro 37). Pertanto, troveremo molti più omofoni in lingua giapponese. Il grafismo dei caratteri serve quindi a distinguere il significato dei suoni, poiché non possiamo fare affidamento solo al suono. Vedremo che un buon esempio di ciò è il suono SHIN che può significare “nuovo”, “cuore”, “dio”, “giusto”, ecc… I sinogrammi incarnano il pensiero dell’I Ching, mutano e si trasformano : cambiando i suoni cambiano il loro uso e significato.

        Teniamo presente anche la complementarietà delle coppie Yin/Yang. Troveremo un gran numero di termini antagonisti (come Jitsu e Kyō, pieno e vuoto), quest’ultimo non si oppone in alcun modo ma indica una realtà antagonista a quella del suo prossimo. Allo stesso modo in cui Yin/Yang non si oppongono ma si completano a vicenda, la lingua giapponese è composta da un gran numero di questi termini che vanno in coppie antagoniste.

        Calligrafia  di  yojikugo “Keiten Aijin”「敬天愛人」
        – Riverire il cielo, amare le persone –

        Qualche parola sulla classificazione dei termini.

        Shin – Gi – Tai 「心 – 技 – 体」 & Shu – Ha – Ri 「守 – 破 – 離」

        Questo glossario non ha l’ambizione di essere enciclopedico. È stato prodotto con un obiettivo didattico e di apprendimento pratico. Ci sono molti modi per presentare un elenco come questo. Le diverse strutture e categorie fornite dalle tradizioni mediche e marziali dell’Estremo Oriente meritano una breve presentazione in quanto serviranno da guida per il lettore che desidera immergersi ulteriormente in questo universo di pratiche olistiche. Infatti, poiché queste discipline impegnano il nostro essere nella sua interezza, troveremo categorie legate a tecniche, posture, atteggiamenti interiori nonché principi del pensiero filosofico o medico. Questa è ad esempio la tripartizione che i praticanti di arti marziali conoscono bene: Shin「心」 – Gi 「技」- Tai 「体」: cuore-mente (shin), tecnica (gi) e corpo (tai). In questo caso si tratta di un rapporto di complementarietà, questi tre aspetti vengono a sostenersi a vicenda per formare un’unità equilibrata. Ritroviamo questa realtà in varie figure simboliche, la più nota delle quali in Europa è il triskel celtico. Il lettore troverà ,sopra, un equivalente giapponese, il mittsu domoe. Oltre ad evocare la nozione di sostegno e complementarità, questa immagine ci ricorda che la progressione nell’apprendimento e nella pratica è ciclica. Ogni fase ne segue un’altra come un cerchio, spirali o anelli che si generano a vicenda. Su questi cerchi (come nell’immagine sopra) ci sono sempre tre punti che rappresentano tre fasi del ciclo: ascendente, discendente e ascendente. Questo è un punto su cui bisogna insistere nei paesi di cultura occidentale da cui nasce l’idea di progresso, questa idea che viene rappresentata come una retta ascendente. 

        In tutte le arti tradizionali asiatiche viene enfatizzata l’alternanza tra diverse fasi di apprendimento. In Giappone questo si riferisce alle tre fasi chiamate Shu, Ha e Ri. Il lettore potrà trovare libri o articoli di qualità su questo argomento, ve li presentiamo qui brevemente citando Tamura sensei, maestro di Aikido:

        “Semplificando possiamo dire che Shu corrisponde all’integrazione, è un periodo in cui l’allievo lavora a totale imitazione del suo maestro. Ha  è il periodo “distruttivo”. Lo studente lavora in direzioni talvolta opposte a quella del suo maestro e fa quante più esperienze possibili per appropriarsi di quanto ricevuto nella fase precedente. Infine, l’ultima tappa, Ri, è la vera espressione dell’arte che lo studente, che a sua volta è diventato maestro, ha sviluppato. È al di là della dualità e non cerca né di imitare né di differenziarsi. È diventata la sua arte e l’arte si esprime spontaneamente attraverso di lui”.

        Aggiungiamo qui che il carattere di Shu 「守」 significa “proteggere”, “difendere” (mamoru). Ha「破」 significa “lacerare”, “distruggere” (yaburu). Quanto a Ri「離」, l’ideogramma rappresenta la “separazione” tra due elementi (hanareru): affettare per liberare un nuovo spazio libero dai vecchi legami, come ci racconta Tamura sensei, al di là della dualità delle fasi precedenti.

        Per l’organizzazione di questo glossario, abbiamo scelto un approccio tematico e alfabetico per consentire il più ampio accesso possibile a tutti, qualunque sia il loro stadio di pratica o di apprendimento.

        Quindi abbiamo 9 categorie:

        1. Il corpo
        2. le posture
        3. Nomi delle tecniche
        4. Termini comuni
        5. Filosofia/Principi
        6. Teorie
        7. Diagnosi orientale
        8. Le fasi di una trattamento
        9. Attrezzatura

        1- Il corpo

        • Amate gata (甘手形): 甘い (amai): aggettivo che significa “dolce, zuccherato”, 手 (te): mano e 形 (gata/kata): forma (la forma, l’aspetto di qualcosa). Illuminato. “Forma della mano morbida”. Posizione “morbida” del pollice con la polpa dell’ultima falange a contatto con la pelle. Letteralmente amate significa “dolce, zuccherato” che potrebbe essere inteso come “amabile”. Il kanji 形 qui è pronunciato gata, ma è noto come kata, la forma. È la stessa parola per designare la sequenza nelle arti marziali.
        • Hara (腹): pancia, addome, in senso fisiologico, energetico e simbolico. Per i giapponesi è la sede della personalità individuale.
        • Ketsu (血): il sangue fisiologico ma anche il Sangue della medicina orientale che è una delle più importanti forme di energia. Ci sono molti squilibri del sangue, come la stasi del sangue nel fegato.
        • Kokoro / Shin (心): il cuore come entità spirituale, sede delle emozioni e dello Spirito (Shen). Nota che in giapponese i termini spirito「神」 e cuore「心」 sono omonimi, possono essere entrambi pronunciati shin. Questa somiglianza è ancora più sorprendente se guardiamo al nome del punto Yuan del Cuore (C7): shinmon 「神門」 che può benissimo significare (al suono): la porta dello Spirito, come la porta del Cuore. L’organo del cuore è chiamato shin zô 「心臓」, essendo lo zô l’equivalente degli zang cinesi, gli organi che si distinguono dai visceri, il cui carattere designa un attico che immagazzina sostanze preziose.
        • Koshi (腰): fianchi.
        • Nigate gata (苦手形): posizione del pollice “duro” o “mano amara”, appuntito. L’ultima falange è allineata con le altre durante la pressione. Letteralmente “non corretto, consumato, stracciato…”. Si oppone ad Amate gata.
        • Spirito (心 – 神 – 精神): ci sono diversi termini che possono coprire ciò che viene chiamato Spirito.
        • Kokoro essendo il cuore [心], designa l’aspetto emotivo e umano, lo spirito in ognuno di noi.
        • Shin [神] è lo spirito spirituale e trascendente, corrisponde allo spirito in noi che ci rende unici e che può connettersi con il Cielo e la Terra.
        • Infine, Seishin [精神] è una coppia che designa l’essenza [精] con lo Shin. Questo è un termine più recente, creato per descrivere tutti i mali dello Spirito quando nacque la psichiatria (seishinka). Possiamo dire che seishin designa l’asse Rene-Cuore senza la sua condizione o le sue menomazioni.
        • Seika tanden (臍下丹田): centro energetico dell’hara, situato due o tre dita sotto l’ombelico.
        • Zōfu (臓腑): “Gli organi e le viscere”. in chinese, zang-fu. Gli organi (zō) immagazzinano, si trovano in profondità e sono quindi associati allo Yin. Le viscere (fu) sono luoghi di passaggio, si trasformano o si muovono, sono associate allo Yang. Diviso per movimento abbiamo quindi:
        1. Polmone: hai (肺)
        2. Intestino crasso: dai chō (大腸)
        3. Stomaco: i (胃)
        4. Milza: Hi (脾)
        5. Cuore: shin (心)
        6. Intestino tenue: shō chō (小腸)
        7. Ministro del Cuore: Shinmaku (心膜)
        8. Triplice riscaldatore: sanshou (三焦)
        9. Vescica: bō kō (膀胱)
        10. Reni: jin (腎)
        11. Cistifellea: Tan (胆)
        12. Fegato: kan (肝)

        Nota: per parlare dell’organo, aggiungeremo il suffisso – zō (臓), per designare il meridiano associato sceglieremo di aggiungere -kei (経). Esempio: hai zō (肺臓) si riferisce ai polmoni come un organo fisico mentre hai kei (肺経) si riferisce al percorso o ai punti del meridiano del polmone.

        • Strumenti degli  Shiatsushi: mani, piedi, gomiti, ginocchia.
        1. mani: te 「手」
        2. piedi: ashi 「足」
        3. gomito: hiji 「肘」
        4. ginocchia: hiza「膝

        2- Posture

        • Chōki (長跪): posizione eretta sulle ginocchia. Termine equivalente: ryōhiza tachi (両膝立ち)
        • Hanza (半座): posizione in affondo o detta del cavaliere in servizio. Termine equivalente: katahiza tachi (片膝立ち) o “ginocchio in piedi”.
        • Kiza (跪座): posizione seduta come seiza, ma le dita dei piedi sollevate in appoggio al suolo.
        • Seiza (正座): posizione seduta con le gambe piegate sotto i glutei, la parte posteriore del piede contro terra. Seiza significa letteralmente: “il posto giusto”.
        Come sedersi in seiza
        • Shisei (姿勢): shisei si riferisce alla postura nel senso tecnico del termine. La postura in cui metteremo il paziente (sulla schiena, sul fianco o sullo stomaco) per esempio. Per estensione, termine che determina la forza nella forma tecnica e nell’atteggiamento morale, la sua postura interiore. Avere un buon shisei è della massima importanza per i giapponesi.
        • Tate hiza (立膝): posizione con una gamba piegata sotto i glutei e una gamba in avanti.
        • Le quattro posizioni del ricevente:
        1. sul ventre: ue muki, letteralmente rivolto verso l’alto. 「上向き」
        2. sul retro: shita muki, letteralmente rivolto verso il basso”. 「下向き」
        3. sul  lato: yoko muki, letteralmente verso il lato . 「横向き」
        4. seduto (a gambe incrociate): agura 「胡坐」

        3- Nomi delle tecniche

        • Hōhō (方法): si traduce in metodo o tecnica. Il carattere [方] significa “direzione” e [法] di per sé significa “legge”, che dà una dimensione interessante a questi due ideogrammi. La legge o la regola data in una certa direzione crea il metodo o la tecnica. Shiatsu hō significa “metodo Shiatsu”. Troviamo questo stesso significato nell’espressione cinese kāi fāng 「開方」, che sebbene significhi “dare una prescrizione (di farmacopea)”, questa espressione si traduce letteralmente come “aprire una direzione”.
        • Anma (按摩): lett. “calmare con le mani”. Antico massaggio giapponese composto da due rami: il ramo Kôhô Anma della medicina Kanpo, e l’Anma del benessere praticato dai ciechi.
        • Anpuku (按腹): tecniche di massaggio del ventre nel Koho Anma, ripresa dallo Shiatsu.
        • Chinkon Kisshin (鎮魂帰神): (Yojikugo) Tecnica meditativa e respiratoria. Lett: “per placare gli Hun (e riportare) lo Shen”. Questa espressione si riferisce ai concetti di Hun e Shen nel pensiero cinese, che si trovano nella medicina dello stesso paese. Lo Shen deve “tornare a casa sua” allo stesso modo in cui si torna a casa per dormire, lo spirito deve essere presente nel corpo per irradiare l’esistenza (Shen Ming). Gli Hun essendo legati alla proiezione, all’immaginazione e alla creazione, tendono ad esteriorizzarsi eccessivamente. Calmarli, come faresti con un cavallo vivace, è un modo sicuro per impedirlo. Facendo appello agli Hun e Shen, possiamo dire che questa espressione si riferisce anche ai movimenti di legno and Fuoco, che sono focalizzati sull’espansione e sulla crescita. È un’espressione che ci indica come difendersi dai loro potenziali eccessi.
        • Dō in (導引): lett. “guidare e tirare (a se stessi)”. Si riferisce a tutte le pratiche di automassaggio, volte a far circolare l’energia in tutto il corpo attraverso il movimento, lo stretching e la respirazione. Guidiamo e attiriamo energia a noi stessi, attraverso movimenti specifici.
        • nmyōdō 陰陽道: lett. “La via dello Yin e dello Yang”. Termine specifico e antico che designa in Giappone le pratiche derivanti dalla tradizione taoista, quando giunsero dal continente asiatico nel VII secolo della nostra era, come il Feng Shui, le pratiche divinatorie dello Yi Ching, o altre forme di “alchemia taoista “. I “praticanti della Via dello Yin e dello Yang”, gli Onmyō-shi, erano conosciuti, rispettati e temuti per il loro potere di trasformazione, guarigione o divinazione. Sono stati trovati nei circoli aristocratici della corte imperiale perché i loro servizi erano richiesti. Onmyōdō è una raccolta di pratiche basate sulla cosmologia cinese, più che una raccolta di insegnamenti o una dottrina. Il più famoso Onmyōshi è Abe no Seimei (921-1005); dopo la sua morte fu costruito un tempio sul luogo della sua residenza (a Kyoto) che esiste ancora oggi.
        • Kanpo (漢方): medicina tradizionale giapponese, la cui traduzione significa “medicina cinese”. In Giappone, Kanpo si riferisce alla medicina come era praticata prima dell’introduzione di tecnologie e discipline riportate dagli occidentali, che consistevano in una lega di farmacopea, agopuntura, terapia manuale e altre terapie complementari. Si noti che la farmacopea era molto apprezzata durante questo periodo e costituiva gran parte della pratica medica. Oggigiorno si usa il termine Kanpo per designare la farmacopea o le teorie mediche ad essa correlate (ad esempio lo Shang Han Lung)
        • Kenbiki (腱引き): lett. “tirare i tendini”. Movimento oscillante continuo del corpo. In inglese si parla di “rocking”, come “rocking chair,  “sedia a dondolo”.
        • Kikō (気功): traduzione giapponese del Qigong. Insieme di esercizi fisici e respiratori il cui obiettivo è rafforzare la circolazione energetica. I caratteri significano letteralmente “energia e lavoro delle forza”, quindi “lavoro sulla forza energetica”. Ci sono molte scuole di Kikō.
        • Kotodama (言霊): koto (言): è la parola. Il sinogramma ci mostra una bocca 「口」 da cui esce qualcosa, le parole. Dama (霊): è l’abbreviazione di tamashii, che designa l’anima, l’entità spirituale all’interno di un individuo. Le traduzioni sono complicate, può anche significare “spirito” a seconda del contesto, ad esempio quando si parla di un fantasma, uno spirito che vaga per la Terra. Il kotodama è quindi una pratica spirituale shintoista che può essere paragonata alla recitazione di mantra nelle tradizioni della civiltà indiana.
        • Kuatsu (クアツ): Tecniche di emergenza e di rianimazione, ampiamente utilizzate nel judo fino agli anni ’70-’80 e più in generale nel kobudo (antiche arti marziali) per rianimare un praticante. Queste tecniche possono essere applicate in Shiatsu in caso di emergenza.
        • Makkōhō (真向法): attualmente conosciuto come una serie di stiramenti il ​​cui scopo è quello di attivare e purificare i 12 meridiani principali e gli 8 meravigliosi vasi, in modo da facilitare il flusso del Ki. In realtà è molto di più. Vedi gli articoli dettagliati sul blog shinmon su questo argomento.
        • Misogi (禊): intenso lavoro fisico e/o spirituale finalizzato alla purificazione. Pratica originaria dello Shintoismo che generalmente viene svolta con l’acqua (vedi immagine nota di monaci che recitano kotodama sotto cascate di acqua gelata)
        • Mitori geiko (見取り稽古): lett., “prendere la pratica con gli occhi”. Per dire che nelle arti orientali bisogna imparare ad osservare piuttosto che ad ascoltare ed analizzare. Ciò significa che nella trasmissione orientale, l’osservazione attenta (che oggi chiameremmo “consapevolezza”) rappresenta il fondamento dell’apprendimento più della spiegazione dettagliata che separa e dettaglia, a scapito dell’unità dinamica. Pratica indispensabile per il primo stadio Shu di Shu – Ha -Ri.
        • Mokusō – Meisō (黙想 – 瞑想): meditazione nel senso generale del termine, contemplazione, assorbimento meditativo.
        • Reiki (霊気): Fondata nel 1920 da Mikao Usui, è una tecnica che utilizza l’energia spirituale (霊) (気) per guarire. È più il risultato del viaggio spirituale del praticante piuttosto che una vera tecnica di guarigione.
        • Seiki (整 気): 整: sei, totonoeru, significa “aggiustare” o “aggiustare”, come riparare una bicicletta o regolare il volume o l’antenna della radio. Estensione dello Shiatsu creato da Akinobu Kishi, che potrebbe essere tradotto come “aggiustamento dell’energia” o “aggiustamento con l’ energia”.
        • Shiatsu (指圧): lett., “premere con le dita”. Arte terapeutica giapponese mediante digitopressione.
        • Taisō(体操): significa “ginnastica”, “esercizi fisici”. Questi sono gli esercizi che si fanno durante il riscaldamento Shiatsu, che possono essere molto numerosi.
        • Zazen (座禅): lett. “zen seduto”. Corrente di meditazione che pratica la meditazione da seduti nella più grande indigenza possibile, senza istruzioni di respiro o atteggiamento mentale. Esistono diversi tipi di Zazen (sôtô, rinzai o shingon) che hanno ciascuno le proprie specificità.

         4- Termini comuni

        • Deshi (弟): lett., “fratellino”. Nell’educazione manuale tradizionale o nelle arti marziali, questo è lo studente. L’uchi deshi (内弟) è lo studente che sta con il suo maestro. Il soto deshi è lo studente che viene da fuori per la giornata. Non ha lo stesso grado di affiliazione. Pochissime scuole di Shiatsu offrono lo status di uchi deshi.
        • Keiraku (経絡): meridiani, navi, canali, rami principali e secondari.

        「経」kei, kyō, heru/tatsu.Questo carattere è molto importante nel pensiero dell’Estremo Oriente poiché designa i testi che si trasmettono di generazione in generazione, i testi canonici che formano il tessuto delle tradizioni. Quindi questo carattere sarà usato per designare i sutra; il libro (o meglio il canone) della Via e della Virtù è qualificato anche da questo ideogramma: Dō Toku Kyō「道徳経」. Che, in ambito medico, si ritrova nel nome del famoso “classico dell’imperatore Giallo”, meglio conosciuto con il suo nome cinese: Huang Di Nei Jing「黄帝内経」.

        Nell’uomo, questo carattere designa i “meridiani” che costituiscono la struttura energetica del nostro corpo. Il termine meridiano è altamente discutibile poiché si riferisce a qualcosa di molto lineare che non trasmette la realtà del pensiero o della medicina cinese. Probabilmente è più corretto parlare di “canali” o “rami principali” e “rami secondari”, per mantenere un’analogia con il funzionamento di un albero che si ramifica in varie direzioni: profondità, superficie, area cutanea, tendino – percorso muscolare, profondo, ecco la realtà di un “meridiano”. Questo ci porta a considerare il secondo termine.

        「絡」Raku, dall’espressione Kei-raku. Con raku siamo in una connessione orizzontale. Nella sua forma verbale karamu, assume il significato di “avvolgere”, “intrecciare”, allo stesso modo in cui una pianta rampicante si avvolge attorno ad un tronco consentendo collegamenti con i suoi vari rami. È per queste ragioni che il termine usato per designare i cosiddetti meridiani “secondari” o “distinti” è infatti 「絡], che si dice Luo in cinese. Esistono moltissimi “meridiani” che meglio si traducono con la parola “canali”: vasi meravigliosi, meridiani principali, meridiani di comunicazione, meridiani divergenti, meridiani tendino-muscolari.

        • Happō(八方): le otto direzioni. Queste sono le 4 coppie di Yin/Yang del corpo che dobbiamo armonizzare nello Shiatsu.: alto/basso, destra/sinistra, fronte/retro, superficie/profondità.
        • Irimi (入身): lett. “entrare nel corpo”. Movimento nelle arti marziali che consiste nell’entrare in linea retta per colpire l’avversario. Nello Shiatsu si riduce a una profonda pressione nella carne.
        • Jūsha (受者): lett: “persona che riceve”, ricevente. Persona che riceve lo Shiatsu.
        • Kata (型): sequenza di movimenti per uno scopo specifico. Nello Shiatsu diverse scuole di kata a scopo didattico. Attraverso la ripetizione, il kata permette di forgiare il corpo degli studenti, di migliorare i loro movimenti, i loro ritmi, la loro resistenza.
        • Ki (気): termine che designa l’energia che circola in tutte le cose e collega tutte le cose. Il termine completo è Kiketsu (気血) o “energia-sangue”, perché i due sono inseparabili nella medicina orientale.
        • Eiki (栄気): il Ki che nutre, conosciuto in cinese come “róng qi”. Il primo kanji ha il significato di “prospero”.
        • Eki (衞気): il Ki protettivo, in cinese “wei qi”. Il primo kanji ha il significato di “guardiano”.
        • Ryōhō (療法): lett. “terapia”. Il nome del libro del fondatore dello Shiatsu, Tenpeki Tamaï fu prima Shiatsu Ryōhō o “Finger Pressure Therapy”, nome usato nei titoli della maggior parte dei libri che seguirono negli anni ’40, ’50 e ’60. , Ricordatevi che  lo Shiatsu è un’arte terapeutica ufficiale  in Giappone.
        • Sha hō (瀉法): metodo di dispersione. Tecnica che consiste nell’abbassare il livello di energia in un dato punto, generalmente in stato Jitsu. Esistono diverse tecniche per disperdere Ki.
        • Shiatsushi (指圧師): lett. “esperto o maestro di Shiatsu”, questo è il titolo ufficialmente riconosciuto. Non diciamo shiatsuka (ma karateka o judoka) e ancor meno shiatsuki che non significa assolutamente nulla.
        • Tanren (鍛錬): lett., “disciplina”. Questo termine è noto come la ripetizione incessante di esercizi per rafforzare il corpo e/o la mente. È più facilmente tradotto come “fucina”. Deriva dall’arte del fabbro dove sono necessarie molte ripetizioni per ottenere una lama lucida. Nello Shiatsu è il fatto di ripetere a lungo una tecnica o un kata.
        • Tsubo 壺 (ツボ): punto di ‘affioramento dell’energia sul corpo o punto di pressione nel contesto dello Shiatsu. Si può parlare anche di “punti cutaneo”. Il termine tsubo originariamente designa un vaso, il cui carattere è piuttosto carino e figurativo「壺]. Per gli antichi cinesi, i punti sui percorsi dei meridiani erano considerati anfratti, grotte, affioramenti rocciosi che attraversavano il corpo, e all’interno dei quali l’energia scorre e può rimanere. Allo stesso modo nei fiumi si creano cavità con l’usura del tempo, creando così bacini naturali.
        • Keiketsu (経穴): lett. “buchi meridiani”. Termine che designa specificamente i punti in cui il Ki affiora dentro o fuori i meridiani. Il carattere [穴] indica un’apertura (grotta o altro) coperta da un coperchio. Gli antichi cinesi vi aggiunsero una piccola linea per indicare l’influenza del Cielo su questa cavità corporea posta su un canale energetico.
        • L’Essenza (精): in chinese: jing. in giap: sei. Si riferisce all’essenza come intesa nella teoria medica cinese. Etimologicamente, la parte sinistra dell’ ideogramma corrisponde alla chiave del cereale, la parte destra significa blu o verde. Questo carattere designa quindi un giovane germoglio e, per analogia, lo sperma che feconda. L’essenza che germoglia e si trasmette.
        • Moxa (もぐさ): polvere di artemisia (artemisia vulgaris) a base di foglie essiccate utilizzate nella moxibustione per portare calore e causare movimento ai punti di agopuntura o ad alcune aree del corpo. Esistono molte tecniche di moxibustione. In Giappone, la pratica del moxa è chiamata O-kyū [灸].
        • Dō/michi (道): lett. “via”, “percorso” che conduce il praticante attraverso la progressione e la scoperta simultanea della sua Arte oltre che di se stesso.
        • Ryū(流): lett., “scorrere”, qualcosa che scorre. Si riferisce a una scuola, in cui la trasmissione passa da una generazione all’altra, dall’insegnante allo studente. Chiamato anche ryūha(流派)per designare un ramo di una scuola principale o di uno stile chiamato ryūgi(流儀).

        5- Filosofia/Principi

        • Banbutsu ryūten (万物流転): (Yojikugo) si traduce in “tutto è movimento”, che è l’abbreviazione della frase “tutte le cose sono in movimento attraverso il cerchio infinito di nascita, morte e rinascita”. Equivalente al nostro “Panta Rhei” dell’Antica Grecia. Ryūten 「流転」 è “flusso”, il flusso, che trasmette l’idea del ciclo. Banbutsu 「万物」 è un concetto fondamentale del pensiero cinese, è un’espressione taoista che significa i “10.000 esseri” o “10.000 manifestazioni”. Attenzione a non prendere alla lettera 10.000 esseri, in realtà è un’espressione simbolica che designa tutte le manifestazioni della Vita sotto cinque aspetti, ecco cosa rappresentano i cinque zeri: umani, animali, piante, vegetali e minerali. L’1 simboleggia l’unità della Vita così come lo Spirito (Shen神) che è presente attraverso queste diverse manifestazioni. Nel Tao Te Ching si dice che la Via, cioè il Tao, è la madre dei 10.000 esseri. L’espressione Banbutsu Ryūten designa quindi il flusso continuo della vita nelle sue diverse manifestazioni, che interagiscono tra loro. La vita è un movimento dinamico che si perpetua.
        • Hibiki (響き): un termine molto importante nel vocabolario e nel pensiero medico dell’Estremo Oriente. Hibiki è la vibrazione, la stimolazione, la risonanza tra un’azione di un punto e una sensazione fisica che viene avvertita dal paziente. Il paziente può sentire il percorso del meridiano, come un percorso di scossa elettrica, formicolio, calore o intorpidimento… Hibiki può assumere un’ampia varietà di forme e può essere attivato volontariamente o meno dal medico. Parliamo di “ottenere hibiki”, come “otteniamo il Qi” (da qi in cinese) nella pratica dell’agopuntura. Una sensazione di hibiki è spesso il segno della giusta stimolazione da parte del praticante, spesso riguarda la profondità o la direzione.
        • I (意): Intenzione, significato, scopo, ciò che mettiamo della nostra mente nelle nostre azioni. È interessante notare che la parte inferiore dell’ ideogramma contiene il cuore che è la casa dello spirito. Letteralmente l’ideogramma è composto da due elementi: la chiave del suono 「音」 e la chiave del cuore 「心」. Un’intenzione è quindi una vibrazione (un suono) guidata dal cuore. L’ “I” è molto usato per guidare l’energia attraverso il corpo del ricevente.
        • I shin den shin (以心伝心): Litt: “(è) come trasmettere da un cuore all’altro”. Si riferisce a un tipo di trasmissione o interazione profonda tra due esseri che si trova nelle tradizioni spirituali, marziali e mediche dell’Estremo Oriente. Questa espressione è intimamente legata allo Zen poiché designa la nascita oltre che la caratteristica di questo insegnamento, che è al di là di ciò che gli esseri umani possono esprimere con le convenzioni del linguaggio (vedi la storia di Maha Kashyapa, il primo trasmettitore del lignaggio Zen). Un gran numero di pratiche si basano su questo principio, come il kōan.
        • Katsugen Undō (活元運動): Katsu「活」significa qualcosa di vivo, energico. Gen「元」corrisponde all’origine e all’energia originaria. Undō「運動」è un movimento nel senso di esercizio fisico, per mettere in moto qualcosa. Katsugen Undō può quindi benissimo essere tradotto come “movimento ri-generativo”, perché mira attraverso una serie di movimenti automatici a ritrovare la propria originaria vitalità. Questo termine è stato reso popolare da Haruchika Noguchi sensei, fondatore di Seitai.
        • Kokoro no tamba (心の田んぼ): lett: “l’enigma del cuore”. Espressione di un proverbio Zen: “Ci sono tre tipi di contadini. Il contadino mediocre, quando coltiva, non ottiene raccolto. Il contadino ordinario, invece, ottiene un raccolto sostanzioso. Quanto al buon contadino, ha una buona terra». Kokoro no tamba designa questo “campo del cuore” che il praticante è portato a coltivare non per i risultati ma per la sostenibilità.
        • Ma aï (間合): lett. “spazio/intervallo di incontro”. È una distanza nello spazio come nel tempo. Questa nozione è essenziale per sapere quando agire, quando avvicinarsi al ricevente, quando ritirarsi. Lo studio del Ma aï è fondamentale nel rapporto professionale dello Shiatsushi.
        • Kokyû (呼吸): lett., “espirare, inspirare”. Potenza del soffio, del respiro. L’esercizio Kokyu Tanden Ho consiste nell’armonizzare la respirazione tra 2 partner. Lo Shiatsushi può scegliere di farlo per aumentare l’effetto della sua pressione sul corpo, ma non è un requisito.
        • Mushin(無心): lett. : “cuore vuoto”. Mu (無) è un concetto fondamentale nelle tradizioni buddhiste e taoiste. Attenzione: “vuoto” non significa “privo di tutto” o “nulla”, come si sente in Occidente. Il vuoto nelle tradizioni orientali designa la possibilità di ricezione e utilizzo. Questa espressione designa l’atteggiamento interiore del praticante. Vedi: Tao te Ching cap. 11, trad. Claude Larre:

        ” Trenta raggi convergono in un mozzo

        grazie al suo vuoto abbiamo l’utilità del carro” 

        Da un pezzo di argilla formiamo un vaso.

        Questo vuoto nel vaso ne consente l’uso

        Organizziamo porte e finestre per una stanza. 

        Questo vuoto nella stanza ne consente l’uso

        l’avere fa il vantaggio

        E il non avere  l’uso”

        • Omote(表): lato apparente, superficiale ed esteriore di qualcosa. È il davanti o il dritto. Forma una coppia con Ura.
        • Ura (裏): lato interno, nascosto e più profondo di un oggetto. è la parte posteriore o il contrario. Omote-Ura è una coppia molto importante nel pensiero giapponese, significa che ogni cosa esprime perennemente un duplice aspetto: un lato esposto e aperto (omote) insieme ad un lato nascosto nell’interiorità (ura), e quindi a priori meno accessibile.
        • Sankaku sokuryō (三角測量): triangolazione. Questo è un principio essenziale dello Shiatsu che permette di mettere le mani/dita al centro dei fianchi, in modo da sviluppare un massimo di pressione con il minimo di forza. Centrando le mani rispetto alla linea centrale del corpo, formano un triangolo con le spalle, da cui il nome di questo principio.
        • Zanshin (残心): lett., “lasciare andare lo spirito” o “lo spirito che rimane”. Il senso comune è “attenzione continua”. Termine che si trova nel Kendo (arti della spada) e nel Kyūdo (arte del tiro con l’arco). L’idea è che l’intenzione persista anche dopo che il gesto è stato innescato. Ad un arciere piacerà guidare la sua freccia con la sua intenzione (Yi) e guidarla nel suo viaggio con il suo cuore, allo stesso modo in cui l’ha guidata con le sue mani e la sua postura. Lo stesso vale per il Kendo, dove lo spirito rimane dove ha colpito. È un concetto molto applicabile al mondo dello Shiatsu, dove il cuore/attenzione segue e rimane sulle pressioni, con la forza dello Yi (l’intenzione), anche dopo aver lasciato il punto.

        6- Teorie

        • In-Yo (陰-陽): traduzione giapponese dei principi Yin/Yang cinesi.

        Ten-jin-chi (天人地): Terra-Uomo-Cielo – Triade cosmologica del pensiero taoista. In Cielo lo Yang, in Terra lo  Yin, per l’Uomo l’unione di Yin-Yang caratterizzata dall’energia del Sangue. La tripartizione Terra-Uomo-Cielo corrisponde ad una classificazione tradizionale in tre stadi: alto, che è più alto (上); al di sotto di ciò che è inferiore (下); al centro l’incontro dei due (中). Ci sono molte applicazioni di questo principio nello Shiatsu.

        • Sanshō (三焦): I tre riscaldatori. Termine usato nella medicina cinese per designare i tre maggiori centri energetici del corpo. Corrispondono ad aree anatomiche del tronco che organizzano reciprocamente la produzione di energia. Il riscaldatore inferiore (geshō 下焦) corrisponde al basso addome, il riscaldatore centrale (chûshō 中焦) all’addome e il riscaldatore superiore (jôshô 上焦) al petto. Nelle tradizioni energetiche e spirituali dell’Estremo Oriente si parla dei tre tanden le cui posizioni sono leggermente diverse dai tre riscaldatori. Le loro posizioni corrispondono ai seguenti tsubo. Il tanden inferiore si trova a livello di VC3, il tanden centrale al centro del torace su VC17 e il tanden superiore a livello del 3° occhio.
        • Shihō (四方): Le quattro direzioni. Nella tradizione orientale, queste direzioni sono invertite rispetto alle direzioni occidentali, perché gli uomini hanno sempre dovuto affrontare lo Yang, il grande sole, o il sud. Quindi il sud è rappresentato in alto, nord in basso , Est a sinistra e Ovest a destra..
        • Shiki (四季): Le quattro stagioni. Successione delle quattro stagioni che sono legate ai movimenti del fuoco (estate), dell’acqua (inverno), del legno (primavera), del metallo (autunno).
        • Gogyō shisō (五行思想): i cinque movimenti (chinese: wuxing sixiang). La teoria dei Cinque movimenti, delle Cinque fasi, dei Cinque agenti o più impropriamente dei Cinque elementi, è un sistema di analogie basato su cinque tipi di fenomeni, di qualità osservabili in natura: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. Ogni movimento mantiene relazioni di natura diversa (generazione, controllo, aggressività, contro-dominazione) con gli altri movimenti.
        Legno-Fuoco-Terra-Metallo-Acqua
        • I 6 livelli: Sistema di sei coppie di meridiani. Un meridiano del piede è collegato a un meridiano della mano formando quelli che vengono chiamati i “grandi meridiani”. Questi strati circondano l’individuo, ognuno con un ruolo diverso dalla superficie alla profondità. Teoria estremamente importante nello Shang Han Lung (Trattato sugli attacchi di freddo, 3° secolo dC), che la sviluppa affrontando la progressione dei patogeni dall’esterno verso l’interno. Qui li presentiamo dal più Yang (superficiale) al più Yin (profondo).
        1. Tai Yo (太陽). “Big Yang” o “Yang voluminoso”. Include vescica (piede) e intestino tenue (mano).
        2. Yo Mei (陽明). “Yang brillante”. Include stomaco (piede) e intestino crasso (mano).
        3. Shō Yo (小陽). “Piccolo Yang”. Include la cistifellea (piede) e il meridiano dei tre riscaldatori
        4. Tai In (太陰). “Grande Yin” o “Yin voluminoso”. Include la Milza (piede) e il Polmone (mano).
        5. Ketsu In (厥陰). Lett. “Riflusso di Yin”. Difficile traduzione “calmo Yin”, “finale” o “critico”. Include fegato (piede) e ministro del cuore (mano)
        6. Shō in (小陰). “Piccolo Yin”. Include reni (piede) e cuore (mano).
        • Shichi Shō (七傷): Le sette ferite. Si riferisce alle sette forze dello slancio vitale interno all’Uomo che possono danneggiarlo o mantenerlo in salute se ben dirette. Corrisponde sia ai fattori patogeni interni che al livello emotivo (cfr: naija 内邪). Le sette ferite sono:
        1. rabbia: ikari 怒り
        2. gioia: yorokobi 喜び
        3. tristezza: kanashimi 悲しみ
        4. oppressione/malinconia:
        5. paura: osore 恐れ
        6. pensieri ossessivi/rimuginazione: omou 思う
        7. la sorpresa: odoroki 驚き
        • Kikei hachi myaku (奇経八脈): “Gli 8 meravigliosi vasi”. Più spesso conosciuti con i loro nomi cinesi, il lettore può trovarli nella seguente tabella di corrispondenza:
        ChinesegiaponeseitalianoSinogrammi
        Du maiToku myakuvaso governatore督脈
        Ren maiNin myakuvaso concezione任脈
        Yang wei maiYō i myakuvaso di collegamento dello yang陽維脈
        Yin wei maiIn i myakuvaso di collegamento dello yin陰維脈
        Dai maiTai myakuvaso Cintura帯脈
        Chong maiShō myakuVaso d’incrocio o Vaso di attacco.衝脈
        Yang qiao maiYo kyō myakuvaso yang della caviglia陽蹻脈
        Yin qiao maiIn kyō myakuvaso yin della caviglia陰蹻脈

        7- Diagnosi orientale

        • la diagnosi, poiché si decide un trattamento dopo una fase di osservazione. Questo è un esame clinico completo che comprende le 4 fasi seguenti:
        1. Bōshin (望診): 望: bō, nozomu. Ha il senso della speranza o del desiderio lontano, esprime qualcosa che si vede da lontano e quindi legato allo sguardo.診 : shin, miru; è la visita medica. Troviamo questo carattere nelle quattro fasi della diagnosi. Qui, Bōshin corrisponde alla diagnosi visiva.
        2. Bunshin (聞診):聞: bun, kiku. Un orecchio tra due porte assume in questo ideogramma il significato di ascolto. Si riferisce alla diagnosi con l’ascolto nella diagnosi orientale.
        3. Monshin (問診): 問: mon, tou. Domandare. Corrisponde alla fase dell’anamnesi (porre domande) nella diagnosi orientale.
        4. Setsushin (切診): 切: kiru, setsuru. Mezzi per tagliare, separare, affettare. Separiamo i diversi strati di tessuto da palpare. Setsushin designa quindi la fase della palpazione nella diagnosi orientale.
        • Jitsu (実): Jitsu, minoru, makoto. Questo termine ha molti significati in giapponese, nota che viene usato quotidianamente secondo i suoi diversi significati. Tutti puntano nella direzione di qualcosa di reale, tangibile, che è il risultato di qualcosa. Minoru designa quindi il frutto, ovvero il fatto di “portare un frutto”, poiché un frutto è il risultato di un esito, l’aspetto finale di un processo di concretizzazione. Troveremo questo ideogramma per designare qualcosa di vero: “la verità” si dice Shin Jitsu 「真実」. Questo termine è composto dai caratteri “giusto” e “reale”. In effetti, ciò che qualifichiamo come vero corrisponde spesso a ciò che è retto 「真」 (cioè conforme a ciò che esprimiamo) e che prende posto nella realtà fattuale「実」. Per tutti questi motivi, il cosiddetto stato di Pienezza è qualificato come Jitsu「実」 proprio perché è più reale e concreto, più manifesto e palpabile del suo antagonista Kyō, che designa lo stato di vuoto, che si nota dalla sua assenza . In ambito medico la pienezza è prominente, può essere caratterizzata da colori accesi, è molto sensibile agli stimoli, il dolore può essere molto intenso. Notiamo la Pienezza mentre il Vuoto può passare inosservato.
        • Kyo (虚): stato di Vuoto in cui l’energia non scorre più attraverso i tessuti o i meridiani. Antagonista del termine jitsu.
        • Fukushin (腹診): Diagnosi della pancia. Fuku [腹] è un’altra lettura di hara, che si riferisce all’addome, allo stomaco e al basso addome. È una delle forme di diagnosi tattile più sviluppate e ampiamente utilizzate in Giappone. Può essere fatto per contatto diretto con gli organi o per zone riflesse interposte.
        Fukushin
        • Haikoshin (背後診): Diagnosi della schiena (背後) con i punti Yū. Una delle forme essenziali di diagnosi orientale al tatto.
        • Gai ja (外邪): fattori patogeni esterni. Indica l’origine di un fattore patogeno: Ja (邪), qui proveniente dall’esterno (外). I fattori patogeni esterni includono le sei esplosioni dell’ambiente (vento, freddo, caldo, secchezza, umidità e fuoco) nonché gli attacchi esterni, come epidemie, lesioni e incidenti.
        • Nai ja (内邪): Fattori patogeni interni. Significa che la causa del patogeno è da ricercare nell’interiorità del sistema, si tratta di attacchi interni che vanno ricercati soprattutto nella gestione delle emozioni (vedi “le sette ferite”) il modo in cui si conduce la propria vita internamente così come nell’ alimentazione.
        • Jaki (邪気): lett. “energia malvagia” o “energia patogena”. Molto importante nella pratica della medicina tradizionale giapponese. Il Jaki viene rilevato grazie alla sensazione di Hibiki e spesso provoca una sensazione sgradevole (calore, formicolio, elettricità, pesantezza ecc…). Ciò consente al medico di distinguere le aree sane dalle aree in cui permangono fattori patogeni e quindi di indirizzare il suo trattamento.
        • Chiryō (治療): Trattamento. Periodo della sessione in cui il praticante agisce. La particolarità dello Shiatsu è che Shindan e parte di Chiryō vengono eseguiti simultaneamente.

        8- Le fasi del trattamento

        • De ai (出会い): Lett: “uscire (e) unirsi”. Si traduce come “incontro”. Si riferisce ad un incontro nel senso comune del termine, quando due individui lasciano le loro case per incontrarsi. In senso simbolico e in ambito medico può designare l’incontro tra l’essere del terapeuta e quello del paziente. È l'”alleanza terapeutica” su cui si basa la fiducia e che permette la guarigione. Senza un incontro, non c’è lavoro terapeutico.
        • Ki musubi (氣結び): letteralmente “annodare, legare l’energia”. Il termine musubi è molto importante nella cultura e nel pensiero giapponese. Il musubi è veramente il “legame” che collega tutti gli esseri, di cui tutte le forme costituiscono la Vita. Può essere collegato al concetto di interdipendenza specifico del pensiero buddista, così come all’espressione del popolo Lakota: Mitakuye Oyasin, che può essere approssimativamente tradotto come “tutti gli esseri sono parenti”. In Giappone, i templi tessono un’enorme corda per simboleggiare questo concetto.
        • Ki no nagare (気の流れ): letteralmente “flusso di energia”. Il termine nagare si riferisce al corso di un fiume, di un ruscello, di una corrente. È un termine molto comunemente usato nella cultura poetica e filosofica giapponese per designare il flusso continuo della Vita (cfr: l’espressione banbutsu ryûten). Uno dei passaggi più famosi della poesia giapponese contiene questa espressione come figura centrale. Così il poeta Kamo no Chōmei inizia la sua opera “Note dalla capanna del mio monaco” (Hôjôki):

        “Lo stesso fiume scorre all’infinito, ma non è mai la stessa acqua. Qua e là, sulle superfici silenziose, macchie di schiuma compaiono, scompaiono, senza mai indugiare a lungo. È lo stesso con gli uomini quaggiù e le loro dimore.

        • Ki awase (気合わせ): lett. “armonia di energie”, da intendersi come “armonizzazione delle energie” di due persone. Momento della pratica in cui il ricevente e il praticante diventano uno e sono collegati dal movimento del Ki. A volte si scoprirà che il praticante sarà in grado di raccontare cosa sta succedendo nel corpo o nella mente del ricevente grazie a questa unità tra i due Ki.
        • Ki hazushi (気外し): lett. “separare dall’energia” o “rompere l’energia”. Questo può accadere quando il praticante decide di riprendere il controllo del proprio Ki o semplicemente di lasciare il contatto con il ricevente. Questo termine è usato anche quando c’è un cambiamento improvviso nel ritmo energetico. In giapponese Hazushi significa anche disimpegnare, disfare, staccare, rimuovere. Rappresenta il complementare opposto di Ki awase

        9- L’attrezzatura

        • Futon (布団): materasso in cotone che si stende a terra per dormire o su cui si fanno i massaggi
        • Samue (作務衣): abbigliamento da lavoro, tradizionalmente indossato da tutti i lavoratori poveri e dai monaci. Oggi abiti da lavoro per molte discipline tra cui lo Shiatsu, generalmente blu scuro, bianco o marrone.
        • Tatami (畳): pezzo rigido di paglia di riso intrecciata, generalmente di 1 m per 2 m, Era il pavimento delle tradizionali case giapponesi. È anche un’unità di misura equivalente a 2m². Diremo di una casa che misura 50 tatami (cioè 100 m²).
        • Tenugui (手拭): una sciarpa tradizionale giapponese a forma rettangolare che viene utilizzata per tutto: tenere i capelli, asciugarsi il sudore, coprire il collo e coprire la testa o il viso del ricevente durante lo Shiatsu.

        Autori: Ivan Bel & Julien Chabert

        Traduttore: Nathalie Durand