Principio: Omote-Ura「表-裏」

Principio: Omote-Ura「表-裏」

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Tutti conoscono lo Yin e lo Yang, questi due fratelli gemelli tanto complementari quanto opposti. Uno è più caldo, l’altro è più denso; il primo è più chiaro il secondo è più profondo. Se da un lato, conosciamo bene questi paragoni che riguardano la qualità, dall’altro lato siamo meno avvezzi alle loro relazioni di sistemi. Quali sono i legami tra profondità e apparenza, esterno e interno? Grazie al concetto di Omote-Ura possiamo esplorare meglio questa dinamica. Vediamo insieme a cosa corrisponde questa realtà attraverso strumenti linguistici, culturali e medici, viaggiamo attraverso Cina, Corea e Giappone.


Ogni lingua è uno strumento che permette di scolpire una realtà diversa dalla sua vicina. Studiando, traducendo e assimilando i termini prodotti da un’altra cultura, possiamo guardare il mondo con un altro paio di occhiali. Osservando il mondo in modo diverso, ne scopriamo nuovi aspetti. Ovviamente la lingua giapponese non fa eccezione, abbiamo avuto modo di scoprire alcuni termini specifici nel Glossario dei termini shiatsu giapponesi.

Qui esamineremo una coppia fondamentale del pensiero giapponese che si trova nella Medicina Tradizionale Cinese. Questa è la coppia omote-ura, che alcuni conoscono meglio con il suo soprannome cinese: biao-li「表裏」. Poiché i caratteri sono gli stessi, ci riferiremo a turno a omote-ura, inteso nella cultura giapponese, poi a biao-li, come descritto nei classici della letteratura Medica Cinese.

Ma prima, diamo un’occhiata al significato dei caratteri.

Etimologia di「表」

Letture:

GIAP: omote, arawa.su, hyô

CIN: biao

Caratteri Chiavi: La parte superiore è una trasformazione del carattere per disegnare Pelo「毛」. La chiave sotto è 「衣」 koromo: l’indumento, l’abito. Infatti, gli abiti di pelliccia dei tempi antichi (kawagine皮衣) facevano vedere  il pelo  all’esterno.

Significato: questo carattere ci indica l’aspetto, la superficie di qualcosa, motivo per cui troviamo il carattere chiave dell’indumento「衣」. Come un indumento, questo carattere ha il significato di mostrare, esporre, presentare qualcosa. Si trova quindi in termini molto diversi come “rappresentante di un’assemblea” (daihyô 代表), “espressione orale” (hyôgen 表現) o “cartellone pubblicitario” (hyôshi 表示). In effetti, tutto ciò che scegliamo di presentare deve essere visibile. Visibile per funzione, così come le setole esterne per isolare la pelle, oppure reso visibile per veicolare un messaggio.

Possiamo quindi ricordare che biao/omote designa tutto ciò che è visibile e si riferisce al dominio dell’apparenza e della manifestazione esterna. Qualcosa che può essere facilmente osservato.

Etimologia di「裏」

  • GIAP: ura, ri
  • CIN : li

Significato: ritroviamo il carattere chiave dell’abito. Questa volta dobbiamo capire l’abito interno che sta sul lato della pelle. È il motivo nascosto e prezioso dell’abito riservato allo sguardo interno. Insieme al suo contrario, possono essere tradotte dalle coppie Dritto-Rovescio, Testa/croce o anche Recto-Verso, esterno/interno. Questa coppia esprime i due aspetti dello stesso elemento, della stessa realtà. Una famosa formula con quattro caratteri (yo jikugo) lo illustra benissimo:

Hyô ri i ttai「表裏一体」

Letteralmente: dritto-rovescio: lo stesso corpo. Potremmo anche tradurre questa espressione come: “Testa e croce sono due facce della stessa medaglia”. Una formula per farci capire che la realtà presenta due aspetti antagonisti, ma complementari oltre che inseparabili.

Omote-ura nella cultura dell’estremo oriente asiatico

Omote-Ura ha un’esistenza reale nella cultura giapponese che merita di essere spiegata. Ai nostri occhi, potrebbe essere la fonte di un gran numero di cliché, stereotipi o altre immagini pittoresche che ci piace mantenere sul Giappone  quando evochiamo il comportamento dei suoi abitanti o i costumi della sua società. Ad esempio, quello che viene chiamato ura no sekkai 「裏の世界」 “Il mondo sotto”, include tutte le attività di bande organizzate come la Yakuza, o altri affari illegali che vengono fatti fuori dalla vista. Questo ura no sekai è come un’ombra dell’ organizzazione della società “civile” Omote

Ci sono molti esempi di omote-ura nella società giapponese. Si parla spesso dell’assiduità dei giapponesi nel loro lavoro, in realtà la loro produttività non è spettacolare, è ad esempio inferiore a quella dei francesi. Questa è senza dubbio un’immagine mantenuta dall’aspetto omote, il lavoro straordinario è un modo per mostrare (omote) il proprio zelo nel lavoro. Il comportamento pulito e elegante che si mostra durante l’orario d’ufficio può lasciare il posto a un altro spettacolo a nomikai「飲み会」 “riunioni per bere” in alcune sere dopo il lavoro. I comportamenti gerarchici e ordinati hanno così la controparte nell’estroversione là dove non c’è più misura: la loro ura. Non è raro vedere salariati in giacca e cravatta, appoggiati l’uno all’altro fino all’ultima metropolitana, o fare un pisolino in un angolo del marciapiede.

L’ubriachezza rappresenta il contrario dei comportamenti rigidi dei giapponesi.

Questa dinamica non è esclusiva del Giappone, poiché si trova più ampiamente nei paesi asiatici dell’Estremo Oriente. Citiamo un esempio coreano: nel 2006 il governo ha concesso dei  regali alle aziende oltre che ai dipendenti che non avrebbero fatto ricorso ai servizi di escort durante le loro cene di lavoro o durante le loro feste aziendali di fine anno. Sebbene la legge vieti già queste attività in Corea, ecco un modo oscuro di affrontare un aspetto ura della realtà. Comprendiamo che, nonostante le loro apparenti contraddizioni, gli omote-ura sono due dinamiche della stessa realtà.

A livello individuale e sociale, per usare un termine della psicologia junghiana, si potrebbe dire che il rapporto tra omote–ura è simile al rapporto tra il Sé e la sua Ombra. Il Sé si basa su una maschera (persona) per presentarsi ed esprimersi, è un aspetto esteriore e superficiale che si conforma a norme e convenzioni. L’ombra resta nascosta dietro la maschera e scaturisce a tratti in effusioni che possono sembrare piene di contraddizione con l’aspetto omote. Conscio e inconscio, razionale ed emotivo, ordine e caos, ciò che scegliamo di esprimere e ciò che scegliamo di conservare per noi stessi sono in realtà parte dello stesso organismo: l’essere umano.

Vediamo ora come la dialettica Yin-Yang propria della medicina cinese ci permette di comprendere questi scambi.

Biao-li nella Medicina Cinese

Biao – Li [1] è una delle coppie fondamentali che riveste grande importanza per diversi motivi. Permette al terapeuta di instaurare una relazione terapeutica con il proprio paziente, di fare la diagnosi e soprattutto di sapere come procedere con il trattamento.

Cominciamo col ricordare che Biao-Li è una delle quattro coppie che compongono gli “Otto Principi”[2] specifici della diagnosi. È l’unica coppia che descrive uno scambio tra due parti dello stesso sistema come il dritto e il rovescio di un cappotto. Le altre coppie degli otto principi descrivono un apprezzamento qualitativo (caldo-freddo) o quantitativo (vuoto-pieno). Dritto e rovescio, esterno/interno, comunicano grazie a un principio di risonanza: per rispondere l’uno all’altro, devono risuonare sulla stessa frequenza. Questa stessa frequenza non è altro che la complementarietà di due movimenti Yin-Yang che è diverso per ogni sistema osservato.

Infatti, il Su Wen ci dice nel suo capitolo 25:

“L’uomo vivente ha un corpo che non sfugge mai allo Yin-Yang “.

Nel corpo umano troveremo quindi una moltitudine di relazioni biao-li legate da una risonanza, come le bambole russe, annidate a più livelli. Forse la prima e più famosa di queste coppie è la relazione “corpo -soffio”「形気」. La fine del capitolo 6 del Su Wen ce lo presenta:

“Zhong Zhong, vanno e vengono lo Yin-Yang!

Si concentrano, si diffondono,

Svolgendo il loro intero circuito:

Soffi sul rovescio (ura)

Forma corporea sul dritto (omote),

si compiono l’un l’altro. »

Il commento ci dice: “È grazie ad una forma corporea che i soffi possono concentrarsi e dimorare; ma grazie a questa concentrazione di soffi, che si diffondono ovunque dal centro, il corpo si anima e si stabilisce. Attraverso l’interazione dei due, si sviluppa il mistero di una Vita “.

I soffi sono qui in posizione di rovescio, interno, perché rappresentano tutte le dinamiche nascoste dell’essere, come il dinamismo energetico o la sfera psico-emotiva. La struttura corporea qui designa tutto ciò che riguarda il corpo manifestato: pelle, capelli, fluidi corporei, muscoli e organi… La struttura corporea è quindi molto più manifesta e visibile dei soffi che animano l’interiorità dell’essere.

Allo stesso modo dello Yin e Yang, è chiaro che queste coppie sono definite solo in relazione l’una con l’altra. Niente è intrinsecamente Yin o Yang, così come niente è fondamentalmente omote o ura. Devono capirsi. Questa si chiama “identità relazionale”.

Gli esempi di omote-ura nel corpo sono numerosi, possiamo ad esempio distinguere 5 livelli principali nel corpo e nella struttura energetica in cui le coppie diritto rovescio rispondono tra loro: (qui dal superficiale verso l’interno).

1. Nella struttura del corpo

  • Pelle e capelli, muscoli e circolazione superficiale sono il idritto del corpo
  • Organi (zang), ossa e midollo indicano il rovescio.

2. Nei meridiani principali

  • I 3 Yang sono il diritto
  • I 3 Yin sono il rovescio

3. Negli Yang

  • Taiyang è diritto
  • Yangming è rovescio

4. Nello Yin

  • Taiyin è diritto
  • Shaoyin è rovescio

5. In un sistema (es: l’apparato digerente)

  • I visceri sono diritti (es: Stomaco)
  • L’organo è rovescio (es: Milza)

Il praticante, conoscendo le interazioni tra queste diverse coppie, osserva e distingue chiaramente ciò che ha di fronte:

 “Attraverso le manifestazioni (omote), raggiunge le strutture (ura);

 Per la mera osservazione dell’aspetto presentato dall’eccesso

 (la pienezza) e dal non realizzato (il vuoto)

Percepisce il sottile e rivela ciò che è sbagliato;

 La sua arte non è mai in difetto”. (SW5)

Un elemento rimane necessario per una tale osservazione: l’atteggiamento e la postura del praticante. Da dove osserviamo? La postura interiore ed esteriore è fondamentale per definire una vera “relazione terapeutica”.  infatti non curiamo sintomi o malattie, accompagnamo altri esseri umani a sentirsi vibrare con pace e gioia nel loro rapporto con se stessi, con i propri cari e il proprio ambiente. È solo quando questa risonanza viene ristabilita tra i loro universi interni ed esterni (la loro stessa omote-ura) che quella che viene chiamata “malattia” scompare. Per questo occorre che si realizzi  la prima delle risonanze terapeutiche: quella che avviene nello studio tra terapeuta e paziente, tra donatore e ricevente, tra Cielo e Terra. Quindi,  attraverso la sua conoscenza interiore, attraverso la conoscenza del proprio aspetto ura, il praticante si connette all’ura del paziente, al suo lato oscuro. Quando omote e ura si rispondono, si forma l’alleanza terapeutica. Il capitolo 6 del Su Wen ci diceva già più di due millenni fa:

“Per ciò che è di lui, lui (il praticante) raggiunge l’altro. (SW6).

Questo ricorda le parole di Akinobu Kishi, fondatore di Seiki: “In risonanza, non so se è il paziente che cura me o io che curo il paziente. “. (pag.136)

Insieme e separati allo stesso tempo, universali e singolari sono i due aspetti della Vita che comunicano e si rispondono l’un l’altro. O più semplicemente come dicono i thailandesi:« same same but different ».

Possa questo articolo permetterci di entrare in risonanza con noi stessi, i nostri pazienti e l’universo, al fine di trovare l’unità nel suo duplice aspetto.

Note:

[1]Dato che siamo ormai nell’ambito del vocabolario specifico della medicina cinese, abbiamo scelto di designarli come erano nei testi, cioè in cinese piuttosto che in giapponese. È rigorosamente la stessa cosa.

[2] Come promemoria, questi 8 principi sono: Yin-Yang, biao-li, caldo-freddo, vuoto-pieno.


Autore

Julien Chabert
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Traduttora

Nathalie Durand
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