Perchè studiare il percorso profondo di un meridiano?

28 Set, 2020
Reading Time: 10 minutes

La maggior parte degli operatori Shiatsu conosce i meridiani in maniera esaustiva. Ma è davvero così? Quanti sanno che ognuno dei 12 meridiani segue percorsi che possono andare in superficie o in profondità? Lo studio dei loro percorsi profondi migliora notevolmente la nostra comprensione. Intraprendiamo questo viaggio utilizzando come esempio il meridiano di polmone.


Da qualche tempo ho il privilegio di essere in contatto con un numero sempre maggiore di shiatsuka, soprattutto grazie ai corsi che tengo e grazie ai social network. Persone di diversa provenienza e che praticano diversi stili di Shiatsu vengono a pormi domande. Queste domande sono essenziali per l’insegnante, perché lo spingono a mettersi in discussione e a progredire continuamente. Durante un corso intensivo estivo, ho parlato spesso dei percorsi profondi dei meridiani, perché mi rendevo conto che raramente venivano insegnati agli studenti durante i loro studi. Eppure, è importante che vengano studiati: la loro esistenza ci racconta storie che completano la nostra comprensione dei meridiani.

Poiché è il primo meridiano insegnato agli studenti e ben conosciuto sia da loro che dagli operatori, useremo il Polmone come esempio. Tutti sanno dove inizia il primo punto del polmone (6 cun laterali rispetto alla linea mediana anteriore, all’altezza del 1° spazio intercostale), che segna l’inizio del meridiano, e ancor più dove si trova il secondo punto, ancora più facile da localizzare (6 cun laterali alla linea mediana anteriore, sotto la clavicola in una depressione mediale al processo coracoideo). Ma con mia grande sorpresa, pochi sapevano che P1 è in realtà solo l’inizio del meridiano di superficie, cioè il segmento in cui si può agire direttamente sull’energia esterna del meridiano, con i suoi punti o tsubo.

Ma ci sono altri percorsi, che di solito sono rappresentati nelle relative illustrazioni dello Shiatsu come linee tratteggiate, e che costituiscono la parte più profonda del meridiano. È come un iceberg: c’è la punta e la parte sommersa. Questa parte sommersa fornisce molte informazioni sul ruolo o sui ruoli del meridiano, sulle sue connessioni e sul legame con l’organo, in questo caso i polmoni. È proprio questo il significato della relazione Biao/Li, il collegamento tra profondità e superficie. Nel caso del meridiano di polmone, il percorso profondo fa una sorta di gancio sopra l’ombelico, passando così in gran parte nella zona intestinale dell’Intestino Crasso (trasverso) e in un tratto dell’Intestino Tenue.

In altre rappresentazioni si trova curvo intorno all’ombelico. In ogni caso, continua attraverso il piloro (porta inferiore dello stomaco) … la sacca dello stomaco … il centro del diaframma … si divide a destra e a sinistra intorno al cuore passando sopra i polmoni … si fonde di nuovo sotto il manubrio (la parte superiore larga dello sterno) …. si dirige dritto verso la laringe per andare infine a lato verso il punto P1.

Accanto a questo, un secondo ramo interno parte dal punto P7 e si unisce direttamente a P1.

Ma cosa significa questo?

Meridiano di Polmone – (C) Inserm.fr

STUDIO DEL MINI-PERCORSO SULLA MANO

Non è necessario essere un grande esperto di Medicina Cinese per comprendere il significato di questi percorsi profondi.

Per quanto riguarda il piccolo ramo sulla mano, si tratta semplicemente di illustrare la relazione tra i meridiani di Polmone e di Intestino Crasso, che formano la ben nota coppia di polarità Yin/Yang, e che è legata all’energia del Metallo. In effetti, il Polmone termina sul pollice e l’Intestino Crasso inizia sull’indice. Sebbene queste due dita non siano distanti tra loro, non sono però né in relazione diretta né a stretto contatto. Quando ero studente, questo aspetto mi lasciava molto perplesso. Mi fu spiegato che l’energia non ha bisogno di un collegamento diretto, poiché scorre attraverso la barriera cutanea per “saltare” al punto di partenza del meridiano successivo. Veramente?  E perché questo dito e non un altro o addirittura la punta del naso? In breve, c’era qualcosa di strano in questa spiegazione. Il percorso profondo del Polmone sulla mano spiega più concretamente come sia possibile questa relazione e soprattutto quali punti la rendano possibile.

P7, Rekketsu (Liè quē in cinese – 列缺) o “Sequenza Spezzata” non è un punto da ignorare. Situato davanti al processo stiloideo (in direzione del flusso dei meridiani), è inizialmente un punto che appartiene al “VIP Club” dei punti fondamentali. Ne esistono solo 5 in totale e sono tutti come “coltelli svizzeri”, in quanto hanno un gran numero di applicazioni su una determinata area anatomica (in questo caso il torace). Poi, si tratta di un punto Raku o meglio conosciuto in cinese come punto Luo (comunicazione) e indovinate un po’? Con chi pensate che comunichi? Con il punto sorgente del meridiano associato, naturalmente, che è il Intestino Crasso (IC4). Quindi, esiste già di fatto una relazione tra i due meridiani attraverso P7. Ma non è tutto, se il vostro interesse è rivolto ai Meridiani Straordinari, scoprirete che è anche uno dei punti maestri del Vaso Concezione, può anche essere chiamato punto di apertura del Vaso Concezione, quando è accoppiato con R6. E, allo stesso tempo, R6 è il punto di apertura del Vaso del tallone Yin e P7 il suo punto di accoppiamento. Come si vede, solo studiando questo mini-percorso profondo del polmone si può imparare molto. Che dire quindi del grande percorso più profondo?

DALLA PROFONDITA’ DEL VENTRE AL NASCERE DELL’ENERGIA

Seguiamo ora il grande percorso profondo del polmone, quello, se così si può dire, attraverso il quale tutto è reso possibile. Non cercheremo troppo in bibliografia per capirlo. Piuttosto, vorrei mostrarvi come percepirlo usando il buon senso e una minima capacità di osservazione. Il suo aggancio sopra l’ombelico indica una relazione con la parte mediana del Triplice Riscaldatore. Se si trova sotto l’ombelico, come un amo da pesca, ci dice quanto sia importante il legame tra il respiro e la nascita. Senza il primo respiro non c’è vita e quindi non c’è il cordone ombelicale che, seccandosi, diverrà poi l’ombelico. All’inizio della nostra vita, appena usciti dal grembo della mamma, dobbiamo – prima di ogni altra cosa – fare un respiro profondo. Se questo non avviene, un colpetto sul sederino del neonato provoca una reazione nervosa e questo può così avvenire. In altre parole, questo significa che il ventre e il respiro sono intimamente legati: personalmente preferisco questa spiegazione, anche se è un po’ poco accademica.

In seguito, l’incrocio tra il piloro, lo stomaco e la parte trasversale dell’intestino crasso e il diaframma non è una cosa irrilevante. Infatti, non appena subiamo uno stress, smettiamo di respirare e andiamo come in apnea. Basta osservare la nostra reazione quando riceviamo un’e-mail sgradita, leggiamo una notizia dolorosa o ascoltiamo qualcuno che ci critica. E qui stiamo parlando solo di cose emotivamente gestibili. Ora immaginiamo di assistere, proprio di fronte a noi, all’investimento di una persona che ha attraversato la strada quando il semaforo pedonale era rosso. Quando ciò accade, smettiamo di respirare, poi urliamo cambiamo colore, a seconda della nostra natura. Questo si chiama shock emotivo.

Il movimento del diaframma

L’organo più sensibile agli shock emotivi e allo stress che ne deriva è il polmone e, subito dopo, lo stomaco. Chi non ha mai sentito lo stomaco come annodarsi all’annuncio di una brutta notizia? Non ci vuole molto per sentirlo contratto, vero? Ciò è dovuto alla sua natura strutturale, ma non solo. Qual è il modo migliore per rilassare questa zona? Vi do un suggerimento: la respirazione. Se l’energia del polmone sale al momento dello stress, allora lo stress prevarrà, altrimenti vi potrete un poco calmare se la lascerete scendere nella pancia. Il diaframma, situato appena sopra, è la superficie che si blocca in caso di stress, interrompendo automaticamente la respirazione poiché è lui che permette l’ispirazione grazie al suo movimento verso il basso. Anche in questo caso, sarà necessario fare qualche esercizio di respirazione per rilassarlo, oltre naturalmente a ricevere un buon Shiatsu.

Il suo percorso è piuttosto semplice. Il percorso gira intorno al cuore su entrambi i lati per entrare nei polmoni, come ad indicare o dimostrare la connessione tra l’organo stesso e il meridiano, e poi si dirige verso la laringe. La laringe è un organo complesso, parte del sistema respiratorio, il cui scopo è gestire l’apertura e la chiusura delle vie aeree superiori, permettendo all’aria di entrare e uscire, di sbadigliare, di deglutire, ma soprattutto di far vibrare le corde vocali e quindi di esprimersi. L’aria, il respiro, la parola, il polmone, tutto questo è interconnesso e spiega perché dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo (i buddisti parlano della nozione di retta parola nel Nobile Ottuplice Sentiero), altrimenti danneggeremo sia l’energia del polmone sia quella del cuore, che è lì vicina. Come promemoria, se tutti gli organi Yin sono responsabili di un’emozione, solo il Cuore può sentire tutti loro. È giunto il momento che tutta questa energia venga in superficie dopo aver come caricato tutti gli organi, cosa che avviene nel primo punto del polmone 1.

Inoltre, una breve analisi dei nomi ci dice molto. Questo punto non dovrebbe essere chiamato semplicemente “P1”! Si tratta solo di un codice per facilitare l’apprendimento all’inizio, ma che può diventare rapidamente una limitazione man mano che si procede nello studio. No, il suo nome è Chyūfu (o Zhōng fǔ in cinese – 中府), che significa “Palazzo Centrale”, “Tesoro Centrale”, “Archivio Centrale” secondo le magnifiche spiegazioni di Jean Motte, il famoso agopunturista francese, e che è, per buon senso e saggiamente tradotto, “Centro delle viscere”. Il palazzo è il luogo in cui si trovano i tesori e quale miglior tesoro per noi operatori Shiatsu se non la pancia, fondamento e fonte del Ki. Pertanto, e logicamente, gli antichi cinesi hanno designato P1 con un nome che indica la fonte del percorso profondo del meridiano. Nella Medicina Cinese non esistono coincidenze.

Insieme al Qigong, la meditazione è un buon modo per sentire il nostro ventre

LA RICERCA DEI PERCORSI PROFONDI

Con un pizzico di buon senso, e senza perderci in spiegazioni troppo complesse, se accettiamo di cambiare il nostro modo di pensare, allora lo studio dei percorsi profondi diventa una scoperta continua e un’occasione  di apprendimento che dà pura gratificazione.  Già in fase iniziale nel mio insegnamento, durante il secondo anno di corso, ho fornito un programma didattico contenente le vie profonde, il muscolo-tendineo e i meridiani di comunicazione, dato che non è perché si impara lo Shiatsu che si debbano ignorare questi aspetti dell’energia apparentemente estranei al nostro studio. Al contrario, questa conoscenza è fondamentale per cogliere il quadro completo del complesso puzzle della medicina orientale. Ciò ci consentirà di realizzare tecniche efficaci prima impensate. Per esempio, se un giorno trovate P7 completamente vuoto, un modo semplice e veloce per aumentarlo è, continuando a premere, esercitare una frizione sotto l’ombelico e forzare il respiro di hara. L’efficienza dei risultati è impressionante. Non perdete quindi tempo quest’autunno a leggere l’ennesima classica storia sull’energia del Metallo, come se non ci fossero già migliaia di argomenti non ancora scritti e immergetevi invece nei percorsi profondi dei meridiani. Ne uscirete molto appagati.

Buona pratica!


Autore

Ivan Bel

Traduzione

Michele Terenzoni
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