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Tra i pionieri giapponesi che hanno portato lo Shiatsu in Europa, Yuji Yahiro sensei è uno dei grandi nomi che hanno influenzato l’intera penisola italiana. La sua carriera rivela una personalità atipica caratterizzata fin dalla giovane età da una forte spiritualità. È grazie a questa sete di spiritualità, che ha stretto legami con giganti come Taisen Deshimaru o Masahiro Oki. Ha accettato di confidarsi in questa magnifica intervista dove ci parla della sua vita, del suo Shiatsu e della sua infinita ricerca per diventare “un vero essere umano”.


Ivan Bel : Buongiorno Maestro e grazie per aver dedicato del tempo per rispondere a questa intervista. Prima di iniziare, vorrei sapere come sta? e come sta la tua famiglia?.

Yuji Yahiro : Cosa ne pensa guardandomi?…finché si è in vita bene!

 La mia forza vitale direi non male grazie mille. Abbiamo otto figli e la nostra famiglia si raduna insieme molto spesso e Stiamo tutti bene

Yahiro sensei è un uomo felice in mezzo alla sua grande famiglia (c) Yuji Yahiro

Di solito inizio la mia intervista con domande sulla vita delle persone, ma non posso fare a meno di chiederle subito qualcosa che mi incuriosisce tantissimo. Come mai nella sua scuola di Shiatsu c’è anche una scuola di MUNEDAIKO? È magnifico ! Fa una connessione tra questa arte del tamburo giapponese e lo Shiatsu?

Attualmente il nostro gruppo è registrato con il nome di “LIBERA UNIVERSITA’ OKIDO MIKKYO YOGA” Nel nostro luogo di studio abbiamo 4 settori: Okido Yoga, Meiso Shiatsu, Bionaturale Naturopatia, Arte Munedaiko (il suono universale del tamburo giapponese)

Il gruppo di MUNEDAIKO ha fondato indipendentemente la sua associazione i cui membri fondatori sono i miei tre figli maschi. E’ riconosciuto dall’Ambasciata giapponese come rappresentante di un’arte della cultura tradizionale. Prima di unificarsi e collaborare, ognuno dei figli ha fatto il suo percorso di ricerca.

Veniamo a Lei. Dove è nato? In che tipo di famiglia è cresciuto? So che la Sua eredità familiare è piuttosto importante. Ce ne vuole parlare?

Abe Dozan era il nonno da parte di madre ed era monaco (c) Yuji Yahiro

Il mio cognome è Yahiro. Questo cognome lo ritroviamo negli scritti più antichi giapponesi , a partire dal 8 °secolo. All’epoca, a Tokyo, 12 secoli fa, il palazzo dove si incontrava il governo, si chiamava Palazzo Yahiro. Quindi probabilmente i nostri avi facevano parte dell’apparato governativo. La famiglia è stata poi trasferita a Osaka, circa 600 km da Tokyo probabilmente mandati li, con la carica di  Ministro dell’estero. Ancora all’epoca in cui sono nato, Nara era la capitale per le relazioni estere e Tokyo era la capitale del Giappone.

Dopo, diventano Samurai. Nel 1868 finisce l’era dei Samurai, ma in campagna il regolamento rimase ancora per tanto tempo. Oggi il regolamento è sparito, quasi non c’è più. Mio padre era quindi metà samurai, metà contadino. Intorno al castello c’erano delle terre coltivate  e lui  gestiva i  contadini/operai e quando era necessario andava al castello. Era Maestro di arte marziali e anche mio padre era Maestro Marziale, come lavoro faceva il carabiniere e durante la guerra insegnava Ju Jitsu e la baionetta (Ndr : jūkendō – 銃剣道).

Alla fine della guerra, essendo stato mio padre un ufficiale, è stato molto difficile per lui trovare un lavoro. E’ morto a 48 anni. Il suo sogno era di girare il mondo. In pratica ho realizzato io il sogno di mio padre

Maestro, ci può parlare di sua Madre?

Il padre di mia nonna era un produttore di Sakè, del nord del Giappone, Lei avrebbe dovuto ereditare la fabbrica perché era la prima figlia e non aveva fratelli. Andando al tempio, che faceva all’epoca il servizio  di scuola, si innamorò di un monaco orfano. Da questa unione nasce mia madre La mia nonna lasciò la casa di suo padre. Non si sposarono. Mia nonna divenne lei stessa Monaca e visse da sola in un tempio abbandonato per tanti anni.Tuttavia morirà a casa di mio padre. Il mio nonno materno divenne un monaco anche famoso in Giappone.

Maestro quando è nato?

Sento un po ‘di fastidio a questa domanda!

C’è l’età fisica, l’età registrato al comune (età mondana) , l’età spirituale, abbiamo vari tipi di età. Se vuole sapere la mia ‘età mondana, sono nato  nel 1951, il 4 luglio. 

La sua età spirituale?

No lo so, è proprio lì il problema!! Ho sempre detto 21, appena adulto spiritualmente. Quando mia prima figlia ha raggiunto i 21 anni, ho aggiunto 1 anno, 22 almeno un anno in più di lei.  A 40 anni ho interrotto i compleanni, quando sono arrivato a 50 anni ho riaperto i compleanni e ringraziato il dono di vita. Pensando di avere sessant’anni sono andato nella giungla in India a fare un digiuno di 33 giorni. Quando sono tornato mi sono reso conto di avere sbagliato la mia età, pensavo di avere sessant’anni ma in realtà ne avevo ancora 58.In ogni caso al mio ritorno i miei figli mi hanno detto che ero ringiovanito.

stamattina ho misurato il mio peso in base all’età: avevo 60 anni!

quindi la mia età mondana 70, la mia età fisica  misurata con il peso 60, spiritualmente non lo so. 

Seriamente il mio grande interesse, è di diventare adulto spiritualmente prima di morire, diventare un essere umano.

Che tipo di bambino o adolescente era? Di lei si dice che era un po’ ribelle, è proprio vero?

Yuji Yahiro (secondo da destra), un bambino un po’ indisciplinato
(c) Yuji Yahiro

Nell’asilo dopo la guerra era pieno di bambini, così mio padre aveva fatto fatica a trovare un posto per me. Io già nei primi giorni dell’asilo facevo combattimento con tutti e dopo pochi giorni non sono più andato. Anche nei primi giorni di scuola elementare, mi scontravo spesso con gli altri bambini .Però fondamentalmente chi si ricorda di me dice che ero gentile. Intorno ai 9 anni ho sanguinato parecchio a causa di un incidente e questo ha cambiato notevolmente il mio carattere e sono diventato più silenzioso.

Quando aveva 13 anni praticava già Shiatsu e pranoterapia, e ha visto che era possibile aiutare le persone dove la medicina occidentale non arrivava. Può spiegarmi meglio questo?

All’età di dieci anni è morto mio padre davanti ai miei occhi. Questo è sicuramente stato determinante nel fare scattare al mio interno qualche cosa in più. All’età di dodici anni, alla fine delle scuole elementari sono stato nominato rappresentante di 1.800 studenti. Già a quel tempo sentivo poco utile lo studio scolastico, per me non era sufficiente, quindi cercavo nelle biblioteche o librerie altri testi ed infine anche la comunicazione con un monaco in un tempio. Un giorno mia sorella ha avuto un mal di testa che non passava neanche con i  farmaci. Mia madre la portò dal monaco nel tempio, così dopo che il monaco la trattò il dolore passò. Trascorso del tempo le venne un dolore addominale. Io ricordavo che il monaco aveva appoggiato le dita sulla fronte, così ho pensato di fare lo stesso mettendo le mie mani sull’addome. Mia sorella mi ha detto che percepiva una specie di corrente. Dopo questo, il mal di pancia le era passato. Questa è stata la mia prima esperienza di manipolazione. Mia madre era orgogliosa di questa mia dote naturale, lei stessa praticava in modo amatoriale la medicina naturale, così mi portava nelle case vicine, fino in ospedale, come offerta di servizio verso le persone che avevano dei disturbi.I miei Maestri sono stati le persone che avevano i problemi.

La ricerca di spiritualità è così forte in lei che all’età di 15 anni parte a piedi per attraversare il Giappone quale era la motivazione?

Ho fatto questo viaggio perché volevo la pace nel mondo

Ma per avere la pace nel mondo, camminare da solo è sufficiente?

Ognuno deve essere in pace. bisogna cominciare da Se. Ho partecipato a tanti congressi per la pace , ma non ho visto la pace nel cuore  della gente che partecipava

Il giovane Yahiro con sua nonna (c) Yuji Yahiro

Dato che ha vissuto nel sud, immagino che sia andato al nord? Quanto tempo ci ha messo? Da giovane adolescente, non è stato troppo difficile farlo da solo? Cosa è successo?

 A quell’epoca già tanti cominciavano a frequentare l’università, quindi il preside della mia scuola ha chiamato me e mia madre per parlare. Mi consigliava di concludere il percorso scolastico e fare il viaggio successivamente. Io ho risposto:” Domani, la mia vita non è garantita, quello che voglio fare adesso è meglio che io lo faccia adesso.” Mia madre mi ha sostenuto nella mia scelta dicendo: ”Mio figlio ormai è adulto, io rispetto la sua scelta”.

 Il giorno della partenza mia nonna e mia madre si sono inchinate per salutarmi.

Il mio cammino in Giappone è durato circa un anno. ho girato tutto il Giappone.

Ha attraversato tanta natura, foreste, come faceva per dormire, mangiare?

Quando non c’era cibo non mangiavo voleva dire che c’era più tempo per camminare, se puoi bere dell’acqua la vita non muore facilmente. A volte qualcuno mi offriva del cibo, anche un pranzo. non molto spesso naturalmente. Molto spesso ho dormito per strada, qualche volta mi invitavano in casa, qualche volta dormivo negli ostelli per la Gioventù.

Una volta camminavo, era molto buio, mi sono addormentato e la mattina dopo ho visto che ero in un cimitero. Se l’avesse saputo non mi sarei addormentato.

Che cosa è successo dopo questa camminata?

  E’ stata una buona esperienza, vissuta in mezzo a tanta avventura, con il sostegno di tante persone sconosciute e con tante critiche e rimproveri da parte degli adulti. Il mio cammino ha suscitato l’interesse anche di tanti studenti universitari che avrebbero voluto fare la stessa esperienza e che mi hanno invitato a raccontare come stavo vivendo in questo viaggio. E’ stato faticoso ma mi è servito tanto. Sono diventato più sicuro.

Yahiro sensei (a destra) con il maestro di arti marziali Minoru Mochizuki [1] a sinistra (c) Yuji Yahiro

Ha frequentato un monastero shintoista dove è stato iniziato a diverse arti. Quali ?

Quando ero bambino ,la mia famiglia frequentava un tempio fondato da Kukai [2], un famoso monaco giapponese,nel 700′. Ho seguito un monaco . Fondamentalmente la vita di questo monaco è stata un grande esempio per me. Dalla morte di mio padre è nato per me un grande interesse sul significato della vita. 

Non mi hanno iniziato o insegnato le tecniche, si può dire che le ho rubate. Il mondo Mikkyo è non insegnamento. Chi vuole veramente imparare lo fa senza insegnamento. E’ molto più difficile ma si dice che “se senti una cosa ne capisci 100 in più”  . Non ho ricevuto un insegnamento ma ho imparato e alla fine il monaco mi ha dato un diploma che certifica le mie competenze in Moxibustione e Medicine alternative, avevo 17 anni.

Quindi per lo Shiatsu non ha fatto gli studi classici andando a Tokyo alla scuola di Namikoshi o quella di Masunaga, è corretto? 

Non ho seguito nessuna scuola . Non non ho mai partecipato in quanto studente, ho avuto delle relazioni con queste persone  ma non come studente.

Apparentemente il viaggio in Giappone non era abbastanza per lei perché lascia il Giappone e viaggia per il mondo, iniziando dall’Australia e poi dal sud-est asiatico. Può parlarmi di quel periodo della sua vita?parte subito dopo la camminata?

Non subito dopo perché i trasporti giapponesi non potevano circolare liberamente in tutto il mondo . In Australia c’era anche  l’aparteid e non era facile entrare.

Quando sono partito dal Giappone con il mio passaporto si poteva andare a Hong Kong, Malaysia, Thailandia, Singapore. [3]

Perché ha voluto andare in Australia ?

Dopo la morte di mio padre, ho studiato varie stimolazione e ho pensato che se ci doveva essere una terza guerra mondiale, l’Australia si sarebbe salvata.

Ci può raccontare cosa ha fatto in australia, dove ha vissuto?

Quando sono partito dal Giappone in tasca avevo solo 87 dollari. Quando sono andato a cambiare i soldi in Banca il cassiere mi ha chiesto:” Questi pochi spiccioli sono un aggiunta ad un cambio precedente?” Io ho risposto:” Questo è tutto quello che ho” Lui mi ha chiesto:” Qual è la durata prevista del tuo viaggio?” La mia risposta:” Minimo un anno, se è possibile per sempre.” Non ero così preoccupato per la mancanza di cibo, perché grazie alla mia esperienza precedente sapevo che l’uomo non muore così facilmente. Questo cassiere mi ha guardato con occhi luminosi e si è alzato per darmi la mano per complimentarsi con me. Non posso raccontare qui tutto quello che è successo, ma un giorno lo racconterò. 

Ho girato tutta l’Australia. Sono andato prima a Melbourne e poi a Sydney. A Melbourne ho lavorato per una filiale  della Honda che vendeva pezzi di ricambio. Poi sono andato  a lavorare in un ristorante giapponese, lavavo i piatta, poi facevo anche il cameriere e infine il cuoco, e le pulizie…lavoravo 20 ore al giorno.Poi ho lavorato in un famoso albergo molto lussuoso

In Australia ha cominciato a fare Shiatsu, ha funzionato bene?

Si, praticavo in una clinica dietro l’albergo dove lavoravo. Avevamo fatto un annuncio sul giornale ma siccome nessuno conosceva il nome shiatsu lo abbiamo chiamato massaggio dei punti nervosi: Nervous points Massage. 15 ore di shiatsu al giorno !!

Incontro con Madre Teresa a Calcutta, la cui personalità fece una forte impressione sul giovane Yahiro (c) Yuji Yahiro

Mi fa pensare ad altri maestri che sono arrivati come Kawada in Belgio, Ohashi in America, paesi dove nessuno conosceva lo Shiastu e quindi bisognava diffonderlo.

In effetti si era così.

Mi ricordo di avere incontrato Sasaki San, in India nel 1971 o 1972. Era in India per una missione relativa all’agricoltura. L’ho trattato e dopo è tornato in Giappone, ha fatto la scuola di Namikoshi e poi  quella di Masunaga e poi è venuto in Europa.

Quando era in Australia, ha cominciato a formare delle persone?

No, ho solo lavorato, non facevo formazione.

Ho fatto tante esperienze e alla fine ho aperto una società di import ed export. Per breve tempo ho fatto una vita comoda, però poi ho deciso di lasciare tutto ai colleghi. Questi colleghi comunque hanno continuato a pagare gli utili per 15 anni nella speranza che io tornassi. Quando sono entrato in Australia era il periodo dell’apparteid e solo 500 visitatori giapponesi potevano visitare il paese ogni anno. [4] Quando ho aperto questa società avevo poco più di 20 anni e tanti si meravigliavano della mia giovane età. Dopo breve tempo, comunque, ho lasciato la vita comoda e sono ripartito.

Dopo, volevo andare in Sud America, ho pagato il biglietto In Australia ma sono stato truffato, il biglietto non è mai arrivato. Quindi ho cambiato destinazione e sono andato in Thailandia. Ho aperto un’azienda di import/export di varie cose, seta, pelletterie. Sono rimasta in Thailandia quasi 3 anni.

Approfitta del suo soggiorno in Thailandia per avvicinarsi alla Medicina Thai?

In verità prima di andare in Australia, ero già passato in Thailandia e li avevo insegnato a 50 massaggiatori Thailandesi interessati allo Shiatsu. Ho anche incontrato un vecchio giapponese che practicava anche lui il massaggio giapponesi Anma ai Thailandesi. All’epoca il massaggio thai classico, serio che si fa oggi  nei templi non era sviluppato. Il massaggio era maggiormente quello erotico per i turisti. E proprio in questo periodo che  i Thailandesi si sono interessati al massaggio serio.

Come sei arrivato in Italia?

Prima sono andato a Singapore e poi via Londra sono entrato in Europa. E poi in Italia. Dato che ero in viaggio, non avevo intenzione di stabilirmi lì.

Yahiro sensei nel 1974, l’anno del suo arrivo in Italia. (c) Yuji Yahiro

Quale era l’obiettivo di questi  viaggi?

il viaggio, scoprire, senza scopo particolare se non quello di esplorare.

Finalmente arriva in Italia nel 1973. Come e perché ha scelto questo paese europeo piuttosto che un altro?

Avevo trovato posto come terapista in una clinica privata in Svizzera però avrei dovuto aspettare alcuni mesi prima di cominciare. Nel frattempo ho deciso di fare un viaggio in India insieme a mio fratello che voleva ritornare dopo in Giappone. Qui è avvenuto un incidente con la nostra macchina che ci ha fatto ritardare poi il rientro in Svizzera. Avrei dovuto aspettare ancora di più per poter lavorare in questa clinica così nell’attesa ho deciso di andare in Italia- E lì per caso incontrò il maestro Deshimaru e non sono più tornato in Svizzera!

Come fa ad incontrare il M° Taisen Deshimaru Roshi che era già un grande Maestro Zen di fama mondiale? Come l’hai conosciuto in Italia?

Deshimaru era a Milano solo per 7 giorni e io lo incontrai proprio il settimo giorno, si può dire un dono della natura. Stava tenendo una settimana di sesshin di Zen al Centro di Judo Busen del Maestro Barioli [5] Qui sono nati tanti grandi maestri di judo italiani. In questa occasione ho fatto un trattamento al M° Taisen Deshimaru, come esame. Dopo averlo ricevuto lui ha confermato le mie capacità e mi ha introdotto al Maestro Barioli. Grazie al Maestro Deshimaru ho cominciato a praticare lo shiatsu al Busen a Milano.

Nel febbraio 1974 ha iniziato ad accettare i pazienti e nel 1975 ha iniziato, su richiesta, ad insegnare al Centro Busen di Milano.

Centro Bu Sen significa  “scuola di specializzazione sulle arti marziali”. Prima di essere accettato ho sostenuto un esame trattando tutti i maestri di arti marziali che frequentavano il Centro. Quando tutti hanno confermato di essere d’accordo di accettarmi, è avvenuto un incidente ad un Judoka, durante un allenamento. Gli era fuoriuscita l’articolazione del gomito in modo abbastanza grave. Il Maestro Barioli ha detto:” normalmente sono in grado di sistemare vari incidenti, ma questo mi sembra troppo grave. Tu, con lo shiatsu riesci a sistemarlo?” Io riuscì a sistemarlo e fu così che cominciò lo Shiatsu in Italia.

Yahiro sensei che esegue lo Shiatsu (c) Yuji Yahiro.

Quali ricordi ha del maestro Taisen Deshimaru Roshi?

Tante cose! c’era un grande rispetto reciproco, tanti ricordi…non saprei quale raccontare..

Lei ha frequentato il tempio della Gendronnière in Francia, creato da Deshimaru?

Si certo, lui mi ha invitato. Con lui mi ero allenato nella pratica dello Zen e lui stesso pure aveva partecipato alle mie lezioni di shiatsu. Ho anche ricevuto dal Maestro Deshimaru il nome di monaco zen: Reizen Taijin. 

Il maestro Deshimaru era interessato allo shiatsu e alle terapie manuali? 

Nel momento finale della sua vita mi trovavo in Spagna, lavoravo come docente di shiatsu e agopuntura all’Accademia Tao di Barcellona e Madrid. In quel momento ricevetti un telegramma dal monaco Guareschi, considerato il rappresentante dello Zen in Italia.Ho preso l’aereo per  Parigi e per una settimana mi sono dedicato completamente a lui. Gli  ho fatto dei trattamenti nel suo centro di Parigi, facevo Moxa, agopuntura e shiatsu e preparavo tutti i suoi pasti . Per ringraziamento, Deshimaru mi regalò un libro con questa dedica messa per iscritto. ” Ho ricevuto un trattamento dal miglior agopuntore della Francia, ma tu, Yahiro, sei l’unico che ha potuto togliere i miei sintomi. Grazie mille per la meravigliosa tecnica di medicina orientale.” Quando, ero in Francia, in mezzo a questo libro ho trovato una lettera scritta dal Maestro Masunaga al Maestro Deshimaru in occasione del primo  incontro internazionale di shiatsu tenutosi in Francia un anno prima. In questa lettera c’era scritto:” In questo incontro internazionale non c’è la presenza di Yahiro che si trova in Italia, é giovane ma in gamba, per favore sostenete questo ragazzo.” Invece io avevo già conosciuto il M° Deshimaru ed è stato proprio grazie a lui che sono potuto rimanere in Italia. Il Maestro Deshimaru nell’ultima settimana di vita mi ha proposto di farmi conoscere in tutto il mondo e di utilizzare il suo castello alla Gendronnière, per scrivere un libro. 

Quindi ha  praticato la moxibustione, l’agopuntura e anche la nutrizione. Per quanto riguarda la nutrizione,è stato influenzato dalla macrobiotica di Georges Oshawa [6] dal suo pensiero sull’Unico Principio? E’ stato iniziato?

Non sono stato iniziato. Io mi ero già interessato all’alimentazione.  A Milano, grazie al successo dei trattamenti shiatsu, arrivavano tante persone. In un certo periodo venivano a farsi trattare molte persone con sintomi simili. Ho chiesto loro che cosa stessero  facendo per guarire. Mi risposero che seguivano la Macrobiotica. In quell’epoca non conoscevo la Macrobiotica, così quando venni a conoscenza che il fondatore era giapponese cercai di capire il perché nonostante seguissero questa filosofia, tanti stavano male. Quindi grazie a questa situazione ho cominciato a studiare quella filosofia mettendola  in pratica per capire su me stesso gli effetti. Così ho capito che molti che la seguivano ne prendevano solo la parte più comoda, cioè non la comprendevano in modo profondo. 

Lei dice che spesso le persone si impegnano al livello superficiale nella macrobiotica prendendo solo la parte più comoda, che cos’è la profondità della macrobiotica?

Tutto il resto, mancano tanti aspetti. La grande parte delle  persone studia solo l’aspetto facile, comodo della macrobiotica. Ho notato uno studio parziale, non vogliono faticare. Bisogna studiare in modo più ampio, senza fissazioni.

Un’altra personalità con cui ha avuto una relazione profonda è stata Shizuto Masunaga sensei. Come lo ha incontrato? Alla maggior parte degli insegnanti di Shiatsu piace ricordare che erano suoi studenti, ma Lei era già formato allo Shiatsu. quindi quali erano i vostri rapporti? Quella di maestro ad allievo o meglio di due ricercatori che si scambiano idee e informazioni tra loro? come è cominciata la relazione scritta con Masunaga?

Io facevo tantissimi trattamenti a Milano e continuamente aumentavano i casi pesanti, così cercavo i migliori maestri in vari campi per chiedere consiglio. Così ho trovato il Maestro Masunaga. Abbiamo avuto centinaia di comunicazioni tramite lettera. Parlavamo più di filosofia che di tecnica,  Masunaga era laureato in psicologia , più che terapeuta era un filosofo, secondo me. Masunaga mi rispondeva con lunghe lettere toccando in modo profondo gli argomenti. Da lui ho imparato l’atteggiamento di serietà, onestà e sincerità. Non era una corrispondenza privata erano argomenti di studio  e lui attaccava le mie lettere alla bacheca della sua scuola perché tutti potessero leggerle. 

Sarebbe interessante pubblicare queste lettere!

Purtroppo, avevo custodite le lettere in una casetta che ha subito un inondazione. Non ho controllato lo stato esatto di conservazione. adesso le ho messe nel solaio, se volete pubblicarle sono a disposizione.

Man mano che il successo aumenta e ha sempre più studenti. Tuttavia, decide di lasciare Milano per la campagna italiana. Lì ha creato il Reishi Kai. Qual è il significato di questo termine?

Durante il mio soggiorno a Milano avevo un pensiero. Ero pieno di pazienti e per una parte pensavo che se fossi andato avanti così avrei potuto raggiungere anche una fama mondiale, da un’altra parte avevo dubbio sul continuare la mia vita in questo modo. La vita è così preziosa, pensavo, non ci sarà un altro modo per darle più valore?. Il mio interesse è la ricerca della verità e diventare un vero essere umano. Nell’ultimo periodo ero perfino stato invitato da un primario chirurgo di uno dei più grandi ospedali di Milano, il professore e dottore Bisiani e dottore Mocchi a lavorare all’interno del loro ospedale. In verità, mi stavo preparando per chiudere tutto e andare nel deserto o nella giungla e rimanere là per sempre. Però, Dio è buono, proprio nel momento finale ho incontrato la mia attuale moglie e così mi sono sposato e siamo andati a vivere nella sua casa di campagna.. Ho fondato l’Associazione Reishikai che significa   “Sostegno dell’anima universale”. Facendo questo mi sono convinto di avere trovato un ambiente in cui potermi concentrare nella ricerca senza andare nella giungla. Così mangiando erbe selvatiche, praticando meditazione e zazen, volevo lasciare l’argomento della terapia, ma continuamente arrivavano persone con i problemi e accettavo anche senza pagamento chi veniva, questo però successivamente mi ha portato un grande problema; in realtà così non mi sono potuto isolare.

Da sinistra a destra, i Maestri Maurizio Fabbri, Yahiro Yuji, Onoda Shigeru, Sasaki Kazunori, durante gli incontri internazionali di Shiatsu a Castelbrando, a nord di Treviso (c) Yuji Yahiro

Nel Suo centro c’è anche un luogo di culto. Di cosa si tratta ?

 Non c’è proprio un luogo. Nel mondo ci sono due tipi di educazione, una è la porta dell’insegnamento, l’altra è la porta del non insegnamento.Nell’educazione dell’insegnamento, le domande e le risposte sono già preparate, nell’educazione del non insegnamento c’è la domanda ma la risposta ognuno la deve trovare con il suo sudore, come nello Yoga e lo Zen autentico.

Il compito nell’educazione dell’insegnamento è la salvezza. La salvezza si realizza tramite Dio, lo strumento è la preghiera e l’ispirazione. Per questo è necessario il cuore puro. Preghiera non significa chiedere a Dio di fare qualcosa per sé ma chiedere cosa io posso fare. Il massimo esempio è quello di Gesù sulla croce che pregava:” Signore perdona loro perché non sanno quello che fanno” ora il posto di Dio nell’educazione dell’insegnamento è stato preso dalla scienza con l’intelligenza artificiale.

Il karma, base dell’entità personale, è costituito dalla memoria (DNA), eredità, abitudine. Attualmente il settore della chimica e fisica moderna è notevolmente avanzato. Così vediamo che l’intelligenza artificiale comincia a manipolare la nostra memoria e la scienza chimica contemporaneamente comincia a manipolare il DNA. Il credere a Dio viene sostituito al credere all’intelligenza artificiale. Ma questo non è del tutto negativo, magari per chi pensa poco o sente poco può essere un sostegno, in ogni caso non è assolutamente garantita una crescita dal punto di vista dell’evoluzione umana.

Yahiro sensei che prega (c) Yuji Yahiro

Nel 1981, incontra un’altra personalità che sarà importante per lei: Masahiro Oki sensei, un grande maestro di yoga. Siccome non conosco affatto questa persona, tranne che ha fondato la sua propria scuola Okido yoga e che ha scritto un libro sulla terapia Zen nello Yoga, potrebbe per favore dirmi chi era?

Nel 1981 avevano organizzato una conferenza per la pace in Svizzera. Dal Giappone avevano invitato il M° Oki e il M° Fukuoka, maestro di fama mondiale nell’ambito dell’agricoltura naturale. Così mi hanno invitato alla Conferenza in Svizzera come traduttore del M° Fukuoka e tramite questo ho conosciuto il M° Oki. E’ stata la prima volta che nella mia vita ho incontrato due grandi personaggi e ho risuonato internamente. Quello che mi ha colpito di più è stato il M° Oki. E’ stata la prima volta nella mia vita che ho visto un vero esempio di essere umano. Così ho deciso di seguire il suo “non insegnamento”. In questo momento, prima di dimenticarmene, sto scrivendo tutti gli avvenimenti del mio incontro con lui. Se lei è interessato le potrò inviare lo scritto. Ora qui riporto solo alcuni episodi. Lui ha succhiato il pus dei lebbrosi per manifestare il suo amore e poi anche lui si è infettato. Incontrava anche l’Imperatore e il primo ministro come consigliere, ma vietava di pubblicizzare questi eventi per non usarli in modo mondano. Non voleva essere considerato un santo professionista, però voleva essere un uomo puro. È stato candidato al premio Nobel, ma lo ha rifiutato.

A sinistra, Yahiro sensei, poi il Maestro Barioli e al centro il Maestro Oki (c) Yuji Yahiro

Okido Yoga fondamentalmente è mikkyo. Nel vero mikkyo non c’è eredità. Finisce con una sola generazione. Così pure il mio impegno finirà con me.

M° Oki ha vissuto qui il suo ultimo momento di vita,  e io gli sono stato sempre vicino. Mi ha lasciato alcune ultime parole prima di scomparire: 

❖ “Io voglio lasciare tutta la mia conoscenza a te, ma non posso.”  

❖ “In verità, non ho capito veramente. Questo è quello che ho capito veramente”.“

❖ “Costruire, anche se piccolo, un gruppo puro” .

❖ “Di me, non capirà nessuno”

Dopo la scomparsa di M° Oki qui nel Dojo c’è stata una riunione, i membri della sede centrale in Giappone mi hanno chiesto di accettare la proposta che questo luogo diventasse sede centrale per l’Europa. Contemporaneamente anche chi collaborava in Italia senza forma organizzativa mi propone di fare diventare questo luogo sede centrale anche per l’Italia. Io ho respinto entrambe le proposte. Il motivo del mio rifiuto era che non volevo entrare nel modo di organizzazione mondano, però ho dato un consiglio. Per l’Italia creare senza la mia partecipazione una Federazione con sede a Milano, creare una Scuola con sede a Venezia e una Casa Editrice con sede a Roma. Tutto questo per non creare fazioni, ma nonostante il mio intento le fazioni si sono create ugualmente. Sentendo forte la pressione del peso della mia responsabilità, ho deciso in quel momento di partire per il deserto, per fare digiuno e meditazione. Dopo due settimane di digiuno con solo acqua sono entrato in una settimana di digiuno senza neanche l’acqua. Sono crollato in mezzo al deserto e ho rischiato la mia vita. Sono stato salvato da un beduino che passava di là. Il mio pensiero era che se fossi ritornato vivo sarebbe stata la dichiarazione che per il resto della mia vita avrei avuto una missione da realizzare.

Maître Oki et Yahiro senseï (c) Yuji Yahiro

Nel 2000 ho cominciato un progetto per correggere la mondanità nel gruppo stesso dell’Okido. Non ci sono riuscito. Dicendomi che ero utopista tanti hanno lasciato, chi è rimasto è ripartito. 

Nel 1982, lei ha pubblicato il suo primo libro intitolato “Keiraku Shiatsu”. Perché questo titolo? Perché non chiamarlo Meiso Shiatsu come il nome del suo stile?

Keiraku Shiatsu in realtà non era un libro. In ogni incontro fotocopiavo del materiale scritto come base per i principianti, così un editore per farmi risparmiare il costo delle fotocopie mi ha proposto di farne una stampa. In realtà stavo ancora ricercando e non si era maturata in me la volontà di stampare un vero testo di studio. Ora quello che sto scrivendo con il nome di Meiso Shiatsu è una parte del frutto più profondo della mia ricerca. L’ho scritto per manifestare ringraziamento verso lo stimolo ricevuto dallo shiatsu per la mia ricerca della verità. Sono 10 anni che lo  sto scrivendo. Sarà un libro molto completo e molto approfondito. Praticamente un trattato. La bozza è già pronta ma lo stiamo facendo con il responsabile dell’accademia Meiso Shiatsu che non è un professionista dell’edizione, ma che comprende appieno i contenuti.  Presto verrà stampato

Grande notizia, ma può dirci qualcosa su Meiso Shiatsu, dal punto di vista della tecnica, come lo ha sviluppato, cosa ci ha messo dentro?

Quando chi aveva imparato da me lo shiatsu ha cominciato a diffonderlo, una di queste organizzazioni ha ricevuto da me l’idea del nome: Shiatsu Do. In seguito la loro attività si è indirizzata troppo verso l’organizzazione, così io ho ideato il nome del mio gruppo: Meiso Shiatsu.

Fondamentalmente, Meiso Shiatsu è insegnamento non visibile, MIKKYO, cioè la chiave è sentire e poi ci vuole la razionalità. Si tratta di mettere in atto  un principio:  consapevolezza, respiro, azione. Non è un metodo, è un principio che si può utilizzare in tutti i campi.

Nello zen si dice che ci sono 3 principi/segreti: corpo ,bocca, coscienza.

In qualsiasi studio ci sono tre processi di approfondimento: JUTSU, HO, DO

  • Il primo è JUTSU, la tecnica. Chi approfondisce lo studio della tecnica, in giapponese è chiamato “tatsujin”
  • Il secondo è HO, la legge di natura. Chi ha approfondito è chiamato ”meijin”
  • Il terzo percorso di approfondimento è Do, ricerca della verità nella vita quotidiana 

Per raggiungere questo livello è necessaria la meditazione.

Rispetto a qualsiasi argomento di studio, se si è interessati a scoprire la verità bisogna praticare Meiso.

Con il maestro Oki, sua moglie e i suoi tre figli. Yahiro sensei è sulla destra (c) Yuji Yahiro

Nel Meiso Shiatsu fate la diagnosi orientale? Esiste un Kata?

Certo e anzi  chi sa fare una diagnosi è molto bravo ed avanzato!

 Il kata esiste è Kenkyo [7] è la base dell’ insegnamento, è utile. E’ Jutsu. Puoi approfondire  la meccanica ma non puoi ampliare la comprensione e la  coscienza se non sviluppi la conoscenza di Ho, delle leggi della natura. 

Il kata fa parte della parte tecnica, dell’ allenamento fisico.Tuttavia  senza l’ascolto delle leggi della natura diventa solo meccanico. Si può approfondire la tecnica ma senza la comprensione delle leggi della natura non si raggiunge la verità.

Kenkyo, per esempio lo yoga è molto sviluppato nel mondo ma è l’aspetto Kenkyo che è conosciuto non lo yoga originale che è Mikkyo.

L’argomento di Kenkyo è la salvezza. L’uomo soffre fisicamente e mentalmente e ricerca la salvezza attraverso la preghiere, adesso attraverso la scienza. 

Il compito di Mikkyo è il satori cioè comprendere la verità. Io sto cercando.  Attraverso lo shiatsu cerco la salvezza dalle malattie, dai disturbi. Però devo attraversare la malattia, per scoprire la verità e non solo cacciare via  i disturbi. Molte volte, quando guarisco sono contento ma non ho imparato niente. Devo imparare dalla malattia che cos’è la vita. Tante persone quando si ammalano, pagano per guarire per essere liberate dai loro sintomi ma non cambiano niente alla loro vita, vanno avanti egoisticamente. Ho curato una signora malata di tumore all’intestino che soggiornava nel Dojo con il marito e le loro quattro figlie. Così li ho accettati fino alla guarigione senza alcun pagamento. Dopo che la guarigione fu confermata anche medicalmente, avrebbero voluto soggiornare ancora, ma senza alcun interesse nello studio. Mi consideravano fanaticamente come un santo, così non li ho potuti più accettare e li ho mandati via. Poi invece di ringraziare mi hanno calunniato.

 ho lasciato il mondo della terapia. Le persone apprezzano troppo poco la vita, c’è troppo materialismo. Io volevo che lo shiatsu fosse più rispettato e fosse una via per onorare di più  la vita.

In Svizzera durante l’incontro internazionale della pace, con il maestro Fukuoka al centro, nel 1981
(c) Yuji Yahiro

Non sarebbe il ruolo del terapeuta di portare le persone alla consapevolezza?

Spesso il terapista stesso è poco consapevole!!

E quindi secondo lei come può fare il terapeuta a sviluppare la sua coscienza?

Con la consapevolezza. Attraverso l’educazione di sè stessi alla consapevolezza.

Ho incontrato migliaia di persone ma nessuno mette la consapevolezza nello Shiatsu. Molti sono interessati alla tecnica esterna, ma pochi hanno fame di ricerca interna.

il mondo Mikkyo è studiare per imparare. Il mondo Kenkyo è studiare per insegnare. Io non insegno, io studio. Studiare per imparare e poi offrire non è sbagliato. Ma è molto difficile. Insegnare richiede molta energie e dopo non c’è tempo per approfondire.

Comunque stiamo facendo dei video del nostro kata che funzionano bene!! anche fatto da amatori funziona!!

Non sono riuscito a trovare nessuna informazione su di lei dopo il 1988. Ora siamo nel 2022, cosa ha fatto negli ultimi 34 anni?

Durante tutti questi anni ho fatto esperienza di servizio in vari paesi come il Marocco, il Kosovo, in Pakistan e Afghanistan, nel Myanmar, in Cambogia, in India. Un paio di volte sono stato invitato dall’Università Astronautica di Kiev in Ucraina.

In India ho incontrato più volte i capi spirituali del jainismo e il Preside dell’Università Jainista. Sono stato invitato tante volte dal Presidente di una delle case editrici più diffuse in India, il Rajastan Patrika, per una conferenza sulla pace. Tre volte ho incontrato l’ex primo Ministro indiano. Alcuni “Racconti sulla vita” che le ho inviato sono stati pubblicati su questo giornale in tutta l’India. Questo Presidente delle edizioni avrebbe voluto farmi conoscere in tutta l’India ma io ho rifiutato anche questa proposta. Due anni fa lui avrebbe voluto pubblicare la mia foto dopo 49 giorni di digiuno, ho rifiutato anche questo.

Yahiro sensei in India con il guru Acharya Tulsi [8], uno dei leader del giainismo, nel 1995 (c) Yuji Yahiro

Dato che lei è un specialista in religione shintoista ,vorrei cogliere l’occasione ponendo una domanda filosofica. Nella religione shintoista si dice “Ichi rei Shi Kon”, tradotto “uno spirito, quattro anime”, Può spiegare il significato di questa frase particolarmente citata da O Sensei Ueshiba, il fondatore dell’Aikido?

Della frase: ”Ichi Rei Shi Kon” non si trova l’esatta traduzione in italiano.” Un anima, quattro caratteri” . Il primo è la felicità, il secondo è il coraggio, il terzo è la perspicacia, il quarto è la pace. Il M° Deguchi Onisaburo era il Maestro del M° Ueshiba. Ho conosciuto il nipote del M° Deguchi [9], uno dei più famosi monaci in Giappone. Quando lui ha saputo che io e mia moglie ci eravamo sposati senza cerimonia religiosa lui ci ha proposto di celebrare il nostro matrimonio 10 anni dopo secondo il rito shintoista. In quell’occasione mi ha fatto indossare eccezionalmente l’abito di suo nonno, il Maestro Deguchi.

Yahiro sensei alla cerimonia di matrimonio secondo il rito shintoista con sua moglie Lorena, 1991.
(c) Yuji Yahiro

Maestro Yahiro ha un messaggio per gli operatori shiatsu? (Yahiro sensei ha poi preso un lungo momento di riflessione in cui si poteva sentire che stava cercando le parole giuste per trasmettere al meglio ciò che voleva dire).

Vorrei parlare dell’incontro e del dialogo con la vita e del giubilo universale.

Quando avevo l’età di 10 anni ho fatto un sogno ricco di colori. All’interno di questo sogno vengo a sapere della morte di mio padre. Parto per il giro del mondo a cercare l’erba medicinale per l’immortalità. Finalmente arrivo davanti ad una catena di montagne maestosa, come fosse l’Himalaya. Questa imponente montagna era di colore nero, priva di neve. Sulla cima di questa montagna divina, c’era un fiore bianco, puro e brillante, ma solo per poco io non riesco a coglierlo. Guardo il mondo sotto di me: solo un profondo precipizio. Così ho la certezza della morte di mio padre e scendo dalla montagna piangendo. Dopo questa esperienza vissuta nel sogno ho deciso di dedicare la mia vita per cercare questo fiore bianco e sono arrivato fino ad ora. Uno di questi fiori è il mondo dello shiatsu.  Quel fiore bianco luminoso è il simbolo della vita.

Dialogare con questa vita è preghiera. Unirsi con la vita (Dio) è meditazione e giubilo universale. Ora ,è in questo modo che comprendo. L’entità di vita che si manifesta come persona è costruita attraverso il corpo, il cuore l’anima, la vita sociale e l’ambiente del pianeta e dell’universo. L’ambiente del pianeta e la società da sempre sono enormemente cambiati, sia attraverso le catastrofi naturali, sia attraverso eventi innaturali come le guerre create dalla mano dell’uomo. L’educazione moderna è basata sulla ricerca scientifica, in particolare la fisica e la chimica si sono estremamente sviluppate e diffuse.Stiamo assistendo ad un grande cambiamento del concetto e della conoscenza riguardo al modo di intendere l’ambiente e la vita, dominato dal controllo della digitalizzazione.

Secondo una teoria della scienza fisica moderna quando vengono emessi nell’atmosfera dei neutrini questi si dividono tra loro in neutrino elettronico (materia) e anti  neutrino elettronico ( antimateria) che poi si scontrano e scompaiono. Però in realtà alcuni rimangono. Questo secondo gli scienziati è un’ipotesi dell’esistenza della materia e della non materia. Le dimensioni di questi neutrini, se paragoniamo l’atomo al pianeta terra  corrispondono al foro di un ago. Le particelle del prana sono ancora più piccole del neutrino e sono presenti invisibilmente e in grande abbondanza in tutto l’universo.

Il significato del karma è la memoria, l’eredità e l’abitudine. Quando la vita si manifesta attraverso una persona, riflette l’influenza e nello stesso tempo risuona con l’ambiente e la società e così si esprime il carattere personale. La tecnologia dell’intelligenza artificiale e quella della modificazione genetica sono entrate nel territorio umano del Karma, l’essenza basilare dell’uomo, la memoria e l’eredità. Secondo Meiso shiatsu il mondo della coscienza lo si può dividere in 32 livelli. Questo fa nascere l’odio e il conflitto e fa nascere anche il corpo naturale, cioè la salute e il cuore naturale, cioè la felicità. Così nasce alla fine anche il mondo della libertà e della pace. Però questa condizione non si crea automaticamente, ma solo attraverso l’educazione. 

L’importanza del lavoro Ki (c) Yuji Yahiro

La chiave si trova nei tre principi di Meiso shiatsu. Il percorso per la vera salute, la vera felicità, la vera libertà e vera pace.

Esistono due tipi di educazione: 

  • l’educazione dell’insegnamento che è stata creata per la specie umana che conduce una vita sociale
  • l’educazione del non insegnamento  che è l’educazione al satorì creata per scoprire la verità.

La società comune non fa conoscere la verità. La verità deve essere ricercata in modo scientifico, filosofico e religioso. Per realizzare questo la ricerca scientifica deve essere globale, non parziale, la filosofia deve essere pratica e non solo osservazione e la religione non deve essere ideologia ma vissuta  attraverso un modo di vita di “una persona  una religione”. I tre principi dello shiatsu sono gli stessi principi dell’educazione al non  insegnamento. Io ho molta ammirazione e provo grande rispetto verso il medico che ha scoperto  questi tre principi.

I tre principi dello shiatsu sono:

1-La pressione perpendicolare è la pressione di respiro.

Tanti hanno compreso erroneamente che lo shiatsu sia pressione con le dita, ma se così fosse non solo le dita si rovinerebbero ma pure il corpo. Invece la corretta pressione è la pressione del respiro portata attraverso la mano. La chiave è che lo shiatsutore abbia un respiro più lungo di quello del paziente. Chi ha praticato ad un livello superiore attraverso l’apnea, matura il Ki e può realizzare un effetto maggiore. Quando ci si è bene allenati si può realizzare anche la terapia in distanza. Quando la pressione è perpendicolare la si può indirizzare verso il centro del proprio obiettivo.

2- La pressione costante è la pressione di tanden (forza di addome e lombari)

La pressione costante nasce attraverso la forza dell’addome e delle lombari. La pressione della mano o delle dita se non è inferiore alla forza del tanden non penetra verso l’obiettivo interno. Una delle caratteristiche dello shiatsu è la stimolazione del sistema nervoso parasimpatico. Questo si realizza tramite la forza del tanden.

3- La concentrazione (pressione di sostegno secondo il metodo Masunaga) è la pressione della preghiera (dialogo con la vita) e la meditazione (unione con la vita).

Questa pressione è la pressione del cuore umano. Con consapevolezza avere un cuore capace di rispettare gli altri, capace di  perdonare gli altri e ringraziare. Un cuore capace di tirare fuori il valore. Per manifestarlo cosa si può fare? Questa è la pressione della preghiera. Con questo dialogo, infine, unificarsi con la vita viene detto meditazione. E’ la pressione dell’inno alla vita, cioè la pressione del giubilo universale. Noi siamo tutti figli dell’universo, cioè figli di Dio. Ringraziare la vita, cercare di immaginare com’è meglio vivere perché la vita possa essere contenta. Domandarsi: “La vita, tramite questo cuore puro, che tipo di manifestazione tramite il corpo vuole che io faccia?” Di metodi di salute ne esistono tanti, però fondamentalmente esistono tre modi di guarigione:

  1. Guarigione forzata
  2. Guarigione naturale
  3. Guarigione senza intervento

Guarigione forzata significa che non esiste alcun interesse nel cambiare le proprie abitudini, nel correggere il corpo o modificare il proprio pensiero, né il modo di vita.Solo si vuole cambiare quello che non va. Guarigione naturale significa correggere l’equilibrio fisico, correggere l’equilibrio dello stato d’animo e in questo modo riprendere la salute. Guarigione senza intervento significa trovare il proposito della vita e cercare di vivere in un modo che faccia contenta la vita. Di qui, se necessario, anche si può  intervenire. Spero che possiate mettere in pratica un corretto modo di studio dello shiatsu.

In mezzo a questo caos del mondo fate una vita che abbia valore.

Ritorno in India. Fare una vita di valore. (c) Yuji Yahiro

Un enorme grazie Maestro per questo meraviglioso messaggio e grazie mille per aver dedicato tutto questo tempo a condividere il tuo messaggio con noi.


Autori: Ivan Bel

Traduttore: Nathalie Durand


Appunti

  • [1] Minoru Mochizuki (望月 稔; 1907-2003) è stato un grande maestro di arti marziali del suo tempo. Era un allievo diretto del fondatore del Judo (Jigoro Kano) e del fondatore dell’Aikido (Morihei Ueshiba). Durante la sua carriera, è stato 10° dan in aikido, 9° dan in jujutsu, 8° dan in iaido, judo e kobudo e infine 5° dan in kendo, karate e jo-jutsu. Per saperne di più su di lui, leggete “La storia dei pionieri giapponesi degli anni 50”.
  • [2] Il monaco Kūkai (空海; 774 – 835), meglio conosciuto come Kōbō-Daishi (弘法大師), è il santo fondatore della scuola di buddismo Shingon; è anche una figura di spicco nella storia giapponese: il suo spirito universale ha fortemente influenzato la cultura e la civiltà giapponese. Non era solo un grande uomo religioso, ma anche un eminente uomo di lettere, filosofo, poeta e calligrafo.
  • [3] Dopo la guerra il Giappone era sotto la stretta occupazione degli Stati Uniti. Tra le varie misure legate all’occupazione c’era la restrizione dei viaggi all’estero per tutti i giapponesi.
  • [4] Nel 1901, uno dei primi atti dell’Australia come nazione fu quello di introdurre la cosiddetta politica dell’Australia Bianca per escludere i non europei dal paese. Come parte di questa politica, gli schiavi melanesiani e le loro famiglie furono rimpatriati con la forza, recidendo i secolari legami familiari e commerciali tra gli aborigeni australiani e l’Indonesia. Fu solo nel 1965 che gli australiani cominciarono a reagire contro questa politica, che si estendeva a tutti i non bianchi.
  • [5] Cesare Barioli (1935 – 2012) è stato un maestro di Judo italiano e pioniere degli anni 50. Appassionato di Judo, trovò gli scritti di Jigoro Kano e li tradusse in italiano.
  • [6] Per saperne di più su Georges Oshawa, fondatore della macrobiotica, leggi l’articolo “La storia dei pionieri giapponesi degli anni 50”.
  • [7] Kenkyo (謙虚) significa “umiltà” o “essere umile”.
  • [8] Acharya Tulsi (1914 – 1997) è stato riconosciuto come Ganadhipati, cioè il Superiore di tutti i monaci-ascensori indiani della nostra era, un titolo mai conferito fino ad ora. Ha lavorato duramente affinché tutti conoscessero le scritture del giainismo e applicassero i suoi valori.
  • [9] Onisaburō Deguchi (出口 王仁三郎; 1871-1948) è stato un religioso giapponese considerato il secondo leader spirituale del movimento Ōmoto. Era una figura spirituale di spicco nel Giappone prebellico.

Libri di Yahiro sensei

  • Keiraku shiatsu: Red edizioni, 1982
  • Meiso shiatsu. Terapia e educazione per la salute e l’evoluzione umana: Cometa, 1994
  • Okido – per apprezzare il valore della vita: Edizioni Mediterranee, 2012
Ivan Bel