Polvere sei e polvere ritornerai
“I nostri corpi sono fatti di cenere di stelle, sparse nella Galassia in gigantesche esplosioni, molto prima che la gravità le riunisse per formare la Terra” [1].
Così inizia il libro Living with the Stars [2], (Vivere con le stelle), in cui un astrofisico e un medico descrivono i legami tra il nostro piccolo universo corporeo e il grande universo cosmico. L’aspetto affascinante di questa frase è che si nota subito il legame tra le forme organiche e le stelle, così come la presenza di quella terza forza organizzatrice: la gravità. Una forza che esiste nel vuoto infinito dello spazio e che organizza la forma materiale e il movimento. Rimando il lettore al primo articolo sul vuoto (空 Kōng), dove può trovare un’idea di come questa forza organizzatrice viene descritta nelle antiche tradizioni.
È qui che si trova il cuore del nostro viaggio nel linguaggio tradizionale. Come le tradizioni cinese e buddista descrivono l’organizzazione della forma attraverso lo spazio? Quali legami esistono tra materia e spazio, tra corpo e coscienza, nelle nostre tradizioni dell’Estremo Oriente?
O meglio, come si chiede l’Imperatore Giallo:
“Come possono il piccolo, il grande, il superficiale e il profondo unire la loro diversità in una sola cosa?” [3]
Questo ci darà l’opportunità di chiarire la nozione cinese di Shén (神), così come la visione buddista associata alla coscienza. Per quest’ultima tradizione, citeremo vari passaggi del Kalachakra Tantra,[4][5] che è uno dei più antichi testi esoterici del mondo buddista indo-tibetano;
è in qualche modo l’equivalente del Huang Di Nei Jing cinese, in cui sono esposti in dettaglio i legami e le relazioni tra il microcosmo e il macrocosmo.
Numeri e nomi: torniamo alle basi
Cominciamo sempre col sapere di cosa stiamo parlando e come ne parliamo. Questo è il principio dello Zhèng míng (正名): “la rettifica dei nomi”, che esploriamo attraverso i nostri articoli. Dare un nome appropriato a qualcosa significa già conoscerlo.
Ci poniamo qui due domande molto semplici: perché parliamo di “elementi”? E perché sono sempre associati al numero 5 e non al 3, al 4 o al 6? Esplorare queste due domande ci fornirà una buona base per esplorare la ricchezza delle tradizioni buddista e taoista attraverso i loro principi “radice”.
1) Il principio di causalità e interdipendenza tra le componenti dell’universo. Di che cosa sono fatti l’uomo e il cosmo e come si relazionano l’uno all’altro? Questo principio è noto anche come principio di risonanza.
“La luce del sole e della luna sono destinati a proiettare un’ombra; l’acqua e lo specchio non mancano di produrre un riflesso; il battito di un tamburo è destinato a essere seguito da un suono. Così ogni azione produce una reazione”.
(Ling Shu, cap. 45)
2) Le dimensioni numerologiche (3, 4, 5 o 6) in cui possono esistere. Quali sono i diversi contesti e quali le loro differenze?
“È qualcosa che ho in mano e che si sente nel Cuore; la bocca non è in grado di esprimerlo; c’è un’Arte (= un numero 数) lì che sta da qualche parte”.
(Zhuangzi, cap. 13)
Materia o movimento?
Probabilmente ve ne sarete già resi conto se avete approfondito la questione, ma il termine “elemento” è una traduzione che esprime un carattere molto materiale. In cinese, il concetto di “5 elementi” deriva dal termine cinese: Wǔ xíng (五行). Wǔ (五) è il numero “cinque” e Xíng (行) è un verbo che significa “andare”. E’ chiaro, in maniera semplice che non c’è alcun riferimento a un elemento materiale.
La traduzione più semplice, quella più vicina al significato originale, sarebbe “cinque movimenti”, che, sebbene meno frequentemente utilizzata, mi sembra una traduzione più accurata. Se il termine generico rimane quello di “cinque movimenti”, altre traduzioni che si possono trovare nei libri possono essere:
- Le 5 dinamiche
- Le 5 forze
- I 5 agenti
- I 5 respiri (soffi)
Tutti questi movimenti seguono una continuità dal più sottile al più denso, collegati tra loro dallo stesso sistema di risonanza. In questo caso parliamo di una vibrazione diversa di questi 5 movimenti. Per esempio:
- I 5 suoni
- Le 5 direzioni
- I 5 colori
- I 5 sapori
Per quanto riguarda tutti questi piani di vibrazioni diverse, citiamo il “Kalachakra Tantra”:
“La classificazione degli elementi del corpo comprende tre milioni e mezzo di differenziazioni, numerose quanto le loro modificazioni”.
Kalachakra, strofa 26
Poiché queste variazioni sono così numerose, dobbiamo procedere armati di una buona metodologia. Ora che abbiamo chiarito il concetto di elemento/movimento, esaminiamo i loro numeri, da 3 a 6, passando per 4 e 5.
Tre 三: i tre mondi
Il tre simboleggia l’organizzazione originale. Nel pensiero cinese, il 3 è il prodotto di 1 e 2, Yin e Yang. Il tre si riferisce ai “3 poteri”: Cielo-Uomo-Terra, simbolicamente rappresentati dal pittogramma di Mencius (xxx). Anche nelle tradizioni sciamaniche si parla di “3 mondi”, quello inferiore, quello superiore e quello intermedio, ad esempio.
(xxx) Mencius (Meng Tzeu) pensatore cinese confucianesimo del 4 secolo a.c.
Tre sono quindi le 3 dimensioni principali, o i 3 livelli principali che organizzano il cosmo. La tripartizione “alto, medio e basso” (上中下, in cinese: Shàn, zhōng, xià) è una classificazione molto classica che viene utilizzata in una grande varietà di campi.
Restando alla medicina cinese, i meridiani principali sono suddivisi in 3 Yin-3 Yang, e anche le loro funzioni seguono un modello a 3 fasi chiamato “Apertura, rotazione e chiusura”. Tre funzioni, tre correnti in un sistema a 3 fasi. Il Tre evoca le 3 fasi di sviluppo che ritroviamo nelle metafore sulle piante che abbondano nei testi classici, ad esempio nella forma “Radice, Fusto, Frutto”.
La dimensione del Tre è il terreno di gioco (il cosmo) in cui i movimenti e gli elementi possono giocare. La figura geometrica tradizionalmente associata al 3 è il triangolo equilatero.

Quattro 四: il passaggio alla Terra
Con il numero quattro entriamo nella dimensione dello Spazio e del Tempo. È sulla Terra che il Cielo opera cambiamenti e trasformazioni. Nella tradizione cinese, il vento delle Quattro Direzioni (Sì fāng 四方, cioè Nord-Sud-Est-Ovest) determina le Quattro Stagioni (Sì shí 四時, cioè Primavera-Estate-Autunno-Inverno). In questo ciclo, c’è un movimento verso l’alto (Legno-Fuoco) e un movimento verso il basso (Metallo-Acqua). Questi sono i principali movimenti che avvengono nello Spazio.
Da ogni direzione (Fāng 方)) proviene un movimento, un respiro particolare. Questo è più di un dettaglio, poiché è in questo ordine che i cinque movimenti sono presentati nei primi capitoli del Su Wen, ad esempio per il Legno:
“L’aspetto verde naturale del quadrante orientale (fang 方)
Compenetra il Fegato
apre il suo orifizio all’occhio
raccoglie le sue essenze nel Fegato,
La sua manifestazione patologica provoca contrazioni e scatti;
Il suo sapore è acido… (ecc.)”.
Su Wen – capitolo 4
Notiamo che l’espressione “aprire una direzione” (chin: Kāi fāng 開方), significava nei classici: “dare una prescrizione (di farmacopea)”, o più semplicemente: “aprire una direzione terapeutica (nello spazio)”. Utilizzando come punto di riferimento primario le quattro direzioni cardinali che esprimono i movimenti di ascesa e discesa, di svolgimento e di raccoglimento:
“Le quattro stagioni dello yin e dello yang
Sono la fine e l’inizio di diecimila esseri,
Il fusto dove la morte e la vita mettono radici.
Chi si oppone ad esse,
provoca la catastrofe che distrugge la sua vita,
Chi li segue
previene tutti i mali,
Questo è ciò che si chiama possedere la Via”.
Su Wen – capitolo 3
In questo passaggio troviamo la metafora dell’albero e del radicamento. All’interno di questo modello a quattro, va notato che tutto proviene e ritorna alla Terra, soprattutto l’Uomo:
“E’ con il sudore del tuo volto che mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, poiché da essa sei stato preso”.
Genesi (3:19)

Questo è ciò che ci insegna il simbolismo del Quattro. La Terra è il perno, ed è anche la Terra che dà al Quattro la sua forma geometrica, visto che tradizionalmente si usa il quadrato per rappresentare quattro elementi. Si pensi ai 4 elementi della tradizione greca (Terra, Acqua, Fuoco e Aria) da cui deriva il nostro zodiaco.
Una cosa che accomuna le tradizioni buddista e taoista è l’importanza della Terra come punto di riferimento per gli altri elementi/movimenti. In Cina, diremmo che la Terra è il Centro (Zhōng 中), è la quinta direzione dei 4 orienti, il quinto movimento degli altri quattro. In India o in Tibet, si dice che contenga gli altri elementi, che sia lo spazio materiale che può sostenerli e accoglierli. Lavora in tandem con un altro elemento di cui abbiamo parlato a lungo nella prima parte: il vuoto, lo spazio (Kōng 空).
Cinque 五: dalla Terra allo Spazio
Uno dei primi grandi lavori artigianali dell’umanità è la ceramica. La ceramica ha permesso alle popolazioni seminomadi di cacciatori-raccoglitori di stabilirsi gradualmente e di conservare, cucinare e trasportare il cibo in modo più efficiente. Se si osserva più da vicino, si può notare come la ceramica sia stata uno dei primi segni della padronanza dei cinque elementi da parte dell’uomo. La terra viene mescolata con l’acqua, essiccata al sole o cotta nel fuoco, e funge da contenitore attraverso il quale circola l’aria. Questi utensili possono essere utilizzati per una grande varietà di scopi, in quanto Spazio (che permette di contenere).
Lo stesso vale per il corpo: tutto inizia con la materialità della Terra e finisce nello Spazio, che rappresenta, nelle tradizioni buddiste, il 5° elemento.
Nei cimiteri giapponesi, in particolare, si trovano statue di pietra che combinano le forme simboliche dei 5 elementi della tradizione buddista. In giapponese: chi, sui, ka, fū, kū (Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Vacuità/Spazio).

Nel Kalachakra Tantra possiamo leggere:
“Il ricettacolo e il suo contenuto sono classificati in sequenza, in base alle rispettive nature. (…) La Terra è durezza, l’Acqua è fluidità, il Fuoco è calore e l’Aria è movimento. (…)
L’Acqua, diffusa sulla Terra, è per natura in forma liquida. Quando scaviamo, la vediamo nella Terra. E lo spazio è il ricettacolo di tutti gli elementi: Terra, Acqua, Fuoco e Aria. Quanto agli elementi, a partire dalla Terra, essi sono il contenuto”.
Strofe 33 e 18
E come si danno vita l’un l’altro come movimenti e forze dinamiche:
“La Terra dà il seme che è nel loto dell’utero, poi l’Acqua lo fa germogliare. Poi il Fuoco dà la fioritura e cattura i Sei Sapori, e l’Aria attiva la crescita. Il vuoto fornisce lo spazio per la crescita, o Suchandra, ed è così che il processo si compie nei tempi stabiliti”.
Strofa 4
Nel modello buddista appare chiaramente questa distribuzione dal più denso al più immateriale, così come il legame contenitore-contenuto tra questi due poli. Senza Terra non c’è contenitore per gli altri elementi (Acqua, Fuoco, Aria) e senza Spazio non c’è Terra che possa essere contenuta. Ancora una volta, la ciotola è utile solo perché è vuota.
Nella tradizione cinese, il movimento del cinque (Wǔ xín ;五行) va dal Cielo alla Terra, si manifesta prima nelle cinque note (o nei cinque suoni: Wǔ yīn ;五音), poi nei cinque colori (Wǔ sè ; 五色). Potremmo collocare tutte le manifestazioni dei cinque movimenti, dal più sottile al più materiale, sull’antica grafia dei cinque caratteri 「五」, che assomiglia a un diagramma a clessidra. La clessidra può anche essere vista come composta da due triangoli. Ognuno dei quali simboleggia il tre. 3+3= 6. In termini di direzioni, se per i cinesi il cinque rappresenta il centro circondato dalle quattro direzioni, il sei porta nello spazio le nozioni di alto e basso (上下): i quattro orientamenti + lo Zenith (alto) e il Nadir (basso).

Nel resto dell’articolo vedremo come tutti questi movimenti creano il 6° elemento. E molto altro ancora…
(continua)
Note
[1] Citazione originale: “I nostri corpi sono fatti di scorie bruciate di stelle che sono state rilasciate nella Galassia in esplosioni enormi molto prima che la gravità le riunisse per formare la Terra”.
[2] “Living with the Stars: How the Human Body is Connected to the Life Cycles of the Earth, the Planets, and the Stars” (Vivere con le stelle: come il corpo umano è collegato ai cicli vitali della Terra, dei pianeti e delle stelle), Karel Schrijver e Iris Schrijver, OUP Oxford, 2015.
[3] Ling Shu, cap. 45, traduzione di Milsky-Andrès.
[4] Significato “Tantra della Ruota (Chakra) del Tempo (Kala)”. Non si conosce la data esatta di stesura, ma si pensa che abbia raggiunto il Tibet attraverso l’India intorno al I millennio. È un testo di riferimento sia per gli yogi che per il mondo medico.
[5] “Tantra de Kālachakra – Le livre du corps subtil accompagné de son grand commentaire La lumière immaculée”; traduzione di Sofia Stril-Rever, Ed. Desclée de Brouwer, 2000.
[6] Kalachakra Tantra, strofa 26, p.116.
Glossario
- Wǔ xíng : 五行 (cinque movimenti)
- Shàng. zhōng. xià :上.中.下 (sopra, centro, sotto)
- Sì fāng : 四方 (quattro direzioni)
- Sì shí : 四時 (quattro volte/stagioni)
- Kāi fāng: 開方 (“aprire una direzione”)
- Zhèng míng: 正名 (rettifica dei nomi)
- Tǔ, shuǐ, huǒ, fēng, kōng: 土、水、火、風、A7A↩ (Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Spazio)
Per approfondire
A proposito dei 5 elementi nel nostro comportamento, nella voce, nelle espressioni, ecc.
– “Comment mieux me connaître grâce aux 5 éléments”, Daniel Laurent, 2017, éditions des 5 éléments.
Sulla diagnosi della forma della mano in base ai 5 elementi:
– “Des planètes et des mains”, Yves Réquéna, éditions de la Maisnie, 1997, Guy Trédaniel.
Autore
- La coppa dei Cinque Elementi: il Vuoto in tutti i suoi stati (parte 2) - 20 December 2023
- Lo spazio di un carattere: 空 il Vuoto in tutti i suoi stati (parte 1) - 25 September 2023
- Principio: Omote-Ura「表-裏」 - 3 July 2022








